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Il ritorno del centrosinistra a Riva: "Hanno vinto visione e idee" e colpo a Borgo. La destra prende Cles e Mori (pesa Fratelli d'Italia). La strana notte di Morelli a Pergine

I turni di ballottaggio in 11 Comuni chiudono la tornata elettorale. Exploit di Arianna Fiorio ad Arco. Solida vittoria di Martina Ferrai a Borgo Valsugana. Conferma per Ivano Fracchetti ad Avio. Il centrodestra bocciato a Riva del Garda, il centrosinistra invece a Mori

TRENTO. Il ritorno del centrosinistra a Riva del Garda, colpo di Martina Ferrai a Borgo Valsugana mentre in quel di Arco si completa l'exploit griffato Arianna Fiorio che diventa la prima sindaca del centro abitato nell'Alto Garda. Continuità a Cles che vira un po' di più a destra e Avio. La coalizione di centrodestra festeggia con la vittoria a Mori e soprattutto l'affermazione al fotofinish a Pergine Valsugana. Sono arrivati gli ultimi verdetti, pesanti, di questa tornata elettorale.

 

I ballottaggi hanno chiuso le urne per rinnovare i Consigli comunali in 154 Comuni del Trentino. Da Trento a Vallelaghi la maggior parte delle partite si era chiusa già al primo turno di domenica 4 maggio (anche perché più del 50% dei territori poteva esprimere una preferenza solo su una lista e l'avversario era il quorum, ribassato quasi ovunque) mentre gli elettori sono stati chiamati nuovamente alle urne di 11 Comuni per risolvere le ultime sfide. Una conferma, purtroppo, è stata l'affluenza. A pagare la disaffezione sono stati in particolare i grandi centri con un meno a doppia cifra

 

In molti casi il centrodestra è arrivato sfilacciato e teso per via dei posizionamenti interni alla coalizione. Fibrillazioni che corrono sull'asse Lega-Fratelli che poi riverberano sulle varie alleanze con corse separate, appoggi esterni o apparentamenti ufficiali. Ma almeno per un giorno in alcuni casi può tirare il fiato, il tempo di festeggiare. Forse più nel partito di Giorgia Meloni, decisivo a Cles e Mori. 

 

L'unità paga a Pergine Valsugana. Qui il centrodestra è rimasto compatto e così è arrivata la vittoria di Marco Morelli. Un margine risicatissimo e tanta confusione. Da un seggio è arrivato al primo cittadino una comunicazione inversa, sconfitta sicura e allora il primo cittadino si è avviato verso a casa per dormire. Alt, contrordine. C'è stata la vittoria: il saldo passa da meno a più, 41 le preferenze di vantaggio su Carlo Pintarelli (Qui articolo).

 

"E' stato un giornalista - confida il nuovo sindaco di Pergine Valsugana - a fermarmi, mentre stavo andando a casa deluso, perché i numeri in mio possesso certificavano una beffarda sconfitta per appena 9 voti. E, insomma, non potevo essere soddisfatto. Il vostro collega mi ha detto: ma dove vai, guarda che hai vinto. E, allora, facendo un riconteggio, è emerso che avevamo 'scambiato' i voti di un seggio, 50 per la precisione, che andavano a me anziché al mio avversario. E, allora, in quel momento ho avuto la certezza che sì, avevamo vinto e raggiunto un risultato incredibile, perché sarà la prima volta che il centrodestra governerà in città. E' una grande soddisfazione: il mio avversario era un assessore dell'amministrazione uscente, nella coalizione c'era tutta la precedente Giunta e, dunque, il confronto era doppiamente difficile. Ero consapevole che sarebbe stata una 'corsa all'ultimo voto' e che ci sarebbe stata una rimonta, visto che era naturale che gli elettori di centro sinistra confluissero più sul mio avversario che su di me, ma noi siamo riusciti a confermare praticamente tutti i voti raccolti al primo turno e questo ci ha permesso di vincere. Cosa farò adesso? Una bella dormita per essere in forze già al mattino e, appena ci sarà la proclamazione, vorrò essere operativo perché non c'è tempo da perdere. Vogliamo metterci subito al lavoro per costruire il futuro di Pergine Valsugana".

