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Borgo, Levico e Terre d'Adige, la Lega tradita dal popolo? Nonostante il grande impegno in campagna elettorale dei vertici provinciali, il carroccio resta a bocca asciutta

A Tione e Folgaria il simbolo non c'era e questo è un dato politico che può emergere tra Levico, Borgo e Terre d'Adige, dove Alberto da Giussano si è presentato, in alcuni casi anche con i favori del pronostico. Il popolo, un clichè ormai caro ai leghisti in Provincia, ha almeno in parte voltato lo sguardo altrove. Si è espresso in modo diverso proprio dove il popolo è più vicino alle istituzioni, i comuni

Di Luca Andreazza - 10 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. La Lega esce sconfitta alle elezioni comunali in questa tornata tra domenica 26 maggio e domenica 9 giugno. Se alle elezioni europee e suppletive il carroccio trainato da Matteo Salvini ha fatto il pieno per stravincere praticamente ovunque, in quelle amministrative, almeno questa volta, segna il passo

 

A Tione e Folgaria il simbolo non c'era e questo è un dato politico che può emergere tra Levico, Borgo e Terre d'Adige, dove Alberto da Giussano si è presentato, in alcuni casi anche con i favori del pronostico. Il popolo, un clichè ormai caro ai leghisti in Provincia, ha almeno in parte voltato lo sguardo altrove. In queste occasioni si è espresso in modo diverso proprio dove il popolo è più vicino alle istituzioni, i comuni. 

 

A Terre d'Adige è uscito vincitore Renato Tasin, leader insieme all'ex primo cittadino di Nave San Rocco Joseph Valer, della lista Uniamo Terre d'Adige. Sconfitto Roberto Roncador alla guida della lista civica per Terre d'Adige e proprio con la Lega (Qui articolo). 

A Borgo il sindaco invece è Enrico Galvan. Ma a contendere il municipio nel ballottaggio c'era una sorpresa: Martina Ferrai (Qui articolo). L'altra sorpresa è stata invece Marika Sbetta, appoggiata da Agire e "Borgo-Olle unione per il cambiamento", così come dalla Lega: tagliata al primo turno e lontana dalla contesa ferma al 27% e il carroccio al 15% delle preferenze (Qui articolo).

La corsa si è chiusa in favore del primo cittadino uscente per il 52,84% a premiare le liste Borgo e Olle bene comune e Borgo domani, mentre la sfidante appoggiata da Innova Borgo-Olle, Viviamo Borgo e Olle e Civitas si attesa al 47,16%.  Poi la Lega è ripiegata su Galvan, un appoggio decisivo nelle sorti della volata finale. 

 

A Levico è stato incoronato Gianni Beretta, battuto il favorito della vigilia Tommaso Acler alla guida di Impegno x Levico, Fare! Per Levico e frazioni e la Lega. Il candidato sostenuto dal carroccio ha chiuso il primo turno avanti di 62 voti e nel ballottaggio si è arreso per un centinaio di preferenze (Qui articolo).

 

La sfida è in favore di Beretta al 51,03%, mentre Acler si ferma al 48,97%. Fiaccato, forse, anche dalle polemiche in piena campagna elettorale, dall'audio inviato ad un "amico" (Qui articolo) al provvedimento preso da Marino Simoni a mezz'oretta dalla chiusura del mandato come commissario (Qui articolo), ma anche l'ultima querelle in ordine di tempo, quella legata alle pressioni al presidente dei commercianti (Qui articolo).

Resta ora da capire come intende porsi e muoversi piazza Dante verso i nuovi sindaci. Certi che la giunta provinciale saprà dialogare e collaborare al meglio con le nuove amministrazioni, anche se si è visto un certo via-vai dei vertici leghisti tra Borgo, Levico, Zambana e Nave San Rocco. Dal presidente Fugatti agli assessori, diversi i momenti di partecipazione e sostegno alle campagne elettorali dei candidati sindaci della scuderia Lega. Si sono spesi per tirare le volate, ma questa volta non è bastato. Il carroccio accusa la prima sconfitta dopo un 2018 da capogiro tra politiche e provinciali, in questo 2019 le europee e le suppletive.

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