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Il centrodestra si compatta sull'ex prorettore Armanini come candidato sindaco anche se la Lega resta coperta

Mentre c'è ancora chi spera di riuscire a portare nella coalizione a guida leghista qualche transfugo del Patt i giochi sono sempre aperti con Kaswalder che non molla sull'avvocato Eccher. Il 9 gennaio potrebbe essere la data nella quale si saprà il nome di chi correrà a Trento 

Di Luca Andreazza - 29 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Se il centrosinistra cerca di riportare nella coalizione il Patt e quindi avviare le battute conclusive sulla scelta del candidato sindaco, sono giorni pieni anche nel centrodestra. Tutto in attesa dell'appuntamento fissato per giovedì 9 gennaio, quando potrebbe esserci la convergenza finale sul nome da proporre per palazzo Thun.

 

La maggioranza dei partiti seduti intorno al tavolo sembra aver trovato in Aronne Armanini, ex prorettore, il nome spendibile per la corsa al Comune di Trento. E' la figura più quotata e potrebbe essere forte anche dell'appoggio della Lega, anche se il segretario e assessore Mirko Bisesti non avrebbe ancora portato ai colleghi di coalizione un'indicazione ufficiale del carroccio. 

 

Un altro nome sul taccuino sembra quello dell'avvocato Stefano Mengoni, figlio d’arte dell’ex presidente Flavio Mengoni, mentre tra le opzioni, seppur staccati, ci sono ancora Marco Luscia e Laura Strada sostenuti in particolare da Agire (in pausa in questo momento), mentre gli Autonomisti popolari di Walter Kaswalder non sembrano intenzionati a mollare l'avvocato Lorenzo Eccher, anche se i trascorsi nel Partito democratico sono piuttosto recenti. 

 

A carte ancora coperte la Lega, il partito di maggioranza relativa della coalizione, infatti, non avrebbe ancora portato un proprio candidato agli alleati. Il carroccio sembra più in fase di ascolto, senza l'intenzione di imporre una propria scelta, anche se i nomi forti all'ombra della spada di Alberto da Giussano sembrano quelli di Gianni Festini Brosa, consigliere comunale, Devid Moranduzzo, consigliere provinciale, e l'attivissimo militante Daniele Demattè.

 

Ma tra i temi c'è quello che i "cespugli" non vorrebbero farsi definitivamente fagocitare dalla Lega e quindi i più piccoli cercherebbero di trovare una quadra intorno a una figura non targata per poi cercare una convergenza definitiva nell'idea di non far partire un eventuale candidato sindaco già azzoppato da fratture interne ancor prima di iniziare la corsa vera e propria. 

 

Un'alleanza che intanto registra il cambio di veste in Forza Italia con Giorgio Leonardi che ha raccolto il testimone da Michaela Biancofiore. Intorno al tavolo ci sono, poi, anche Fratelli d'Italia e Progetto trentino, Udc, La Civica e Civica Trentina, quest'ultima però alle prese con un nome e un simbolo che non potrebbero più essere utilizzati dal prossimo maggio. Il partito potrebbe confluire in Agire, anche se l'ipotesi più probabile in agenda è quella di costituire un'altra civica, anche se i tempi iniziano a essere stretti in questo senso.

 

Non è ancora completamente tramontata l'ipotesi di accogliere il Patt nelle fila del centrodestra. Ma vista anche la netta contrapposizione e opposizione in piazza Dante di figure quali Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri, sembra più facile accogliere eventualmente singole individualità che potrebbero appoggiare per le comunali la coalizione che governa in Provincia. Lunedì 13 gennaio c'è invece il confronto del centrosinistra, ormai agli sgoccioli nel delineare il perimetro della coalizione e valutare successivamente un candidato sindaco per domenica 3 maggio. Insomma, potrebbe essere un'ultima settimana di telefonate, trattative e contatti, prima di chiudere la prima parte dei giochi. 

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