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Trento
07 aprile | 20:00

Calo nascite, "Meno iscritti ma più qualità nel servizio", nuovo asilo a Ronzo Chienis ma "non si trova casa e il Comune è stato declassato". Liste d'attesa in Valsugana

C'è un calo dei bimbi iscritti all'asilo nido in Trentino ma in modo non uniforme e con i territori che affrontano diverse criticità che sembrano marginali rispetto al tema dell'infanzia ma che poi hanno effettive ripercussioni sui servizi

TRENTO. Si avvertono i primi effetti dell'inverno demografico con un calo dei bimbi iscritti all'asilo nido ma in modo non uniforme e con i territori che affrontano diverse criticità che sembrano marginali rispetto al tema dell'infanzia ma che poi hanno effettive ripercussioni sui servizi, essenziali per rispondere alle esigenze delle famiglie.

 

Si costruiscono o si riqualificano asili, in alcuni casi ci sono anche delle liste d'attesa e qualche calo delle iscrizioni è un modo per migliorare l'offerta e la fruibilità del servizio ma le situazioni, diverse che si presentano in Trentino, definiscono anche la complessità nella possibilità di intervenire in modo puntuale. 

 

A Ronzo Chienis si costruisce, con finanziamenti che arrivano tramite il Pnrr, un nuovo asilo per esempio. "La disponibilità è di una ventina di posti, dei quali 3 sono riservati alle famiglie che abitano nelle zone di confine con Mori", dice il sindaco Gianni Carotta. "Questo in base al vecchio contratto ma siamo in fase di definizione di un accordo aggiornato con la previsione dei lavori di riqualificazione che interesseranno gli edifici nei territori limitrofi".

 

In val di Gresta i bambini ci sono e si rafforzano i servizi, ma la situazione non è così rosea e non tanto, o solo, per l'inverno demografico. "Il problema maggiore è legato agli affitti - prosegue Carotta - i locatari di immobili sono sempre meno propensi a stipulare accordi lunghi e non è solo una questione legata al turismo. Un rimedio è stata l'adesione al progetto 'Abitare' con Rovereto e Ala, questo sportello funziona ma non è risolutivo".

 

Un effetto di queste difficoltà è il declassamento del Comune con ripercussioni sulla rappresentatività in Consiglio comunale, sull'operatività e aspetto non secondario sulle finanze. "Le liste devono essere composte da 12 candidati rispetto ai 15 attuali. La Giunta è completata da 2 assessori, la metà rispetto a ora e i trasferimenti delle risorse provinciali scendono", prosegue Carotta. "Ho dovuto alzare, per esempio, di qualche decina di euro l'Imis e studiamo altre soluzioni perché poi i servizi devono essere garantiti e mantenuti".

 

C'è un progressivo calo di iscrizioni nell'Alto Garda e Ledro ma numeri in diminuzione che preoccupano fino a un certo punto il territorio. "C'è un'evidente diminuzione - commenta Claudio Mimiola, presidente della Comunità di valle - soprattutto dopo il forte incremento nel primo decennio degli anni Duemila. Si è tornati indietro di 15 anni ma non è una dinamica completamente negativa".

 

L'esempio che viene portato è quello di Dro. "E' stato difficile garantire le esigenze per un lungo periodo", continua il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro. "C'è stato un costante adattamento per ottimizzare spazi e risorse. Talvolta una fatica che ha riguardato anche i servizi di Tagesmutter, molto richiesti sul territorio. Questi numeri più bassi permettono una qualità migliore, anche se restano alcuni nodi da risolvere nella gestione".

 

La casa è un tema delicato nell'Alto Garda, il turismo assorbe quasi tutti gli immobili con una cronica difficoltà nel reperire un alloggio per i lavoratori stagionali ma anche per le famiglie. "I problemi sono i costi e la reperibilità", spiega Mimiola. "L'obiettivo della Provincia è di tornare una soluzione in questa legislatura. E' sicuramente un aspetto importante perché trovare un appartamento non può essere fronte di stress e si lega comunque poi alla capacità e alla possibilità di erogare servizi di livello".

 

In Valsugana si lavora in rete e per ora la situazione non è preoccupante. "L'inverno demografico è un fatto", dice Matteo Degaudenz, sindaco di Telve. "Ci sono meno nati m, rispetto al passato, quasi tutti i bimbi vengono iscritti ai servizi".

 

Tradotto? Liste d'attesa a Carzano, ampliamento dell'edificio a Borgo Valsugana e sold out a Telve per il servizio di conciliazione scuola-lavoro, il cui target è quello dell'asilo nido. 

 

"Il presente è quello di stringere maggiori sinergie con i Comuni confinanti e il futuro è potenziare la messa in rete dei servizi". Gli affitti non sono un problema. "Anche se c'è una ripresa nel destinare le strutture a B&B oppure nella volontà di gestire baite e rifugi", dice Degaudenz. "Il movimento turistico ravviva i centri. Inoltre c'è un ritorno delle famiglie in valle perché apprezzano l'ambiente di paese. Una dinamica che abbiamo iniziano a notare qualche anno fa e accelerata dall'epidemia Covid". 

 

E in questo contesto asili, scuole vicine e "più in generale i servizi essenziali come farmaciaambulatorio, per esempio, sono fondamentali. Per il resto ci si può adattare ma si devono garantire le basi", conclude Degaudenz.

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