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Vallagarina
17 aprile | 22:19

''Risposte evasive e inconcludenti, un guscio vuoto privo di contenuti e di strategie per il futuro'', terremoto politico a Brentonico che rischia il commissariamento

Dopo circa 5 mesi il municipio a Brentonico si è riunito per una seduta. La discussione sul bilancio, atto fondamentale per il funzionamento dell'amministrazione, è saltata. Il presidente del Consiglio comunale, Gabriele Leita: "E' stato chiesto un cambio di passo al sindaco e alla Giunta, ma le risposte ricevute sono state totalmente evasive e inconcludenti"

Risposte evasive e inconcludenti, un guscio vuoto privo di contenuti e di strategie per il futuro''

BRENTONICO. Il presidente del Consiglio comunale abbandona l'aula e anche le minoranze hanno lasciato i banchi. Viene a mancare il numero legale e salta così la discussione del bilancio, un momento fondamentale per qualsiasi amministrazione. Un terremoto a Brentonico nell'ultima seduta (lunedì 17 aprile), la prima convocata nel 2023 e dopo circa cinque mesi dall'ultimo vertice. Un segnale forte verso l'esecutivo e un operato considerato insufficiente.

 

"A febbraio - commenta Gabriele Leita, presidente del Consiglio comunale di Brentonico - abbiamo sottoposto al sindaco un documento nel quale si evidenzia chiaramente quali sono le criticità emerse nella gestione di alcuni assessorati in questo trascorso legislativo e abbiamo chiesto di attuare una azione forte in modo tale da imprimere veramente un cambio di passo sostanziale per far si che la macchina amministrativa possa realmente dimostrare la capacità di progettare e investire per il futuro. A oggi le risposte ricevute in merito sono state totalmente evasive e inconcludenti".

 

Insomma, le risposte non sono arrivate e da qui la decisione di abbandonare l'aula, seguito poi dalle opposizioni. Nel corso degli ultimi mesi le minoranze con Ivano Tonolli e Mattia Simonetti (Insieme per Brentonico), Alessandra Astolfi Moreno Togni (Officina Civica) e Javier Spinella (Naturalmente Brentonico) avevano manifestato un forte disagio per quello che consideravano un perdurante "vuoto amministrativo", più di una volta erano intervenute per lamentare il ritardo nella convocazione del Consiglio comunale. L'ultima seduta è stata, infatti, a novembre poi più nulla (Qui articolo).

 

A fronte delle evidenti ragioni di opportunità, una condotta legittima e non c'è stata alcune violazione del regolamento, sono due i Consigli comunali obbligatori, quelli per discutere il bilancio e l'assestamento di bilancio. Suona, però, strano che i lavori si siano "fermati" in un Comune da oltre 4 mila abitanti.

 

"Non c'è alcuna intenzione di esautorare il Consiglio comunale", aveva spiegato a Il Dolomiti il sindaco Dante Dossi. "Il confronto con le minoranze porta stimoli e idee. La prossima seduta è prevista dopo Pasqua per iniziare a pianificare l'assestamento di bilancio, mozioni e interrogazioni. Le sollecitazioni delle opposizioni sono sempre positive, naturalmente lavoriamo con impegno e passione per l'Altopiano, soprattutto per risolvere i problemi più grandi" (Qui articolo).

 

Effettivamente la convocazione è arrivata ma contestualmente c'è stata una battuta d'arresto sui lavori. A prendere l'iniziativa è stato il presidente del Consiglio comunale. Nonostante sia stato eletto tra le fila della maggioranza, Gabriele Leita ha interpretato e ha esercitato il suo ruolo super partes anche con coraggio per richiamare la Giunta ai suoi doveri.

 

"La discussione del bilancio di previsione è l’atto più importante, a livello di amministrazione comunale, per poter definire progetti, strategie e visione legati allo sviluppo socio-economico della comunità", le parole in aula del presidente del Consiglio comunale. "Progettare significa avere ben chiaro quali siano le necessità dell’oggi in modo tale da avere una visione del domani. Mi si chiede di votare un documento di importanza e valenza superiori che indichi chiaramente quale tipo di sviluppo socio-economico si intende dare alla comunità. Personalmente ritengo che amministrare significhi fare. Fare per la comunità tutta, non solo per la parte che ci ha dato la sua preferenza e soprattutto chi amministra deve essere totalmente svincolato da ideologie politiche che creano solo ed esclusivamente veti e rallentamenti della azione amministrativa".

 

La discussione del bilancio è un momento fondamentale per delineare le attività e le direttrici di sviluppo, la direzione che si cerca di far prendere alla comunità. "Ritengo che questo documento debba obbligatoriamente incidere in modo evidente sullo sviluppo, consolidamento e miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità. Servono indirizzi precisi e concretizzabili sui quali ci deve essere una esplicita volontà di fare di tipo politico e amministrativo; con questi presupposti è lecito pensare di poter avviare una fase specifica di progettazione in modo da far scattare la molla dell’interesse anche a gruppi privati di investimento, i quali possono sicuramente dare il loro contributo per ottenere risultati degni di nota in un’area unica e propositiva per uno sviluppo territoriale imperniato sulle quattro stagioni".

 

Un intervento di Leita molto duro. "Purtroppo ci troviamo difronte a un guscio vuoto privo di contenuti, ma soprattutto, privo di linee strategiche e visione del futuro. Per questo motivo non posso in alcun modo essere partecipe del decidere di non decidere della attuale amministrazione". E così c'è stato l'abbandono dell'aula consiliare. 

Ora il sindaco (e la sua Giunta) è chiamato a delicate valutazioni interne, mentre tecnicamente il Consiglio comunale deve essere convocato entro il 30 aprile, termine ultimo per approvare il bilancio. Il rischio sarebbe altrimenti quello del commissariamento con la possibilità di portare avanti l'esercizio ordinario e quanto già approvato in precedenza o le iniziative già avviate. Una specie di paralisi amministrativa. Difficilmente si arriverà a tanto, ma è stato inviato un messaggio forte e chiaro che è il tempo di cambiare marcia a più di 2 anni dall'insediamento. 

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