Reparti sempre più in difficoltà, l'ospedale di Tione rischia un ''ridimensionamento”? Demagri: ''La comunità ha diritto di sapere", i medici: "Carichi di lavoro insopportabili"
La situazione che si sta vivendo all'ospedale di Tione non è delle migliori e preoccupa il mondo medico e non solo. Le carenze sono molte e lo dimostra anche la decisione di partire con l'Unità Operativa di Cure Intermedia con numeri dimezzati a causa dal poco personale. “La situazione è già difficile” ci dice la dottoressa Sonia Brugnara di Cimo Fesmed. "Ci troviamo un ospedale che si sta un po' alla volta spegnendo” spiega Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia

TRENTO. “Che strategia si vuole mettere in campo? Serve chiarezza nei confronti dei cittadini”. La consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri, lo dice chiaramente: è giunto il momento che la comunità conosca le sorti dell'ospedale di valle.
L'attenzione è su Tione e sulle tante problematiche che questo ospedale sta avendo a partire dalla futura Unità di cure Intermedie che dovrebbe essere operativa da dicembre. Un reparto, come già spiegato da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), che doveva avere 17 posti letto ma a causa della carenza di personale l'Azienda sanitaria è stata costretta ridurli a soli 8 per iniziare “in via sperimentale”. “Il nucleo verrà progressivamente ampliato fino al raggiungimento dei 17 posti conseguentemente al reperimento dei professionisti necessari” ha spiegato in una lettera il direttore del distretto Sud dell'Apss, Luca Fabbri.
“L'azienda ha deciso di aprire un servizio con finalità nobili e per rispondere anche ai bisogni della cittadinanza. Dall'altra ci troviamo un ospedale che si sta un po' alla volta spegnendo” spiega Paola Demagri che da tempo segue la situazione. “Si dica la verità ai cittadini – continua - si dica se l'ospedale verrà chiuso e dedicato solo all'area medica a cui fanno riferimento le cure intermedie visto che il depauperamento riguarda soprattutto l'area chirurgica”.
L'apertura dell'Unità Operativa di Cure Intermedie all'ospedale di Tione è stata decisa nel 2016. La finalità è quella di svolgere una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero per evitare ricoveri impropri e per favorire le dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni socio sanitari, si stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell'autonomia e più prossimi al domicilio.
Le deliberazioni fatte dalla Pat precisano un altro aspetto cruciale. “Le cure intermedie sono strutture territoriali a bassa intensità di cura, erogate in aree a gestione territoriale, prevalentemente infermieristica finalizzate alla presa in carico di pazienti con bisogno di sorveglianza infermieristica nelle 24 ore, con una chiara prospettiva di rientro a domicilio”. Qui sorge ancora con più forza la questione riguardante il personale.
“Se non ci sono infermieri – spiega la consigliera Demagri – come possono portare avanti un servizio del genere? Diminuiranno i posti letto ma sarà comunque necessario reperire personale, e quindi infermieri, da altri reparti. E' stato emesso una sorta di bando interno e se non sufficiente sarà servirà cercare professionisti dall'esterno ma anche in questo caso le graduatorie vanno avanti a rilento”.
Ma per l'ospedale di Tione l'Unità operativa delle cure intermedie non è l'unico problema ed è per questo che nella comunità stanno crescendo le preoccupazioni difronte a una mancanza di strategia politica in ambito sanitario.
“Da Anestesia a Chirurgia il personale impegnato è metà di quello che dovrebbe essere secondo la pianta organica – spiega la consigliera Demagri – e per riuscire ad andare avanti si utilizzano i gettonisti. Ma come si possono programmare interventi con una situazione così precaria? Ed occorre anche considerare il livello di sicurezza, non quello che riguarda l'esito degli interventi sui pazienti fatti da professionisti, ma sulla garanzia di un servizio adeguato”.
Tutto questo va ovviamente ad impattare sull'attrattività dell'ospedale e sulle prospettive future. “Non possono dare sempre la colpa al personale che decide di andarsene” afferma Demagri che conclude: “Il futuro assessore alla Sanità dovrà essere chiaro con la comunità e spiegare il destino dell'ospedale di Tione. Vogliono trasformarlo in un ospedale di comunità? Allora lo si dica”.
Ad esprimere preoccupazione sono anche i sindacati dei medici. “Stiamo seguendo la situazione da diverso tempo” ci spiega Sonia Brugnara Cimo Fesmed il sindaco dei medici.
“L’attivazione delle cure intermedie a Tione conta su personale medico dell’unità di medicina che non ha personale sufficiente nemmeno per garantire le attività in essere e deve contare su extraorario volontario” spiega la dottoressa Sonia Brugnara che sottolinea il rischio di creare una situazione davvero insostenibile.
“Se manca la disponibilità dei dirigenti medici che quotidianamente si trattengono oltre il loro orario di servizio per coprire la turnistica - continua - il reparto già ora andrebbe in difficoltà con forti problemi sulla sicurezza delle cure. Far partire ora una nuova attività aggiunge carico extra che non può trovare d’accordo il sindacato che si sta adoperando per garantire non solo la tutela psicofisica del personale medico ma anche la tutela della sicurezza delle cure dei pazienti”.
Il rischio è che anche quei pochi medici che ora stanno “ sostenendo il fortino “ , non reggano più il carico e cerchino soluzioni più umane e in grado di conciliare la vita familiare. “Sarebbe una scelta da irresponsabile creare una situazione del genere” conclude Brugnara.













