Bonus nido, abbassata la tariffa mensile del 32%. Bozzarelli: "In media ora 35,34 euro. Ripresa della città, sostenendo parità di genere e sviluppo dei bambini e famiglie"
E' stato confermato il bonus nido per il prossimo anno educativo 2022/2023. Le tariffe passeranno da un minimo di 27,60 euro a un massimo di 297,16 euro al mese su base Icef. Il bonus nido sarà cumulabile con quello Inps. Bozzarelli: "Accessibilità e convenienza per servizi educativi per l’infanzia di alta qualità"

TRENTO. "Bonus nido anche per il prossimo anno educativo per le famiglie di Trento". A confermarlo è l'assessora comunale alla cultura e all'istruzione Elisabetta Bozzarelli.
"La tariffa mensile stimata sarà di 35,34 euro al mese - dichiara l'assessora - abbiamo lavorato sulla riduzione tariffaria che siamo arrivati a decurtare fino al 32% da settembre 2022 a luglio 2023. Con il bonus oggi abbiamo scelto non solo di accompagnare la ripresa della città, sostenendo parità di genere, lo sviluppo dei bambini, le famiglie: oggi abbiamo scelto di essere punta avanzata di un sistema italiano che prova a dare risposte".
Se le tariffe prima andavano da un minimo di 40,60 euro a 437,00 euro al mese su base Icef, ora passeranno automaticamente da un minimo di 27,60 euro a un massimo di 297,16 euro al mese. Il bonus nido sarà cumulabile con quello Inps, distribuibile su 11 mesi dopo aver fatto un'apposita richiesta. Insieme al bonus Inps si arriva di fatto a toccare un tetto massimo di 160,80 euro al mese.
"La disponibilità, l’accessibilità e la convenienza di servizi educativi per l’infanzia di alta qualità - prosegue Bozzarelli - sono fondamentali per consentire a uomini e donne, con responsabilità di cura, di partecipare al mercato del lavoro. In effetti, una piena partecipazione delle donne in particolare, al mercato del lavoro richiede che l’assistenza, le politiche conciliative per l’infanzia, siano disponibili a tempo pieno; non solo, è necessario che tale scelta sia economicamente sostenibile e sia di qualità, facendo sentire sicuri della scelta stessa".
Una prospettiva questa che impone però "un cambiamento che vada oltre le singole progettualità o bonus - conclude Bozzarelli - e infatti sarà l’ultimo anno, attuando politiche per l’infanzia in ottica strutturale, correggendo possibili diseguaglianze, dando uguali opportunità a ciascun bambino e bambina. Andremo quindi ad adottare una nuova politica tariffaria e di tensione verso un sistema educativo 0-6 anni, che risponda alle nuove e maggiori sfide sociali, economiche e di sviluppo per l’infanzia".


















