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Trento
08 aprile | 06:01

Calo nascite, Trento verso il dimezzamento degli iscritti rispetto ai posti: "L'idea è di accorpare asili e scuola dell'infanzia: pronti a partire già a settembre"

Già quest'anno alcune sezioni sono state accorpate e il prossimo anno gli effetti della natalità saranno ancora più evidenti. La vice sindaca e assessora Elisabetta Bozzarelli: "Pensiamo all'accorpamento 0-6: questa modalità rappresenta per i piccoli un momento di crescita, di scambio e di cura"

TRENTO. La spinta di Trento è di far rientrare l'asilo nido nella cornice dell'istruzione universale e accorpare la fascia 0-6 in un unico contenitore. Questa l'idea nel capoluogo, anche, per far fronte al calo delle nascite, e di conseguenza alle iscrizioni, nei servizi e diventa anno dopo anno sempre più evidente. 

 

"Si è cittadini da subito e non dai 3 anni", dice a il Dolomiti la vice sindacaassessora Elisabetta Bozzarelli. "La possibilità di accorpare asili nido e scuola dell'infanzia può ampliare l'offerta alle famiglie e rispondere meglio alle esigenze organizzative".

 

Valli e città evidenziano delle dinamiche leggermente diverse (Qui articolo). A Ronzo Chienis si costruisce una nuova struttura ma si fatica nell'accogliere potenziali residenti per un problema legato agli affitti e questa situazione appare emergere anche nell'Alto Garda, il discorso è un po' diverso a Trento: qui sono i numeri che aprono alle riflessioni.

 

La denatalità colpisce in modo più marcato in città e nei centri dai grandi numeri. Alcune sezioni già quest'anno sono state accorpate e le liste d'attesa sono più legate a ragioni organizzative (cioè spostamenti e vicinanza rispetto alla casa oppure al lavoro) più che di spazi.

 

"La residenzialità non è un problema ma c'è un calo delle iscrizioni", aggiunge Bozzarelli. "Una decrescita che si inizia a vedere ma le proiezioni indicano una forte riduzione dal prossimo anno con l'utilizzo di circa 2.900 dei 4 mila posti a disposizione nel capoluogo". Intanto a livello provinciale si valuta concretamente di far scendere le capienze da 25 a 24 posti per una gestione ottimizzata del servizio, anche sul fronte del fabbisogno del personale. 

 

I dati Istat mostrano che solo l'Alto Adige riesce ad avvicinarsi alla media europea di bambini per donna in Italia nonostante spenda meno del vicino Trentino in asili nido. La stampa internazionale si è occupata del confronto tra i due territori italiani e di come il calo sia generalizzato e la crisi apparentemente irreparabile.

 

Anche in Finlandia, ''sede di alcune delle politiche più favorevoli alla famiglia al mondo dal 2010 il tasso di fertilità è diminuito di un terzo''. Il cambio di rotta deve, allora, essere culturale se è vero che negli Usa nei primi anni '90 il 61% degli americani pensava che avere figli arricchisse la propria vita mentre oggi il dato è sceso al 26% (Qui articolo).

 

E il Comune guarda con interesse alla possibilità far rientrare l'asilo nido nell'ambito dell'istruzione universale, così da agganciare e armonizzare la fascia 0-6. Un'ipotesi concreta e forte della sperimentazione avviata l'estate scorsa e ritenuta molto interessante. 

 

"La sperimentazione verrà proposta anche questa estate e i risultati sono stati molto soddisfacenti, un'esperienza estremamente positiva. Si amplia l'offerta alle famiglie e si inserisce in tutte quelle azioni che possono sostenere le politiche di natalità come le riduzioni delle tariffe. Soprattutto questa modalità rappresenta per i piccoli un momento di crescita, di scambio e di cura".

 

Ecco che l'ipotesi è quella di approfondire il discorso con la Provincia e rendere strutturale questa ipotesi. "Lavoriamo in questa direzione. Noi siamo pronti e si potrebbe partire già a settembre", conclude Bozzarelli. 

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