La maggioranza a Brentonico sull'orlo della crisi, il presidente del Consiglio risponde al sindaco: ''Imbarazzo per i ritardo e per un bilancio senza contenuti''
Nelle scorse ore il sindaco aveva richiamato i consiglieri, e in particolare il presidente del Consiglio comunale, alla collaborazione dopo che l'ultima seduta è saltata. La replica di Gabriele Leita al primo cittadino e i possibili scenari

BRENTONICO. Il Comune di Brentonico è sull'orlo della crisi politica. E questi sono giorni decisivi per l'esecutivo e per la stabilità di governo. Il Consiglio convocato per la prossima settimana potrebbe, infatti, essere risolutivo. Pochi i giorni a disposizione della Giunta per cercare di ricomporre l'unità con tre le strade aperte per affrontare questo momento di difficoltà e in continua evoluzione.
Un confronto e una verifica di maggioranza, attesa in queste ore, in grado di calmare le acque, prendere tempo e ricompattare la squadra: il bilancio viene approvato e la crisi nei fatti rientra senza colpo ferire. Una richiesta è quella di un cambio di passo, in particolare di alcuni assessorati, qui si inserirebbe una seconda via: si trova un accordo per la votazione con la promessa di un rimpasto, un rimescolamento delle carte, operazione mai banale e comunque non sempre indolore, per rinsaldare l'esecutivo.
L'altra strada, anche più rischiosa sul fronte impasse, è quella che la Giunta tiri dritto. Sostanzialmente si va alla conta e se la maggioranza dovesse andare sotto nella votazione ci sarebbe la certificazione della crisi politica: l'esecutivo decade, scatta il commissariamento per far fronte all'ordinaria amministrazione, per portare avanti quanto già approvato e per accompagnare il Comune a nuove elezioni da fissare per la primavera del prossimo anno.
Intanto la tensione all'interno della maggioranza sembra restare alta, una compagine che scricchiola con la presa di posizione del presidente del Consiglio comunale. Un intervento in Aula di Gabriele Leita che ha aperto una frattura. "E' stato chiesto un cambio di passo al sindaco e alla Giunta ma le risposte ricevute sono state totalmente evasive e inconcludenti. Un guscio vuoto privo di contenuti e di strategie per il futuro''. Ha così lasciato la sala (Qui articolo).
E' stato seguito dalle opposizioni che sono uscite dalla sala. In questo modo, complici anche alcune assenze, è venuto a mancare il numero legale e la seduta che avrebbe dovuto affrontare il bilancio è saltata. "Un episodio senza precedenti nella storia della recente vita amministrativa del Comune", le parole di Ivano Tonolli e Mattia Simonetti (Insieme per Brentonico), Alessandra Astolfi e Moreno Togni (Officina Civica) e Javier Spinella (Naturalmente Brentonico) a evidenziare una situazione complessa. "C'è il rischio di ulteriori disagi per il sindaco e per la sua maggioranza, che si trova risicata, insufficiente a garantire stabilità e azione" (Qui articolo).
A qualche giorno di distanza il sindaco Dante Dossi ha richiamato parte della maggioranza alla collaborazione, ha respinto le accuse di "vuotezza" amministrativa e ha elencato i risultati in questi 2 anni circa di attività in via Filzi. "Un fatto grave: mai successo che un presidente del Consiglio avesse preso questa decisione'' (Qui articolo).
A stretto giro a prendere nuovamente la parola è Leita, il presidente del Consiglio comunale (che svolge un ruolo super partes in questa figura ma che è espressione della maggioranza) ribadisce le criticità, legate soprattutto alla mancanza di convocazioni per quasi 5 mesi.
"Ho provato un profondo imbarazzo nel convocare il consiglio comunale dopo oltre quattro mesi dall’ultima seduta", spiega Leita. "Più di 120 giorni senza argomenti e temi da portare all’attenzione dell’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Comune. Ancora durante lo scorso anno avevo chiesto al sindaco di convocare dei consigli con temi specifici per informare, in primis i consiglieri e poi la popolazione, sul percorso per la candidatura del Monte Baldo a patrimonio Unesco e anche l’illustrazione del Piano Regolatore Generale; a oggi tali richieste sono rimaste inevase. Sono ad esternare il mio sentimento di profondo imbarazzo in quanto siamo convocati per votare un documento privo di contenuti ma soprattutto, e questo a mio avviso è la cosa più grave, privo purtroppo di linee strategiche e visione del futuro".
Insomma, la richiesta è di cambiare passo. Un'esigenza espressa anche in Aula. E il concetto viene ulteriormente ribadito con l'indicazione di alcuni temi ritenuti prioritari nell'agenda: cambiamento climatico e turismo, politiche energetiche e gestione delle risorse idriche, vigili del fuoco e protezione civile. "Non c'è nulla di tutto questo nel bilancio in discussione. Qui purtroppo sembra che i personalismi, la forte ideologia politica e i distinguo abbiano precedenza su tutto. Siamo davanti a una manifesta mancanza di visione e di progettualità", conclude Leita.












