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Trento
30 aprile | 16:47

Medici, si va verso lo sciopero: "Criticità enormi nella riorganizzazione dell'assistenza territoriale: va aperto un dialogo reale e costruttivo"

Stato di agitazione del Sindacato Medici Italiani sulla riforma della medicina generale: "Qualsiasi intervento riformatore deve essere condiviso con la categoria, valorizzandone competenze ed esperienza"

di Redazione

TRENTO. Dalle parole ai fatti: il Sindacato Medici Italiani (Smi) ha proclamato lo stato di agitazione della categoria in relazione al progetto di riforma della medicina generale promosso dal Ministero della Salute.

 

"La proposta di riorganizzazione dell’assistenza territoriale - esplicita la nota condivisa dal segretario Smi Trentino Nicola Paoli - presenta criticità rilevanti che rischiano di compromettere il ruolo centrale del medico di medicina generale nel Servizio Sanitario Nazionale".

 

"In particolare - si legge - esprimiamo una forte preoccupazione per possibili modifiche del rapporto convenzionale, per la ridefinizione delle modalità organizzative delle cure primarie e per il rischio di una progressiva perdita di autonomia professionale. Per coloro, invece, che volontariamente volessero lavorare nelle case di comunità viene impedito l’accesso per mancanza di regole chiare sull’equipollenza dell’attuale corso di formazione in medicina generale con la specializzazione".

 

Il medico di famiglia secondo il sindacato "rappresenta un presidio fondamentale di prossimità e continuità assistenziale per i cittadini e qualsiasi intervento riformatore deve essere condiviso con la categoria, valorizzandone competenze ed esperienza".

 

Lo stato di agitazione, evidenzia Smi, è finalizzato a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di aprire un confronto reale e costruttivo, "evitando decisioni unilaterali che potrebbero incidere negativamente sull’efficacia dell’assistenza territoriale".

 

"Ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo - conclude la nota -, ma sottolineiamo l’urgenza di modifiche sostanziali al testo della riforma, affinché siano garantiti adeguati livelli di assistenza, condizioni di lavoro sostenibili per i professionisti e una reale tutela del diritto alla salute dei cittadini. Nei prossimi giorni saranno comunicate eventuali ulteriori iniziative di mobilitazione".

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