De Bertoldi: ''Il centrosinistra cerca discontinuità? E' perché non ha governato bene. Il Patt? Ha perso il suo Dna''
Attesa per il vertice di giovedì 9 gennaio. Il nome in cima alla lista resta quello di Aronne Armanini, l'ex prorettore avrebbe l'appoggio della Lega e de La Civica, mentre Agire e Autonomisti popolari, Progetto trentino e il gruppo consiliare di Civica Trentina lascerebbero trasparire dubbi. In lizza ci sarebbero altri tre nomi top secret

TRENTO. "Sarà un vertice certamente importante, ma non credo che sarà quello conclusivo". Così Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d'Italia, sull'appuntamento di giovedì 9 gennaio, quando il centrodestra si riunisce intorno al tavolo per cercare una quadra sul candidato sindaco per la città di Trento alle elezioni amministrative del prossimo 3 maggio.
Il nome in cima alla lista resta quello di Aronne Armanini, l'ex prorettore avrebbe l'appoggio della Lega e de La Civica, mentre Agire e Autonomisti popolari, Progetto trentino e il gruppo consiliare di Civica Trentina lascerebbero trasparire dubbi. I "cespugli" vorrebbero rilanciare le frecce al proprio arco, ma senza però andare a disperderle (Qui articolo).
C'è un dato, il professore universitario è ormai da settimane, forse troppe, il candidato sindaco in pectore e l'ufficialità potrebbe non arrivare questa sera. Ci sarebbero altre potenziali personalità pronte a essere prese in considerazione, tre figure ancora top secret. "Il ragionamento non è ancora concluso. Tutti i profili analizzati sono certamente di spessore - aggiunge il senatore - la volontà è quella di arrivare alla scelta collegiale. Potrei sbagliarmi, ma la scelta avverrà entro fine mese. Non abbiamo paura a prendere qualche ora o qualche giorno di riflessione in più".
Il partito di maggioranza relativa della coalizione, infatti, non avrebbe ancora portato un proprio candidato agli alleati. "Non si cerca un esponente di bandiera - prosegue de Bertoldi - ma qualcuno che possa insediarsi a palazzo Thun. Tutte le forze politiche sono concordi in questo senso e nessuno vuole imporre nulla. La Lega in questo si comporta in modo equilibrato e corretto. Si cerca un'ampia convergenza, poi è normale che ci sia un dibattito interno alla coalizione: lavoriamo per trovare un candidato vincente".
E' evidente che il centrodestra sia in cerca di un poker di successi. La coalizione a trazione leghista non perde un colpo dalle politiche di marzo 2018, quindi le affermazioni tra europee e provinciali: ora punta sulla città. Ma le ultime battute d'arresto alle amministrative tra Borgo, Levico e Terre d'Adige qualche campanello d'allarme l'avrebbero acceso (Qui articolo).
"La fiducia è ovviamente alta. Il risultato è possibile - evidenzia il senatore di Fratelli d'Italia - ma siamo convinti che la componente politica sulle amministrative pesi in modo limitato rispetto alle altre elezioni. In generale la valenza è sulla persona, proprio per questo si prendono in considerazione le qualità umane. Un discorso molto aderente alle piccole realtà, che però in qualche misura si riflette anche in centri quali Trento, Rovereto o Riva del Garda. L'elettore vota il nominativo che possa governare meglio un territorio, una città, un Comune".
Il centrodestra cerca la prima storica affermazione a palazzo Thun. "La città di Trento - aggiunge de Bertoldi - ha bisogno di un cambiamento. L'attuale maggioranza di governo promuove un'azione politica di discontinuità. Se si ritenessero soddisfatte proporrebbero un segno di continuità. Le forze politiche che hanno governato il capoluogo hanno le responsabilità nel bene e nel male di quanto portato avanti in questi anni".
Un nuovo candidato sindaco anche in casa centrosinistra, un elemento di novità che non verrebbe sottovalutato nel centrodestra, anche se il senatore prova a mettere ordine. "E' vero - conclude de Bertoldi - ma non possono addossare tutte le colpe al sindaco Alessandro Andreatta e pensare di pulirsi la coscienza. Il Partito democratico è responsabile dell'azione politica, che probabilmente non ha permesso al primo cittadino di lavorare. Una coalizione sfilacciata tra continui cambiamenti di posizioni e poca coerenza. Anche gli autonomisti hanno, poi, le proprie colpe: il Patt ha perso da anni il proprio Dna. Queste le ragioni della negatività che hanno portato il centrosinistra a perdere in Provincia".


















