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La questura vieta il centro storico al corteo per Fridays For Future, i giovani insorgono: “Noi ci saremo comunque”

I giovani di Fridays For Future manifesteranno nonostante il divieto imposto dalla questura: “Il 27 sarà una giornata lotta contro i cambiamenti climatici e il centro sarà di chi vuole salvare il pianeta dalla devastazione”. Il vescovo di Trento: “Io sto con i ragazzi che si battono contro il saccheggio del pianeta”

 

 

Di Tiziano Grottolo - 25 settembre 2019 - 12:49

TRENTO. Manca poco alla terza mobilitazione internazionale, prevista il prossimo venerdì 27 settembre, per protestare contro l’immobilità dei governi nell’affrontare la crisi climatica e il riscaldamento globale.

 

Nel mondo, così come in Italia, saranno milioni i giovani che scenderanno in strada per gridare a gran voce che la crisi climatica sta arrivando e che dobbiamo fare tutto il possibile per fermarla: “Siamo in una vera e propria emergenza – annunciano sul sito di Fridays For Future – dobbiamo agire di conseguenza”.

 

I ragazzi sono fermamente determinati a portare avanti le loro idee e venerdì dovranno affrontare un banco di prova non indifferente.

 

A quanto pare nei giorni scorsi la Questura di Trento ha convocato i rappresentanti del Movimento per scegliere il percorso del corteo ma i giovani hanno ricevuto una “doccia fredda”: secondo quanto riferito le forze dell’ordine avrebbero vietato ai manifestanti l’ingresso nel centro storico del capoluogo.

 

“Abbiamo provato a discuterne – spiegano gli organizzatori del corteo – ma la questura è rimasta ferma sulle sue posizioni affermando che per non meglio precisati motivi di ordine pubblico ci sarebbe stato vietato l’ingresso in centro”. Di lì le posizioni si sono irrigidente e non è stato raggiunto nessun tipo di accordo.

 

Il corteo avrebbe dovuto snodarsi proprio fra le vie del Centro con ritrovo in via Giuseppe Verdi, passando per piazza Duomo, Via Manci, Oss Mazzurana, piazza Pasi e Cesare Battisti per poi tornare in via Verdi.

 

“Non ci sono state date motivazioni pratiche, a noi sembra che questo sia solo un modo per tener fuori le forme di dissenso dal salotto della città”.

 

Anche per questo gli studenti fanno sapere che in piazza scenderanno comunque e che attraverseranno ugualmente le vie del centro, anche se promettono: “Non è nostra intenzione arrivare allo scontro, il nostro sarà un corteo assolutamente pacifico ma vogliamo comunque dar voce alle nostre idee e lo faremo. D’altra parte – riprendono gli organizzatori del corteo – come si permettono di vietare una piazza a dei ragazzi  che lottano per il loro futuro”.

 

Nel frattempo i ragazzi di Fridays For Future incassano l’appoggio del vescovo di Trento Lauro Tisi: “Farò di tutto affinché la voce di questi ragazzi possa essere ascoltata, è indispensabile fermare il saccheggio del pianeta – ha affermato il vescovo che poi ha voluto ribadire – questi ragazzi vanno sostenuti perché danno a tutti noi un segnale di speranza”

 

Il vescovo Tisi ha poi voluto sottolineare come fosse dagli anni ’70 che non si vedeva un movimento così grande, dalle dimensioni planetarie, “I giovani – ha annunciato Tisi – stanno portando avanti la questione ambientale e la questione del futuro del pianeta in una maniera secondo me profetica”.

 

A quanto pare dunque il divieto della questura non sarà rispettato: “Fridays For Future Trento non si lascerà bloccare da tali direttive: la giornata del 27 sarà una data mondiale di lotta contro i cambiamenti climatici e il centro città sarà di chi vuole salvare il pianeta dalla devastazione”.

 

Appuntamento quindi confermato per venerdì 27, alle 9, in via Verdi davanti alla facoltà di Sociologia per quella che si preannuncia una giornata intensa di emozioni.

 

“Già due volte Trento si è resa crogiolo di tutti coloro che credono in un modo diverso di vivere e produrre, che credono che l'attuale non sia l'unico sistema possibile, che si sentono coinvolti in questa grande battaglia per salvare la Terra – rivendicato gli studenti – siamo tanti, siamo giovani, siamo forti: cambiamo tutto, prima che sia il cambiamento climatico a farlo”.

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