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Coronavirus, come (per un incredibile errore) il Trentino è diventato uno dei territori con contagio piu basso del Paese. Il Ministero: ''Un evidente fraintendimento''

Da giorni la Provincia di Trento comunica a Roma dati bassissimi basati, così è stato spiegato più volte, sui contagi degli ultimi 5 giorni perché così avrebbe detto il Ministero. In questo modo da territorio ''problematico'' nel giro di 24 ore è diventato quello con il contagio più basso (addirittura migliore di territori a contagio zero come l'Umbria). In realtà nessuno sta seguendo questo indirizzo e lo stesso Ministero all'ex rettore Davide Bassi ha risposto che quanto sta facendo il Trentino è ''un evidente fraintendimento del contenuto dei documenti pubblicati in data 30 aprile''

Di Luca Pianesi - 13 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. Come ti trasformo il Trentino da uno dei quattro territori più in difficoltà nel rallentare l'epidemia da coronavirus d'Italia in quello, all'improvviso, più virtuoso? Come siamo riusciti da un giorno all'altro a far precipitare la curva del contagio in una delle zone più problematiche del Paese, quella che al 7 maggio (dati Ministero della Salute) aveva l'incidenza di contagio più alta per popolazione residente dopo solo la Valle d'Aosta e davanti anche alla Lombardia?

 

 

Insomma come ha fatto il Trentino di Maurizio Fugatti a passare da una media di rapporto contagi/tamponi superiore al 4% il 28 aprile a quella dell'11 maggio dello 0,14% risultando stabilmente la più bassa di tutte con il vicino Alto Adige che è passato, nello stesso periodo, da uno 0,4% a uno 0,8%, il Friuli Venezia Giulia da uno 0,15% a uno 0,56%, l'Umbria (del contagio zero) da uno 0,8% a uno 0,2%? Semplice per un errore gigantesco.

 

Una cosa che il ministero della Salute ha definito ''un evidente fraintendimento del contenuto dei (..) documenti pubblicati in data 30 aprile''. Il 4 maggio, infatti, qualcosa è successo ed è stato comunicato in conferenza stampa dallo stesso presidente Fugatti: il Trentino ha cominciato a comunicare a Roma solo i nuovi casi con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni, come, è stato spiegato pubblicamente (e viene ripetuto tutti i giorni), da richiesta del ministero.

 

 

E così dai 66 nuovi positivi segnalati il 3 maggio con un rapporto contagi/tamponi del 3,6% si è passati a comunicare alla Protezione civile 11 positivi per un rapporto contagi/tamponi dimezzato all'1,69% (nonostante i contagiati reali fossero 28 con un rapporto contagi/tamponi del 3% in calo quindi rispetto ai giorni precedenti, per fortuna, ma in linea con la curva di flessione).

 

 

Il giorno successivo sono stati comunicati 3 nuovi positivi per un rapporto contagi/tamponi prossimo allo 0% (esattamente allo 0,37%) quando, pur toccando il record più basso di sempre da quando è cresciuta l'epidemia, secondo i calcoli di due giorni prima sarebbe comunque rimasto sopra l'1% con 9 contagi e 880 tamponi fatti. E a dimostrazione del fatto che la curva, in realtà, mantenendo i dati ''reali'', pur abbassandosi restava comunque alta ci sono le giornate del 6 e del 7 maggio che, stando al ''vecchio'' (e normale, crediamo noi) conteggio vedevano dei rapporti contagi/tamponi al 2,47% e di nuovo al 3,19%. A Roma, però, abbiamo comunicato dati che per il 6 maggio portavano il rapporto contagi/tamponi all'1% e per il 7 allo 0,16%.

 

Così all'improvviso Trento, per Roma, è diventata migliore di Bolzano che dal 21 aprile era sempre stata sotto il 2% di rapporto contagi/tamponi; è diventata migliore del Veneto che a sua volta seguiva un percorso simile a quello dell'Alto Adige facendo registrare come ''picco'' dell'ultima fase tra fine aprile e metà maggio un rapporto dell'1,47% il 2 maggio; migliore del Friuli Venezia Giulia che aveva toccato l'1,3% solo il 30 aprile. E in questi ultimi giorni il Trentino sarebbe riuscito a fare meglio anche dell'Umbria considerata da settimane, praticamente, a contagio zero.

