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Vallagarina
13 luglio | 19:26

A Brentonico il presidente del Consiglio comunale esce dalla maggioranza. Le opposizioni: "La Giunta si è salvata in extremis ma non è cambiato nulla"

Il presidente del Consiglio comunale Gabriele Leita ha lasciato il gruppo de "La casa dei brentegani". Le opposizioni: "La Giunta ha impiegato tre mesi e mezzo per discutere una mozione di febbraio, un documento che è stato bocciato senza controproposte. C’è davvero da chiedersi a quale scopo voler a tutti i costi evitare il commissariamento dato che tutto non va avanti come prima" 

A Brentonico il presidente del Consiglio comunale esce dalla maggioranza

BRENTONICO. La "Casa dei brentegani" perde un pezzo. Lascia ufficialmente il gruppo di maggioranza Gabriele Leita, il quale resta comunque presidente del Consiglio comunale. Sono state settimane difficili in via Filzi con qualche fibrillazione e il rischio commissariamento, ma l'esecutivo che guida Brentonico si è salvato al fotofinish (Qui articolo). Da allora, però, poco o nulla sarebbe cambiato. A sostenerlo le opposizioni. 

 

"Salvatasi in extremis, l’amministrazione brentegana continua il suo viaggio navigando a vista", commentano Moreno Togni (Officina civica), Ivano Tonolli e Mattia Simonetti (Insieme per Brentonico), Alessandra Astolfi (Officina Civica) e Javier Spinella (Naturalmente Brentonico). "In suo soccorso, è prima arrivato l’ex dissidente Roberto Simonetti al quale si è poi accodato l’assessore Franco Brunori. Si sono staccati per qualche tempo dalla maggioranza per divergenti visioni, ora sembra tutto tornato alla normalità, come se niente fosse accaduto. Ovviamente si può sempre cambiare idea ma quando si gigioneggia per mesi a rimetterci è la collettività e le cose si fanno più gravi di quanto si pensa".

 

Le minoranze non hanno mai nascosto un certo malumore per i Consigli comunali non convocati per mesi e per quella che viene considerata una certa farraginosità operativa. Poi in primavera la spaccatura in maggioranza che ha rischiato di far cadere la Giunta Dossi. A far tronare i numeri per approvare il bilancio è stato il dietrofront di Roberto Simonetti. Ma sono stati un paio di mesi di alta tensione. 

 

"La pausa, già di per sé lunghissima, con un bilancio approvato a metà anno dopo mesi di inattività del Consiglio comunale, ha di fatto bloccato ogni attività dell’amministrazione. Due mesi di fermo macchina che non hanno giovato al comune e soprattutto ai contribuenti, visto che, con la normale pausa estiva alle porte, progetti, sviluppi, opere e idee (sempre che ce ne siano) non avranno il tempo materiale per essere messe in cantiere. Basti pensare, per esempio, alla gestione degli spazi dedicati alla ristorazione nell’ormai non più nuovo centro polifunzionale di San Giacomo".

 

Le minoranze, spiegano, avevano depositato una mozione il 10 febbraio per sollecitare una soluzione (Qui articolo). Il Consiglio comunale è stato convocato a metà aprile, "saltato" per l'assenza del numero legale in Aula: i tre consiglieri di maggioranza e le minoranze avevano abbandonato la seduta. Da allora si è arrivato a maggio ma "con un nulla di fatto", aggiungono Togni, Tonolli e Simonetti, Astolfi e Spinella. "Peccato che tale mozione era stata presentata ben 138 giorni, tre mesi e mezzo per capirci, prima della sua discussione in aula il 28 maggio scorso. C’è davvero da chiedersi a quale scopo voler a tutti i costi evitare il commissariamento dato che tutto non va avanti come prima". 

 

Il documento che voleva impegnare l’amministrazione per dare il via quanto prima al bando di gara per l’appalto di gestione è stato bocciato in Consiglio comunale "perché 'Stiamo provvedendo' ha detto l’assessore Mauro Mazzurana - riportano Togni, Tonolli e Simonetti, Astolfi e Spinella - ma intanto l'avvio dell'iter resta ancora una chimera. Nemmeno una parola e zero proposte da parte dell’assessora delegata a sport e turismo, Silvia Mozzi, che preferisce sempre lasciare parlare il collega di Giunta con delega a associazionismo, protezione civile e politiche socio assistenziali".

 

Le opposizioni sono preoccupate, infatti, anche sul fronte del turismo. "Un paese a vocazione turistica il nostro, o almeno lo vorremmo così, ma la realtà è che il comparto turistico non è considerato dalla maggioranza. Le attenzioni dell’Azienda per il turismo Rovereto Vallagarina e Monte Baldo sembrano sempre più rivolte al fondovalle, relegando Brentonico a succursale roveretana. Forse quello che vuole l’esecutivo brentegano è rafforzare il quartiere dormitorio che qualcuno auspica".

 

Intanto la maggioranza perde ufficialmente un pezzo: Gabriele Leita in una lunga lettera ripercorre anche le varie tappe della crisi. Ora ritiene che siano venute meno "le condizioni per continuare il mio impegno all'interno del gruppo La casa dei brentegani e annuncio la mia uscita dal medesimo". Resta presidente del Consiglio comunale ma senza appartenere a "un gruppo politico per poter esercitare i poteri del ruolo, una posizione super partes, in modo sereno e totalmente slegato da ogni tipo di vincolo o influenza politica". 

 

 

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