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#InMovimento: ''Nel Patt ci relazioniamo solo con Marchiori, 'No' alla Grosse koalition. Porte aperte a Cia, Kaswalder e Civica''

Dopo le dichiarazioni di Patt e Upt, Futura e Partito democratico che sembrano aver avvicinato le diverse forze politiche per ricostituire il centrosinistra, #InMovimento cerca di mantenere la posizione. "Nessun partito può fare corsa da solo. Il candidato sindaco? E' tardi ma è ancora presto per un toto-nomi. Il progetto e il programma vengono prima di tutto"

Di Luca Andreazza - 31 dicembre 2019 - 17:04

TRENTO. "I nostri interlocutori sono il segretario politico del Patt, Simone Marchiori, e la presidente dell'Upt, Annalisa Caumo, e il coordinatore territorialeWalter Giacomazzi: lavoriamo per costituire un polo territoriale, qualcosa di nuovo rispetto all'attuale bipolarismo". Così Lorenzo Rizzoli, presidente di #InMovimento, che aggiunge: "Un progetto che non può essere quello delineato da Alberto Pattini, capogruppo in Comune delle Stelle alpine (Qui articolo)".

 

Dopo le dichiarazioni di Patt e Upt, Futura (Qui articolo) e Partito democratico (Qui articolo) che sembrano aver avvicinato le diverse forze politiche per ricostituire il centrosinistra, #InMovimento cerca di mantenere la posizione. "La linea che abbiamo intrapreso ci esula da questo ragionamento - aggiunge il presidente - normale che i grandi partiti abbiano punti di vista diversi al proprio interno, ma per quanto ci riguarda il confronto resta aperto con Marchiori in quanto indicato nel documento delle Stelle alpine".

 

Se l'alleanza Pd-Futura non è in discussione, l'Upt sembra aver sciolto le riserve: il passo verso il centrosinistra in vista del 3 maggio appare praticamente certo. "Nell'ultimo tavolo questo non è emerso. Subito dopo l'Epifania abbiamo in agenda un'altra riunione per continuare il discorso e rafforzare l'unione. Vogliamo superare i vecchi ragionamenti tra centrosinistra e centrodestra. Il nostro intento è quello di costruire una visione della città, un programma e poi trovare un candidato sindaco in grado di rappresentare queste sensibilità".

 

Un profilo del candidato sindaco? "E' tardi ma è ancora presto per un toto-nomi. Il progetto e il programma vengono prima di tutto. Nel frattempo - dice Rizzoli- se altre forze politiche, come Agire, Civica Trentina oppure Autonomisti popolari, si rispecchiano nel polo territoriale e vogliono condividere questo progetto, siamo pronti a valutare eventuali ingressi: più persone ci credono e meglio si può sviluppare un'idea. I confini però sono e devono essere chiari: Autonomia, Europa, Euregio, territorio, comunità e sostenibilità sono i valori ai quali siamo legati". 

 

Un movimento etichettato da alcune parti quale "partito dei delusi". "E' una critica che ci è stata mossa perché alcuni esponenti si sono visti togliere un incarico e quindi sono andati da altre parti. Può sembrare - prosegue - ma la realtà è un'altra e diversa. Sono persone che non si sono più ritrovate nel disegno politico dei rispettivi partiti, così si sono messi a disposizione e in gioco per costituire una nuova forza politica. Siamo promotori di un positivo cambio generazionale ragionato per portare un contributo importante, figure giovani ma di esperienza, come Andrea Robol, Paolo Basioli, Paolo Castelli, Paolo Ducati e Eugenio Oliva".

 

Resta che spesso le votazioni in Consiglio comunale a Trento sono state spese in appoggio della maggioranza di governo. "Siamo in minoranza - continua Rizzoli - ma la nostra non è un'opposizione a priori e per questo veniamo criticati. Vigiliamo sull'operato e cerchiamo di portare un contributo per migliorare. Pensiamo al bene della città e non siamo una stampella: questo è amministrare".

 

Alcune figure all'interno di #InMovimento sarebbero, però, corteggiate da altre forze politiche, Robol viene dato in orbita renziani, Basioli sembra nuovamente vicino all'Upt, mentre Oliva a Progetto trentino. "Siamo compatti e coesi - evidenzia il presidente - fermi e decisi sulle idee e sui nostri principi fondanti". Oggi, inoltre, non sembra esserci l'intenzione di sedersi al tavolo della coalizione di centrosinistra. "Una 'Grosse koalition' che non ci rappresenta, il ragionamento è avviato sul polo territoriale".

 

E se Marchiori chiedesse di compiere un passo più a sinistra? "La sintonia con il segretario politico delle Stelle alpine è ottima - spiega - non è mai arrivato nessun invito ufficiale per sedersi al tavolo con Pd e Futura da nessuna parte. Oggi il polo territoriale non ha affrontato questo tema, dovesse arrivare questa richiesta il nostro gruppo avvierebbe gli approfondimenti del caso. La scelta deve essere collegiale. Difficilmente invece possiamo trovare convergenze con quelle forze che non credono nell'Europa oppure usano la parola autonomia per comodità e convenienza".

 

Un'altra ipotesi è quella che Upt e Patt trovino coesione con il centrosinistra. "Non sappiamo se saremo presenti alle comunali del 2020, ma quello è l'obiettivo e lavoriamo anche nelle circoscrizioni. Il polo territoriale vuole essere presente come protagonista - conclude Rizzoli - un partito da solo però non va da nessuna parte. L'unico caso è quello del Movimento 5 stelle a livello nazionale, qui forse la Lega potrebbe riuscirci, ma non è scontato. Cerchiamo un progetto vincente e di squadra".

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