 

Il Trentino è passato da essere vicinissimo alla Lombardia per positivi trovati, in percentuale, rispetto ai tamponi, in un attimo a battere tutti anche i territori più stabili che dal coronavirus, praticamente, sono stati solo sfiorati. Questi dati che Trento comunicava alla Protezione civile, francamente, non ci sembravano credibili e così abbiamo cominciato a fare un'analisi dei dati con confronto degli altri territori (e forse nemmeno a Fugatti tornavano visto che ieri in conferenza stampa stava addirittura per fare il rapporto contagi/tamponi sul dato comunicato a Roma e cioè 6 contagi su 1.678 tamponi ma si è reso conto che non poteva essere credibile e si è limitato a dire ''quindi siamo passati a un rapporto bassissimo''). La questione non tornava nemmeno all'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi che, dopo aver chiesto lumi alla Provincia e ai suoi super manager e non aver ricevuto risposta, ha scritto al Ministero della Salute ''e la risposta è stata rapida ed esaustiva'', ci ha spiegato e ha spiegato anche nel suo blog dove ha pubblicato la lettera del Ministero.

(I numeri ufficiali comunicati alla Protezione civile)

Ha spiegato al ministero che ''da qualche giorno, decine di casi comunicati a Trento diventavano d'incanto 2 o 3 casi nelle comunicazioni romane'' e la ragione viene ricollegata a un ordine del ministero di conteggiare solo i contagiati riferibili agli ultimi 5 giorni. Ebbene la risposta è stata che ''la sorveglianza comprende tutti i casi di COVID-19 diagnosticati dai laboratori di riferimento regionali (...). I dati vengono raccolti attraverso una piattaforma web dedicata e vengono aggiornati da ciascuna Regione/PA con cadenza giornaliera. Per quanto riguarda “il criterio dei 5 giorni" , si tratta di un evidente fraintendimento del contenuto dei (..) documenti pubblicati in data 30 aprile''. 

 

E così mentre l'ex rettore otteneva questa risposta incredibile dal Ministero noi con lo studio dei dati giungevamo alla stessa conclusione visto che nessuno dei territori che abbiamo preso in esame (Veneto, Alto Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Umbria) ha avuto un calo come quello segnalato in Provincia di Trento nell'ultima settimana. Bolzano, come detto, è stabile da circa tre settimane e nei giorni a cavallo della ''modifica'' del conteggio, che il Trentino ha iniziato ad adottare dal 4 maggio, è rimasta sempre su valori intorno all'1%. Stessa cosa dicasi per il Friuli Venezia Giulia e anche i valori assoluti parlano chiaro: nessuno è passato da segnalare circa una cinquantina di casi al giorno a comunicarne tre, due, sette. Bolzano il 29 aprile ne dichiarava 9 (cinque giorni prima del ''cambio'' comunicazione di Trento) e il nove maggio ne ha dichiarati di nuovo 9. Il Friuli il 29 aprile ne dichiarava 15 e il 12 maggio ne dichiarava 13. 

 

La Lombardia il 2 maggio aveva 533 positivi e l'8 era a 634. E addirittura negli ultimi tre giorni il Trentino fa meglio dell'Umbria che pure resta costante nel suo livello di contagio zero. La regione del Centro Italia rimasta praticamente indenne dal Covid-19 ieri ha comunicato 1 contagio e domenica ne ha comunicati 4 per un rapporto contagi/tamponi dello 0,3% e dello 0,2%. Ebbene il Trentino ha fatto meglio piazzando un rapporto dello 0,17% e dello 0,14%. Insomma pare essersi trattato di un gigantesco errore compiuto dalla Provincia di Trento. Ci sembra troppo grosso per essere vero e speriamo che a sbagliarsi sia il Ministero della Salute e non il nostro territorio in pochi giorni passato a contagio zero con un colpo di reni.

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