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''Una coalizione di centrosinistra autonomista si può ancora fare'', il sindaco Andreatta a fine mandato: ''Trento continui ad essere città aperta, green e pronta al dialogo con tutti''

Sul futuro sindaco: "Mariachiara Franzoia è preparata e capace", Andreatta a pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato spiega: "Credo ancora nella possibilità di riunire culture politiche diverse da quella cattolica democratica, socialista, ambientalista a quella autonomista e civica"

Di G.Fin - 27 dicembre 2019 - 19:41

TRENTO. “Sono ancora convinto che possa nascere una forte coalizione capace di riunire culture politiche diverse da quella cattolica democratica, socialista, ambientalista a quella autonomista e civica. E sono anche convinto che esista già un possibile successore che arriva da dentro l'amministrazione. Mariachiara Franzoia in questi anni ha imparato molto e potrebbe essere un'ottima sindaca”. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta tra pochi mesi terminerà la sua seconda legislatura da sindaco. Nel tradizionale bilancio di fine anno ha parlato delle difficoltà incontrate in questi anni ma anche dei tantissimi risultati che hanno portato Trento ai primi posti delle classifiche nazionali, città green e città dei bambini. Non mancano poi le questioni politiche, le difficoltà di una coalizione ma anche le tante opportunità che ci sono.

 

 

Sindaco Andreatta, tra qualche mese terminerà la sua ultima legislatura. Ha pensato come dovrà essere il suo successore?

Mi è difficile dirlo. In questi ultimi trent'anni abbiamo avuto tre candidati sindaci nati negli anni '56, '57 e '59 e quindi espressione della stessa scuola, dello stesso modo di fare politica iniziato da giovani e che si sono appassionati degli stessi ideali. Io mi immagino un futuro sindaco di 40 o 50 anni, anche se l'età anagrafica non è così importante, che sappia però guardare alla città con occhi diversi. Io, Pacher e Dellai lo abbiamo fatto con occhi diversi ma anche simili per formazione e cultura. Ora servono occhi nuovi per leggere un città nuova. Ci deve essere un sindaco che sia una persona che crede nella Trento città aperta, città del dialogo e del confronto con tante culture e tutte le religioni. Che guardi al Trentino ma anche all'Italia , all'Europa e a tutto il mondo.

 

Ma deve essere una persona che arriva dai partiti oppure dalla società civile?

Le due strade ci sono entrambe, credo personalmente che ci sia una persona all'interno dell'Amministrazione che in questi anni ha imparato molto e che sia pronta a fare il sindaco. Mariachiara Franzoia è una persona esperta e preparata ed è una soluzione che viene dai partiti. Oggi, però, sono consapevole che ci sia una discussione in atto sulla necessità di avere un candidato sindaco che arrivi dalla società civile. Per questo ritengo importante che comunque ci debba essere una persona stimata, che abbia voglia di fare e alla quale non manchi l'entusiasmo. Le figure che ci sono sono in questo senso molte.

 

Parlando di coalizione sembra che quella che l'ha sostenuta fino ad oggi non possa ripetersi come se ci fosse la chiusura di un ciclo. Lei cosa ne pensa?

Io credo che per il meglio del Trentino ci sia ancora la possibilità di un incontro delle culture che fino ad oggi hanno portato avanti la coalizione di centro sinistra autonomista. Parlo del popolarismo, della cultura democratica, socialista, autonomistica, ambientale e civica. Io credo che prima di parlare dei partiti bisogna guardare alle culture che si possono intrecciare e andare d'accordo.

Da anni sia a Trento città che in Provincia siamo riusciti a portare avanti questo importante intreccio. Poi abbiamo avuto la rottura in occasione del 2018 e questo ha determinato non solo a livello provinciale ma anche in comune, delle difficoltà.  Io, però, ho continuato a lavorare bene e quello che abbiamo fatto in questi anni è stato importante. Io spero che a Trento si possa arrivare a ritagliare un perimetro della colazione che includa tutte le culture che fino ad oggi ci hanno guidato.

 

Quali sono le sfide che la città di Trento e quindi il suo futuro sindaco dovranno affrontare nei prossimi anni?

Sono tre principalmente. La prima sfida è quella ambientale. Su questo tema occorrerà davvero impegnarsi di più. Siamo ai primi posti come città green e questo vuol dire qualità e quantità di parchi, ciclabili, raccolta differenziata, trasportati e tanto è stato fatto. Questa sfida sarà però ancora più incisiva e importante da affrontare. Il nuovo sindaco dovrà pensare alla mobilità. Noi abbiamo chiuso in bellezza con l'ascensore obliquo per Mesiano e poi vedremo come realizzare il collegamento con Povo ma abbiamo inserito nel Prg anche la funivia del Bondone e c'è poi il tema dell'interramento.

La seconda sfida è quella legata al tema della migrazioni. Dobbiamo essere capaci di accoglienza e solidarietà ma allo stesso tempo riuscire ad equilibrare con regole chiare, comprensibili e rispettate da tutti. Una Trento quindi aperta ma anche una Trento ferma nel rivendicare la sua identità e nel dire ciò a cui crede.

Il terzo tema che sarà fondamentale è quello che riguarda la denatalità. Serve affrontarlo con misure che possono sostenere le famiglie e allo stesso anche gli anziani.

 

In questi anni non sono mancati i momenti difficili all'interno della maggioranza.

Nella prima legislatura non ci sono stati momenti difficili, si è lavorato bene anche se abbiamo dovuto fare i conti con la crisi e la riduzione delle risorse. La seconda legislatura è stata più complicata a causa di una crisi politica generale dei partiti. Mi sono trovato davanti a partiti con forti difficoltà nel fare sintesi. Al loro interno avevano due o tre posizioni diverse. Nel 2019 , però, abbiamo lavorato bene e sono arrivate molte soddisfazioni.

 

Con il cambio dell'esecutivo provinciale come sono stati i nuovi rapporti?

Io sono una figura molto istituzionale e ritengo che ci siano battaglie e percorsi da fare assieme istituzionalmente. Parlo, in questo caso, di temi che riguardano la Rfi oppure l'A22 per assumere posizioni comuni per il bene della collettività. Ci sono poi stati temi dove le differenze tra Comune e Provincia sono molte. Dall'accoglienza alla solidarietà istituzionale alla sicurezza. Siamo comunque andati avanti.

 

Tra i temi dove lei viene spesso criticato c'è quello della sicurezza. In questi anni per alcuni è stato fatto poco.

Il tema della sicurezza è una questione complicata in tutte le città italiane. Ma noi non l'abbiamo mai sottovalutato e il tema esiste. Sono io che ho fatto aumentare il numero degli agenti di polizia locale sul territorio e poi la provincia ha accettato di finanziarlo. Ora abbiamo dieci persone in più stabili nel corpo di Trento. Non abbiamo certo un migliaio di uomini da mettere sul territorio ma lavorando assieme si può fare meglio. Abbiamo messo mano a tante piazze cittadine e anche questo ha aiutato oltre a far 'pulsare' tutta la città con eventi e appuntamenti. Questo ha permesso di migliorare la situazione pur sapendo che si può sempre fare meglio.

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