Asili nido in Trentino, 4.700 posti entro il 2026 con fondi Pnrr, ma mancano educatori. L'allarme: “Serviranno più di 100 nuovi professionisti, trovarli è sempre più difficile”
Dai dati elaborati dal Dipartimento Istruzione della Pat, all'1 settembre 2024, per l’anno 2024-2025 emerge che sul territorio trentino sono presenti 102 nidi in 58 comuni sedi di servizio, per un totale di 3.940 posti. Al Trentino con i fondi Pnrr al Trentino sono stati assegnati per questo intervento circa 34 milioni di euro: questo porterà alla realizzazione nuovi nidi, attraverso costruzioni, ristrutturazioni, ampliamenti e poli zerosei, per un numero di posti aggiuntivi pari a circa 700-750

TRENTO. Il ruolo degli asili nido, nel corso degli anni, è diventato sempre più importante. Un servizio fondamentale che offre una risposta alle esigenze in crescita, soprattutto di fronte a una rete familiare in alcuni casi indebolita, in altri scomparsa dopo la pandemia da Covid.
Tuttavia, la crescente domanda di posti rischia di trovarsi di fronte a un problema non di poco conto: la mancanza di personale specializzato. L'allarme è contenuto in un'interrogazione presentata dalla consigliera provinciale Francesca Parolari.
È bene chiarire che, dal punto di vista degli asili nido, il Trentino ha sempre cercato di mantenere standard molto elevati, offrendo il servizio anche in molti comuni periferici e sviluppando il servizio Tagesmutter, che rientra tra i servizi educativi per la prima infanzia disciplinati dalla legge 4/2002.
Dai dati elaborati dal Dipartimento Istruzione della PAT, al 1° settembre 2024, per l’anno 2024-2025 emerge che sul territorio trentino sono presenti 102 nidi in 58 comuni sedi di servizio, per un totale di 3.940 posti.
A fine 2022, l’Unione Europea ha rivisto al rialzo i target di copertura sui nidi. Il Consiglio dell’Ue ha indicato il nuovo obiettivo tendenziale del 45% (in precedenza era il 33%). Un target modulato in base alla situazione del Paese, non tassativo, per cui gli Stati oggi al di sotto del 20% dovrebbero migliorare il proprio indicatore di almeno il 90%, mentre quelli tra il 20% e il 33% – come l’Italia – dovrebbero migliorare di almeno il 45% o almeno fino al raggiungimento di un tasso di partecipazione del 45%.
Fondamentali anche in Trentino, per arrivare a questa percentuale, sono i fondi Pnrr “Missione 4 - Componente 1 - Investimento 1.1 - Piano per asili nido”. L’intervento mira a far crescere l’offerta di servizi educativi per la fascia 0-2 anni (asili nido), grazie alla realizzazione di nuovi spazi o alla messa in sicurezza di strutture già esistenti. Al Trentino sono stati assegnati per questo intervento circa 34 milioni di euro.
Questo significherà un numero di posti aggiuntivi pari a circa 700-750 (+20% circa rispetto all’attuale). A fine 2026, quindi, saranno disponibili circa 4.700 posti di nido pubblico per una platea potenziale di circa 11.400 bambini nella fascia di età 0-36 mesi. A questi numeri occorre aggiungere anche il nido familiare-servizio Tagesmutter, che rientra tra i servizi educativi per la prima infanzia disciplinati dalla legge 4/2002 e che accoglie circa 300-400 bambini.
“Un risultato lusinghiero – ha spiegato la consigliera Parolari – ma al raggiungimento di questo auspicabile obiettivo si frappone però sin d’ora una gravissima carenza di personale educativo con titoli, necessario per far funzionare in particolare i nidi”.
E il nodo, purtroppo, è proprio questo. Il rischio che potremmo trovarci di fronte è quello di lavorare per aumentare i posti negli asili nido, ma di ritrovarci alla fine con la mancanza di professionisti che possano seguire i bambini. Secondo i dati contenuti nell'interrogazione, i nidi pubblici, gestiti in forma diretta o attraverso esternalizzazione ad enti del terzo settore, al 31 gennaio 2023 (dati Ispat contenuti nell’annuario) assorbivano 617 educatori a tempo indeterminato e 310 a tempo determinato, per un totale di oltre 920 educatori.
Le nuove realizzazioni finanziate dal Pnrr potrebbero richiedere in aggiunta dai 100 ai 150 professionisti. Un numero, quest'ultimo, che preoccupa, viste le difficoltà che si stanno incontrando nel settore. A confermarcelo è anche Francesca Gennai della cooperativa sociale La Coccinella, a cui fanno capo 24 servizi nido su tutto il territorio provinciale.
“Dal punto di vista del personale – spiega Gennai – stiamo assistendo a ciò che vediamo anche negli altri settori, con una forte difficoltà nel trovare personale per gli asili nido. In particolare, nelle zone meno centrali la criticità è maggiore”.
Da qui la preoccupazione per il futuro, per quanto riguarda la copertura dei nuovi posti che verranno messi a disposizione delle famiglie. “Servirà sicuramente – spiega la responsabile della cooperativa La Coccinella – uno sforzo di programmazione futura e un'analisi considerando anche il turn over del personale che ci troveremo ad affrontare. Questo io lo definisco un settore energivoro in termini di capitale umano ed è quindi una questione da affrontare quanto prima”.
Un tema che non riguarda solo gli educatori, ma anche il personale ausiliario e i cuochi. C'è poi anche la questione dei titoli di studio. “A fronte delle difficoltà persistenti degli enti pubblici e dei privati gestori di nidi nel trovare personale in possesso dei titoli richiesti – spiega Francesca Parolari – la Provincia, da qualche anno, solo per le assunzioni a tempo determinato, ha superato il requisito stringente di laurea più tirocinio, stilando un elenco di titoli ordinati in base alla precedenza. Titoli, peraltro, la cui individuazione continua a sollevare molti dubbi, nel momento in cui, per esempio, si esclude dall'impiego come educatore o educatrice chi è in possesso di una laurea in Psicologia o in Servizio Sociale e si ammette, invece, chi è in possesso di un diploma di liceo delle scienze sociali”.
Nonostante questo intervento estensivo, già oggi, comunque, i gestori continuano a faticare non poco a trovare personale educativo. “Sarebbe utile sapere – conclude Parolari – come la Provincia pensa che Comuni e cooperative possano far fronte all’incremento dell’offerta di posti nido. Serve urgentemente una seria programmazione del fabbisogno di personale".













