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Falliti gli ultimi tentativi di formare un governo, Merano viene commissariata. Nominata la 65enne Anna Bruzzese, guiderà la città fino alle prossime elezioni

Dopo gli ultimi disperati tentativi del sindaco eletto Paul Rösch di dar vita ad un governo cittadino, i tempi sono scaduti e Merano verrà così consegnata ad un commissario ad interim. La scelta di Roma è ricaduta su Anna Bruzzese, 65 anni e con una lunga esperienza nelle prefetture di mezza Italia. Dovrà guidare la città fino all'elezione del prossimo Consiglio comunale

Di Davide Leveghi - 06 novembre 2020 - 17:03

MERANO. “Il commissario del governo Vito Cusumano decreta la sospensione con effetto immediato del Consiglio comunale di Merano”. Non ce l’ha fatta, Paul Rösch. Uscito vincitore dalle urne con solo 37 voti di vantaggio al ballottaggio, il sindaco uscente ha visto naufragare ogni tentativo di dare alla seconda città dell’Alto Adige un governo che potesse guidarla in questa delicatissima fase.

 

Fallito anche l’ultimo tentativo, con cui il primo cittadino proponeva a civiche e Svp di dar vita ad un esecutivo formato dai consiglieri eletti con più voti, il commissario del governo ha deciso come da legge di nominare una figura che guiderà la città fino alle nuove elezioni, previste probabilmente per la primavera. Sarà la 65enne Anna Bruzzese, prefetta a riposo che nella sua carriera ha ricoperto diversi ruoli in molti commissariati del governo della penisola, da Lucca a Messina, da Reggio Calabria ad Imperia.

 

Giunta alla pensione dopo un ultimo incarico in Sardegna, precisamente a Nuoro, Bruzzese svolgerà così il ruolo di commissario ad interim insediandosi da lunedì 9 novembre al posto di Paul Rösch e del disciolto Consiglio comunale.

 

Grande delusione, nemmeno a dirlo, per il primo cittadino meranese, che già nella giornata di giovedì scriveva sui social: “Potrebbe volerci molto di più di sei mesi prima che Merano torni ad avere un governo democraticamente legittimato. Sono deluso, naturalmente, dopo lunghe settimane di negoziati in cui ho spesso lavorato giorno e notte. Ho creduto fino all’ultimo che si potesse raggiungere un compromesso e che si potesse evitare un’amministrazione commissariale. Questa significherà uno stallo di mesi per la città, perché senza legittimazione democratica non si possono prendere decisioni in questa direzione”.

 

Vista la crisi attuale – ha poi aggiunto – è tanto più dannoso per la città se gli investimenti non vengono realizzati e i progetti rimangono in stallo. Sono abbastanza autocritico da mettermi in discussione e capire se avrei potuto fare di meglio. Forse è così, ma in conclusione posso dire di aver provato di tutto e posso guardarmi allo specchio senza rimorsi. Alcuni in città pensano che un commissario e nuove elezioni siano un risultato migliore di un governo cittadino sotto la mia guida. Gli elettori decideranno se è vero o no”.

 

Ho scelto di non tradire chi ha avuto fiducia in me”, ha invece commentato lo sfidante al ballottaggio Dario Dal Medico, candidato delle civiche, affermando di non aver voluto accettare alcuna forma di incarico per “coerenza e lealtà verso la fiducia così vasta che in tante e tanti mi avete dimostrato”. Critica anche l’Svp, che non ha risparmiato certo dei toni polemici nei confronti delle modalità con cui Rösch ha portato avanti le trattative.

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