 

Si è urlato alla discontinuità in val di Non, i meloniani si sono presentati da soli ma non hanno superato il primo turno. Un clima tesissimo, un tutti contro tutti. Destra contro sinistra, molto destra contro destra. Le polemiche di casa, però sono state messe alle spalle per unirsi contro Paola Demagri. Pace fatta, accordo di programma, posti in Giunta e apparentamento fatto. Una scelta che ha portato a passi indietro e che forse non ha pagato fino in fondo: il margine si è assottigliato, la sfida è stata serrata ma il risultato è arrivato: Stella Menapace è la sindaca (Qui articolo).

 

Nessun apparentamento ma Paola Depretto, uscita anzitempo dalla contesa a Mori, ha garantito l'appoggio del partito a Nicola Mazzucchi (Lega, Patt e Civitas). Il vice sindaco uscente che era andato in rotta con il primo cittadino uscente Stefano Barozzi, in corsa per un terzo mandato alla guida del centrosinistra, ha raggiunto lo scranno più alto del municipio sul filo di lana: 15 voti in più (Qui articolo).

 

Quella al governo di Riva del Garda è stata invece una parentesi. Il centrodestra è uscito a pezzi in tutti i sensi. I malumori si sono trasformati in spaccatura a causa dell'inchiesta Romeo, indagine che ha toccato anche Cristina Santi. La Lega non ha voluto abbandonare la propria esponente mente Fratelli d'Italia, il Patt e La Civica si sono orientati sulla vice Silvia Betta

 

Al primo turno la bocciatura per la Lega è stata pesante, l'apparentamento non c'è stato e poco avrebbe apportato. Così Alessio Zanoni (Partito Democratico, Casa Autonomia, Campobase e Europa Verde tra gli altri) ha preso ben presto il largo. Un successo senza se e senza ma, nessuna discussione. Si torna a sinistra (Qui articolo).

 

"E' una gioia immensa - commenta Zanoni il neo primo cittadino rivano - perché, con un calo dell'affluenza del 10%, un dato che comunque deve farci riflettere, abbiamo confermato, e aumentato leggermente, i voti rispetto al primo turno. Il 4 maggio erano stati 3.852, al ballottaggio ne abbiamo totalizzati 3.868. Ha vinto una visione positiva del futuro, hanno vinto le idee, ha vinto l'ascolto dei cittadini, assieme ai quali abbiamo costruito il programma che realizzeremo. E ha vinto la coerenza, che è un valore indissolubile: chi ha fatto parte della coalizione che mi ha sostenuto ha una propria storia nel centro sinistra, un'impronta significativa. Altrettanto non si può dire della candidata di centrodestra, che fino al 2018 ha fatto parte del Partito Democratico, fino al 2020 ha sostenuto la maggioranza di centro sinistra e poi è passata dall'altra parte. E, nell'ultima settimana, portando avanti una campagna elettorale 'cattiva', ha descritto lo stesso centrosinistra di cui era componente come un pericolo assoluto. Noi eravamo quelli 'in bianco e nero', quelli sporchi e cattivi, portando esempi di decenni or sono senza però dare la giusta chiave di lettura. I cittadini e Riva hanno voglia di unità e di coerenza, non di accuse e della 'paura' che qualcuno ha provato a trasmettere loro".

