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''Il mio impegno per un'Europa unita, contro ogni egoismo. Immigrazione e clima, serve un accordo''. Segnana è l'unica trentina in lista con Dorfmann

La candidata: ''Credo in un'Unione coesa, equa, che metta al centro le Regioni. Faccio politica per il futuro della nostra terra, stufa delle solite lamentele fini a se stesse''

Pubblicato il - 23 maggio 2019 - 13:12

TRENTO. Trent'anni (da compiere a luglio), due lauree (in Filologia e critica letteraria e in Lingue straniere), cinque anni di attività politica alle spalle (la prima prima candidatura risale alle Comunali del 2015, a sostegno del sindaco autonomista Mucchi nella lista civica Passione Clesiana), tanta determinazione e la convinzione che se "voglio muovere il mondo devo prima muovere me stessa".

 

Claudia Segnana è la candidata trentina del Patt, in corsa, per le prossime Europee, con la squadra della Svp di Dorfmann (che a sua volta corre in collegamento con Forza Italia e Udc). Insegnante, racconta di essersi messa in gioco "stufa delle lamentele fini a se stesse", per "il futuro della nostra terra e della nostra Europa".

 

Claudia Segnana, lei è la candidata trentina del Patt e, alle prossime elezioni, sosterrà il team della Svp. Quali sono i punti principali del suo programma? Quale il tema che le sta più a cuore?

Per me è un grande onore essere l'unica candidata trentina della lista. Ho avuto la fortuna di collaborare con un uomo di spessore come l'europarlamentare uscente Dorfmann, con il quale mi sono confrontata a lungo sulle necessità di quest'Europa tanto fondamentale per il nostro presente e il nostro futuro. La mia idea è quella di un'Europa che lavori unita, abbandonando alcune tendenze egoistiche che si sono viste negli ultimi anni. Questa è un'impresa difficile ma non utopistica, a mio avviso. Credo sia fondamentale una maggiore equità all'interno dell'Unione europea, ad esempio in termini di tassazione. Inoltre c'è bisogno di nuovi accordi tra gli Stati sui macrotemi quali l'immigrazione e il cambiamento climatico. Parallelamente, credo in un'Europa che metta al centro le regioni e ne rispetti le peculiarità e autonomie: è importante procedere secondo il principio di sussidiarietà, vale a dire che le decisioni devono essere prese dall'istituzione più vicina ai cittadini stessi. In questo modo vengono valorizzate le Regioni e gli altri enti locali.

 

In più l'Europa deve poter essere un luogo di arricchimento personale e culturale. Il tema che mi sta più a cuore è proprio quello legato alla sfera dell'istruzione e della formazione (lifelong learning). In programmi come "Erasmus+" molto è stato fatto, ma credo sia fondamentale continuare a potenziare questi progetti, al fine di renderli più vicini e accessibili alle persone, affinché i nostri giovani e meno giovani possano accrescere le loro competenze e conoscenze e possano essere più competitivi nel mondo del lavoro. 

In questa campagna l'europarlamentare uscente Dorfmann ha parlato di "un'Europa delle regioni" come di un punto fondamentale del suo programma (qui articolo). Lo condivide, dunque?

Sì, assolutamente. Credo che le Regioni debbano essere valorizzate con competenze specifiche, essenzialmente per due ragioni. Prima di tutto esse sono consapevoli e testimoni diretti delle necessità, dei bisogni e delle peculiarità specifiche che le caratterizzano; inoltre è fondamentale mantenere un legame saldo e forte con il territorio e con i cittadini. In questo modo le tempistiche riescono ad essere più contenute e i risultati più efficaci.

 

Come commenta la scelta della Svp di correre in assieme a Forza Italia e a Udc anziché, come in passato, con il Pd? Si riconosce nella volontà espressa da Dorfmann di aderire al Ppe nel tentativo di avere Weber alla presidenza della Commissione?

Come già detto da Dorfmann, entrambi i nostri partiti (Svp e Patt) fanno parte dal Partito popolare europeo e abbiamo deciso di fare un accordo con un'altra forza all'interno della stessa cornice.

