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Trento
19 maggio | 02:56

Scacco matto al centro destra: la civica Martina Ferrai stravince a Borgo: "Premiata la nostra coerenza a fronte di chi, in nome di logiche politiche, ha tradito gli elettori"

Il 4 maggio la candidata sindaca e le due liste che la sostenevano avevano raccolto 1.561 voti, che sono diventati 2.141 al ballottaggio. L'incremento è stato enorme e ha portato ad una vittoria schiacciante per la nuova sindaca dei Borgo, che ha chiuso con il 61,05% a fronte del "misero" 38,95% dell'ormai ex sindaco Enrico Galvan, che dall'ufficio principale si sposterà tra i banchi dell'opposizione

BORGO VALSUGANA. Scacco matto al centro destra.

 

La neo sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai è un'ingegnera e sa, meglio di chiunque altro, che la matematica "non è un'opinione". Ma è sempre stata altrettanto consapevole che, in politica, soprattutto in un'elezione comunale, non sempre (anzi, spesso, per non dire quasi mai) "uno più uno non fa due".

 

E, allora, ecco che nel comune più popoloso della comunità della Valsugana e del Tesino, in quello che l'undicesimo centro abitato della Provincia per numero di abitanti, la vittoria è andata a chi, numeri alla mano, avrebbe dovuto essere "spacciata" dopo che il centro destra si era miracolosamente riunito.

 

Il condizionale è, oggi, quanto mai d'obbligo: Enrico Galvan, il sindaco uscente, ha fatto malissimo i conti. L'apparentamento con Fabio Dalledonne, già primo cittadino dal 2009 al 2019, si è rivelato un clamoroso boomerang. Uno di quelli che tornano indietro e ti colpiscono in pieno volto, dimostrando che la strategia "di lancio" si è rivelata completamente sbagliata.

 

E, allora, a proposito di numeri, quelli finali - quelli certamente no - non mentono e certificano una crescita esponenziale di preferenze, tra primo e secondo turno, per Martina Ferrai e la sua coalizione, che guarda al centro sinistra ma è, prima di tutto, "civica". Nel vero senso della parola. E, soprattutto, la proposta ha convinto tanti, tantissimi che, magari, in precedenza, avevano scelto di appoggiare un altro candidato.

 

Il 4 maggio la candidata sindaca e le due liste che la sostenevano avevano raccolto 1.561 voti, che sono diventati 2.141 al ballottaggio. L'incremento è stato enorme e ha portato ad una vittoria schiacciante per la nuova sindaca dei Borgo, che ha chiuso con il 61,05% a fronte del "misero" 38,95% dell'ormai ex sindaco.

 

Che, a conti fatti, ha sbagliato tutto. Ok l'apparentamento, ma a tantissimi cittadini borghigiani non è piaciuto il fatto che tutto sia stato deciso a tavolino: ruoli, deleghe e incarichi anche per chi non sarebbe entrato nella Giunta a discapito di chi, magari, è stato messo "in disparte" in nome di una "sacra" alleanza che si è rivelata un enorme buco nell'acqua.

 

"E' stata premiata prima di tutto la coerenza - commenta Martina Ferrai, felicissima per il risultato raggiunto - di chi è sempre rimasto con la "schiena dritta", una frase che tantissime persone mi hanno ripetuto nel corso delle ultime settimane e ha mantenuto un profilo educato, serio e composto a fronte di provocazioni e affermazioni vittimistiche. Con tutti i candidati della coalizione ci siamo imposti di non rispondere mai sui social quando venivano attaccati e di non cadere nei "tranelli". Abbiamo portato avanti la nostra idea, senza farci sviare dalla strada che abbiamo intrapreso mesi or sono. I due esponenti di centro destra, dopo essersi dati "battaglia" prima del turno del 4 maggio, si sono apparentati, hanno giustificato la cosa dicendo che sono sempre stati amici, che avevano una visione simile, eccetera, eccetera, tradendo - di fatto - il patto che avevano stretto con gli elettori. Hanno fatto passare esclusivamente il concetto della "logica politica" e questo non è piaciuto ai cittadini: lo certifica il fatto che, rispetto al primo turno, noi abbiamo preso 600 voti in più, che sono tantissimi. Questo significa che in tanti si sono "spostati" verso di noi, premiando chi non ha mai fatto "giochetti" e ha sempre parlato di Borgo, dei suoi problemi, delle soluzioni e di cosa voleva realizzare per migliorare la città e le dinamiche della nostra comunità. Quella di Borgo è stata una dichiarazione popolare e trasversale netta e indiscutibile. Non mi sarei mai aspettata un divario così ampio e questo è un elemento che ci responsabilizzerà ancora di più".

 

Una proposta civica, senza simboli nazionali con una vocazione ambientalista?

 

"Direi che la vocazione è tecnica - conclude la nuova prima cittadina borghigiana -, senza "colori" politici particolari, a spinta civica, che non tradirà il patto stipulato con i propri elettori e che porterà in consiglio comunale ben quattro donne e otto uomini. Tutti noi siamo estremamente motivati e, visto che siamo stati attaccati - senza motivo - per aver raccontato chi sono e cosa fanno i nostri candidati, aggiungo anche preparati. La Giunta? Non verrà fatta con il "pallottoliere" come, invece, sarebbe stata strutturata quella della lista avversaria, che aveva già deciso tutto a tavolino, imponendo dall'alto alla cittadinanza le scelte che servivano unicamente a raggiungere l'obiettivo. Al primo turno avevamo ottenuto un risultato eccezionale, che è diventato straordinario al ballottaggio. E questo rappresenta per tutti noi un motivo per sentirci, se ce ne fosse stato bisogno, ulteriormente responsabilizzati. Non vediamo l'ora di metterci al lavoro".

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