 

Adesso "ci godiamo, solamente per qualche ora, il risultato e poi ci metteremo a lavorare", prosegue Zanoni. "Appena ci sarà la proclamazione chiederò di poter incontrare l'intero personale: abbiamo bisogno di una macchina coesa per realizzare il programma che abbiamo scritto assieme ai cittadini. Riva ha bisogno di unità, di ritrovarsi, di aprirsi, dopo una legislatura di chiusura totale. C'è tanto da fare, ma il lavoro non ci spaventa. La Giunta? In tempi brevi ma, siccome il nostro è stato un percorso di coalizione, prima di assegnare gli incarichi di governo voglio confrontarmi con tutti coloro i quali hanno contribuito a questo successo. Saremo presto operativi, abbiamo le idee chiare e una gran voglia di metterci a disposizione della comunità".

 

Il partito di Matteo Salvini si può consolare a Volano. Niente simboli ma molto appoggio per Emanuele Volani che ha sconfitto il Patt del vice sindaco uscente Walter Ortombina (Qui articolo). 

 

Continuità per Avio: Ivano Fracchetti, sostenuto anche dal carroccio, tiene la fascia tricolore. Una conferma piuttosto solida (Qui articolo).

 

Sempre nell'Alto Garda, ma Arco, Arianna Fiorio e la sua coalizione che comprende Europa Verde e Onda, completa la scalata. Al ballottaggio sconfitto nettamente Alessandro Amistadi (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Patt e due civiche). Piange il centrodestra, non ride il centrosinistra: il Partito Democratico con Casa Autonomia e Campobase aveva già salutato la contesa al primo turno. Il dopo Alessandro Betta è una proposta di ispirazione centrosinistra ma non nelle vesti classiche (Qui articolo).

 

"Sono felicissima - esordisce la nuova sindaca arcense - stanchissima, ma ovviamente felicissima per lo straordinario risultato che abbiamo raggiunto. Tutti insieme, perché questa è stata una vittoria di tutta la coalizione e non solamente mia. Dopo il primo turno eravamo fiduciosi, visti i numeri: chi aveva scelto il centro sinistra difficilmente si sarebbe spostato sul centro destra e, dunque, l'ottimismo c'era, è innegabile. Certo è che nessuno poteva aspettarsi un risultato così netto e un divario così ampio, che dà ancora più valore al percorso che abbiamo compiuto in questi mesi, durante i quali abbiamo ascoltato e parlato con le persone, per costruire assieme a loro il nostro programma. Le ultime due settimane? Sono state toste, sicuramente, ma ho un carattere equilibrato e questo mi ha certamente aiutato nel tenere la barra dritta a fronte di attacchi anche personali che poco o nulla hanno a che vedere con la politica e con l'amministrazione di una città. Adesso inizieremo a lavorare sodo per il bene della nostra comunità. La priorità è certamente quella d'intervenire sulle tante, troppe situazioni di fragilità esistenti. E, visto anche il risultato elettorale che arriva da Riva del Garda, iniziare a ragionare assieme con la nuova amministrazione per un futuro diverso a livello di Comunità di Valle. In tal senso è venuto anche il momento di farsi sentire con la Provincia, perché ci sono problemi che non possono più essere rinviati. Il lavoro è tanto, lo sapevamo prima e adesso siamo pronti a fare la nostra parte".

 

Non ci sono i marchi del centrosinistra a Borgo Valsugana ma l'area è più quella per Martina Ferrai che piazza il colpo e sconfigge il sindaco uscente Enrico Galvan, fiaccato da una maggioranza che si è andata via via sfaldandosi nei cinque anni di governo. L'apparentamento con Fabio Dalledonne non ha portato ai risultati sperati e l'urna ha premiato la neo sindaca (Qui articolo): "Il risultato della coerenza invece di chi in nome di logiche politiche che non ci appartengono, ha tradito gli elettori" (Qui articolo).

 

Cambio della guardia anche a Cavalese: Carlo Betta è il nuovo sindaco e sconfigge per pochissimo il primo cittadino uscente Sergio Finato (Qui articolo). Un ballottaggio incredibile dopo che i due sfidanti avevano chiuso il primo turno in parità. Eletti poi Fausto Pallaver a Ville d'Anaunia (Qui articolo) e Silvano Dominici a Novella (Qui articolo).

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