 

Per quanto riguarda Weber, ho avuto l'onore e il piacere di conoscerlo personalmente a Trento quando abbiamo discusso insieme sul futuro dell'Europa alle cantine Rotari. Credo che la scelta di Dorfmann di appoggiarlo sia una scelta molto consapevole e condivisibile in quanto ho potuto constatare come Weber sia un uomo con principi, valori e idee molto vicine a quelle mie e di Dorfmann. Il suo forte legame col territorio e la sua vicinanza ai cittadini credo siano importanti valori aggiunti alla sua indiscutibile competenza.

 

Lei è giovane e preparata (con una laurea in Filologia e critica letteraria e una in Lingue straniere), come si è avvicinata alla politica e cosa rappresenta la politica per lei?

Mi sono avvicinata alla politica e mi sono messa in gioco in prima persona mossa non solo da un forte interesse personale sul futuro della nostra terra e della nostra Europa, ma anche perché ero abbastanza stufa di ascoltare lamentele fini a se stesse. Ho capito che se "voglio muovere il mondo devo prima muovere me stessa" e pertanto ho deciso di mettermi in prima linea per portare i miei valori, i miei ideali e la mia grinta al servizio della comunità. Credo sia necessario per noi giovani essere presenti in politica, poiché la mia generazione ha ancora abbastanza energia, voglia di mettersi in gioco e anche, se vogliamo, ingenua fiducia e speranza per il futuro da proporre soluzioni alternative ai problemi di sempre. Per me la politica rappresenta la possibilità di intervenire in modo concreto nella qualità della vita delle persone, la possibilità di stabilire un contatto, confrontarsi e discutere con una vasta utenza. Inoltre, la politica rappresenta un'occasione di crescita personale, poiché nonostante gli anni di studio e di lavoro, nonostante le tante esperienze che mi hanno vista protagonista, mi rendo conto ogni giorno di più  di quanto ci sia sempre da imparare, da approfondire, da capire e da scoprire.

 

Ha dichiarato (qui): "Credo nei valori europei, gli stessi valori che nel mio lavoro cerco di trasmettere ai miei alunni". Cosa le chiedono i suoi studenti quando parla dell'Europa? Lei cosa risponde loro? Lo sanno che è in corsa per queste elezioni?

Io amo il mio lavoro e amo portare il mondo d'oggi e l'Europa in classe al fine di sviluppare nei miei ragazzi una coscienza critica e una consapevolezza più forte delle loro possibilità, delle opportunità che la società offre loro e anche per far loro rendere conto dell'immensa fortuna che abbiamo avuto a nascere in questa parte del mondo. Una parte in cui il futuro è a portata di mano, in cui sono tutelate le nostre libertà. Quello che mi piace trasmettere è anche l'idea che devono essere loro stessi protagonisti e attori della loro vita, accettando le sfide, impegnandosi nel superare gli ostacoli, osando, spiccando il volo senza paura delle caduta. I ragazzi sono spesso stupiti di quante occasioni di crescita siano offerte dall'Europa e ammirano il coraggio di quei padri fondatori che misero i loro egoismi e i loro rancori personali da parte per progettare un futuro di pace e libertà per tutti noi. Se ce l'hanno fatta loro, dico sempre io, come possiamo non riuscirci noi?

 

I ragazzi sono molto interessati ai progetti come "Erasmus+", "Your first Eures job", esperienze di volontariato, progetti che presento sempre come un grande investimento per il futuro. Si rendono conto di quanto l'Europa sia fondamentale per loro, forse ancor più di noi adulti. Per quanto riguarda la mia candidatura, ho evitato di parlarne a scuola, ma lo hanno scoperto vedendomi sui giornali, al telegiornale e sui social network. Onestamente la loro reazione è stata per me motivo di grande orgoglio perché, senza voler entrare nel dettaglio, mi hanno fatto sentire appagata dei tanti sforzi fatti in questi anni.

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