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Il candidato sindaco e il ''consiglio'' all'avversario politico: ''Era un messaggio ad un amico. Si tratta di una strumentalizzazione politica''

Tommaso Acler giustifica il messaggio audio mandato a un imprenditore poi candidatosi con una lista concorrente alla sua: ''Non volevo minacciare nessuno. E' un mio amico. Ci siamo chiariti''. Eppure evidentemente non tutto era chiaro visto che il messaggio è finito in procura. E aggiunge: ''Risale a due mesi fa, non ero ancora candidato'' ma il giorno dopo formalizzava la coalizione

Di Luca Pianesi - 11 maggio 2019 - 16:41

LEVICO. ''Si tratta di una strumentalizzazione politica. Io non intendevo minacciare nessuno con quel messaggio. Sono un moderato e in quanto tale non andrei mai a fare delle ritorsioni contro qualcuno che si candida contro di me''. Tommaso Acler, candidato sindaco per il centrodestra a Levico Terme, si difende così e giustifica in questo modo l'audio portato pochi giorni fa in procura dal candidato di un'altra lista, ''Patto Levicense'', all'interno del quale vi è il ''consiglio'' a far bene i suoi conti prima di candidarsi con l'altra lista: hai un'attività e se anche io sono buono non è detto gli altri lo saranno

 

Il contenuto del messaggio è quello (QUI ARTICOLO), c'è poco da fare, lo ha registrato e condiviso lui stesso tramite un audio whatsapp. Quanto si voleva esprimere, però, per Acler è diverso da quel che potrebbe sembrare. ''Stavo discutendo con lui, con un mio carissimo amico - spiega a ilDolomiti il candidato sindaco - ed ero dispiaciuto perché lui stava per candidarsi con una lista che era partita con l'intenzione di proporsi come qualcosa di totalmente nuovo ma che in realtà stava raccogliendo i vecchi rappresentanti che avevano fatto cadere la precedente amministrazione. Mi può essere scappata quella frase ma è un messaggio mandato a un amico e sottolineo la parola amico e subito dopo gli ho chiarito che non intendevo minimamente minacciarlo. Ci siamo spiegati dopo pochi secondi. Chi mi conosce sa che non è nella mia natura minacciare nessuno, non lo farei mai. Credo nella politica, faccio politica da tanti anni e sono un moderato e questa è solo una strumentalizzazione''. 

 

Il chiarimento, però, a quanto pare non è servito perché l'amico si è candidato e il messaggio audio è finito in procura. ''Quel messaggio - prosegue - risale a prima del deposito delle candidature quindi mi stupisce esca proprio in questi giorni a così poco tempo dalle elezioni. C'è una regia politica per penalizzarci, dietro, ma io vado avanti''. E anche qui spieghiamo: il messaggio risale a prima del deposito delle candidature visto che l'invito era proprio a prendere in considerazione l'ipotesi di non entrare nella lista concorrente. Quel messaggio, infatti, risale all'8 marzo quando i giochi erano praticamente fatti e le squadre si stavano delineando e il giorno dopo, infatti, succedeva questo:

 

 

Condividiamo, quindi, il comunicato stampa di Tommaso Acler    

 

Apprendo con profonda amarezza che un messaggio vocale inviato ad un amico, e sottolineo la parola amico, oltre due mesi fa, periodo nel quale non ero candidato sindaco e nemmeno erano state formalizzate le coalizioni, è stato dato in pasto ad alcuni organi di stampa, agli evidenti fini di una strumentalizzazione politica legata a screditare la credibilità della mia persona.

 

La data sospetta dell’invio alla stampa ad oltre due mesi dal fatto, il formato vocale del messaggio che per sua natura manifesta la buona fede dei contenuti (se il tono della comunicazione non fosse stato amichevole, evidentemente non sarebbe stato inviato in tale forma) testimoniano che gli avversari politici sentendosi probabilmente in difficoltà e a corto di argomenti hanno deciso solo adesso di usare la macchina del fango.

 

Purtroppo la consuetudine di screditare l’avversario politico (ricorrendo alle testate giornalistiche, ai social network, alla Procura o alla Corte dei Conti) è un’abitudine consolidata nel panorama politico levicense e spero pertanto che gli elettori di Levico sappiano ben pesare quanto viene loro propinato.

 

Per quanto mi riguarda queste cose mi fanno male e mai mi ci saprò abituare; credo che i valori dell’amicizia e della lealtà non possano mai essere calpestati in nome della prevaricazione dell’avversario. Ovviamente non ho alcun problema a fare ascoltare integralmente il file audio, ma a questo punto pretendo venga anche contestualizzato con le argomentazioni precedenti e successive il file stesso. Ho sempre inteso la politica come mettersi a servizio del cittadino senza distinzioni tra chi mi ha votato o meno, cercando di operare per il bene della comunità ed è mia chiara intenzione continuare a farlo.

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