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Trento
16 novembre | 16:15

Giunta in Trentino, l'unica certezza è la vicepresidenza a Fratelli d'Italia. Sul resto trattative ancora aperte (anche se l'ipotesi Marchiori pare sempre più lontana)

Failoni, Spinelli, Gottardi, Tonina sono i nomi più forti per ricoprire le cariche da assessori. Poi potrebbe rientrare Zanotelli e c'è spazio anche per qualche novità. Mancano poche ore alla decisione del presidente Fugatti e l'unica posizione sicura, al momento, pare essere quella di Gerosa

Giunta in Trentino, l'unica certezza è la vicepresidenza a Fratelli d'Italia

TRENTO. Ultime ore di attesa per conoscere la giunta provinciale che governerà il Trentino nei prossimi 5 anni. Le certezze al momento sembrano essere solo due: il presidente è Maurizio Fugatti e la vicepresidenza è di Francesca Gerosa. Per il resto si ragiona, si lavora a scontentare il meno possibile i rappresentanti delle varie liste che hanno determinato la vittoria del centrodestra. Una sorta di Manuale Cencelli che assicuri pesi e contrappesi e la maggior rappresentatività possibile dei diversi movimenti.

 

I nomi che appaiono certi di entrare sono quelli che di qualche settimana fa. D'altronde il voto ha parlato chiaro e forte. C'è un Achille Spinelli sicuro (2.342 voti), anche se non ha fatto il pieno di consensi personali (il movimento è il terzo blocco della coalizione ma il voto è andato più al simbolo della lista, quindi a Fugatti, che ai singoli candidati che sono quelli che in proporzione al successo elettorale hanno conquistato meno voti personali). C'è da accontentare Gottardi (2.968 preferenze) che ha un buon profilo istituzionale e potrebbe ricoprire più cariche (si parla di lui anche per la sanità).

 

C'è Zanotelli voluta e difesa da Fugatti nonostante la passata consiliatura non abbia certamente brillato e infatti anche se capolista a voti si è piazzata terza dietro al recordman Failoni e a Paccher (rispettivamente 4.283 voti e 2.749 voti mentre Giulia Zanotelli ne ha presi 2.745 voti). E poi ci sarebbe anche Bisesti che all'istruzione non ha sfigurato (e che ha ancora in ballo la riforma sul ''merito'' degli insegnanti da mettere in pista) e anche in una prospettiva di crescita di una figura organica al partito da proporre per il futuro potrebbe essere saggio tenerla in considerazione. Le partite aperte, in questo momento, sono ancora tante e quelle più spinose si chiamano prima di tutto Patt e in seconda battuta Fratelli d'Italia (che pure ha già sicura la vicepresidenza anche se tratta per il secondo posto in giunta per Daldoss o Cia).

 

Dal canto suo il Partito autonomista trentino tirolese si trova nel problema di non avere eletti al suo interno del Patt ma di avere solo e comunque emanazioni di altri movimenti. Tonina sembra intoccabile anche perché è quello che ha preso più voti ed è anche quello che ha dimostrato nella passata legislatura di avere capacità e competenze. Potrebbe spettare a lui il ruolo di presidente del consiglio che era stato negli scorsi 5 anni del suo collega di lista Kaswalder. Sempre più lontana la boutade di Marchiori in giunta. Il segretario del Patt che non è riuscito a farsi eleggere e che è, invece, riuscito nell'impresa di far scalare il suo partito da esterni di varia provenienza non sembra all'altezza di uno scranno da assessore e la base è già in rivolta anche solo a ventilare tale ipotesi. 

 

Il Trentino, nei vari comparti, è in attesa di sapere chi capiterà a guidare i vari dipartimenti. Ormai è questione di ore. Fugatti scioglierà il veto e finalmente la giostra del gossip politico si fermerà e si comincerà a fare sul serio. 

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