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Rösch si gioca l’ultima carta e propone una giunta con i candidati più votati. Dure le reazioni di Civiche ed Svp. A Merano si va verso il commissariamento

Nella seconda città dell'Alto Adige, dove al ballottaggio dello scorso 4 ottobre il sindaco uscente Paul Rösch ha vinto per soli 37 voti sul candidato delle civiche Dario Dal Medico, l'ipotesi del commissariamento appare sempre più concreta. A nulla infatti sono valsi i tentativi del primo cittadino, che nel tentativo di evitare un commissario ha deciso di giocarsi un'ultima carta: un governo formato dai candidati più votati. Dure le reazioni delle opposizioni

Di Davide Leveghi - 03 novembre 2020 - 10:55

MERANO. Mentre il 4 novembre scade il termine per la formazione della giunta, a Merano la possibilità di vedersi insediare una nuova amministrazione appare sempre più complicata. Le ore scorrono e le speranze appaiono progressivamente ridotte al lumicino, se è vero che le tre forze principali in campo, la coalizione del sindaco uscente e vincitore del ballottaggio Paul Rösch (per soli 37 voti), la grande sconfitta Svp e le civiche di Dario Dal Medico, continuano ad avere divergenze di veduta sulla composizione della giunta.

 

Di fronte allo stallo, che significherebbe automaticamente commissariamento del secondo centro dell’Alto Adige, il sindaco ha quindi provato a giocarsi l’ultima carta: un governo di transizione formato dai consiglieri più votati, capace di guidare la città in questa difficile fase pandemica. “Oggi (lunedì 2 novembre, ndA) ho invitato Svp, Alleanza per Merano e Civica per Merano per negoziare un’ultima volta tutte le proposte ancora aperte per la formazione di una coalizione di governo – ha scritto in un post su facebook il sindaco Rösch – anche questo incontro non ha portato a un accordo. Proporrò quindi al Consiglio comunale domani (martedì 3 novembre) di nominare un governo di transizione per manovrare Merano attraverso il difficile momento della pandemia”.

 

“Come i meranesi sanno, tutte le mie proposte finora sono fallite sul veto di uno o più partner negoziali – ha continuato – proprio alla luce della pandemia e della crisi che ha causato, però, una città come Merano ha bisogno di un governo in grado di prendere decisioni importanti per proteggere la salute e sostenere l’economia. Quindi, per impedire un’amministrazione commissaria, propongo al Consiglio comunale un governo di transizione domani sera. La mia proposta prevede un governo composto dai rappresentanti più eletti dei partiti più eletti, tenendo conto della rappresentanza obbligatoria dei gruppi linguistici e dei sessi. Il governo di transizione deve essere così composto: sindaco eletto, Dario Dal Medico, Madeleine Rohrer, Nerio Zaccaria, Stefan Frötscher e Andrea Rossi. Inoltre, al fine di equilibrare il governo, verrà nominata un’esperta riconosciuta, competente ed estranea ai partiti”.

 

Tale proposta, tuttavia, pare non aver affatto riscosso successo tra le forze d’opposizione. “La politica debole non è mai stata una soluzione forte, nemmeno in tempi d’ordinarietà – scritto Dal Medico – figuriamoci se per Merano una giunta debole e pasticciata può essere la risposta alla cittadinanza in piena emergenza Covid. Noi tutti chiediamo al sindaco un accordo di alto profilo programmatico tra Verdi, Civiche e Svp, perché sono le forze premiate dalle elettrici e dagli elettori. Sta al sindaco decidere e dimostrare così la leadership politica e progettuale di cui la città ha bisogno. Non ancora ci crediamo, e in caso di intesa saremo collaborativi e leali, fino in fondo, nell’interesse della nostra comunità. In caso contrario una guida politica debole sarebbe l’ultima cosa di cui Merano ha bisogno”.

 

Ancora più dura è stata la reazione della “stella alpina”, indispettita dal richiamo di Rösch alla pandemia. “Improvvisamente Rösch sta giocando con la paura della popolazione del Covid-19. Ci chiediamo seriamente come mai abbia sprecato quasi 4 settimane in schermaglie politiche?”, ha scritto la sezione locale del partito alla guida della Provincia sulla propria pagina facebook.

 

A questo punto, la nuova sindacatura di Rösch pare abbia le ore contate, abortita ancora prima di cominciare. Il commissariamento appare così un’ipotesi sempre più concreta.

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