Sanità trentina, allarme personale per le Case di Comunità: "Mancano già 450 infermieri, mentre si progettano nuove strutture. Rischiamo cattedrali nel deserto"
Il sindacato punta il dito anche contro sul divario con il contratto di lavoro altoatesino che è ulteriormente aumentato: "Solo di stipendio fisso lordo un infermiere di Bolzano con circa 30 anni di anzianità guadagna circa 900 euro in più rispetto a quello di Trento"

TRENTO. “La sanità in Trentino? Si progettano edifici, si annunciano innovazioni, si immaginano percorsi virtuosi di assistenza capillare sul territorio. Ma intanto mancano all’appello già 450 infermieri. E nessuno sembra avere una risposta concreta su come affrontare questa carenza strutturale”. A lanciare l'allarme è questa volta Cesare Hoffer parlando della riforma della sanità territoriale e delle future Casa di Comunità che in Trentino dovranno essere tutte operative a partire dal prossimo anno.
“Chi lavorerà in queste strutture?” è la domanda che si pone Hoffer. “Queste strutture innovative rappresenteranno un punto di riferimento per il benessere dei cittadini, offrendo assistenza qualificata e un presidio di prossimità. Ci si dimentica però di affrontare la questione a nostro avviso prioritaria e fondamentale e cioè che in queste strutture saranno fondamentali i professionisti sanitari del comparto, come ad esempio infermieri, ostetriche ed assistenti sanitarie”.
Dalla politica trentina il sindacato si aspetta non solo interventi volti a costruire strutture, “ma a valorizzare finalmente il capitale umano, presupposto imprescindibile e sistematicamente sottovalutato per garantire l’attività sanitaria territoriale ed ospedaliera. I nostri sanitari – ha spiegato Cesare Hoffer - devono essere posti al centro di questo progetto e non ai margini, il rischio è quello di spendere ingenti risorse per creare cattedrali nel deserto”.
Per Nuncing Up è necessario più che mai rivedere l’organizzazione del lavoro, che si basa su modelli obsoleti ed anacronistici, garantendo al personale maggiore flessibilità di orario, part-time (spesso ostacolati) e ponendo maggior attenzione alle richieste e competenze manifestate dal professionista.
Nursing up ha chiesto a gran voce di attivare una politica di “attrattività” e “trattenimento” del personale. “L’assestamento di bilancio ed il rinnovo contrattuale in corso diventano momenti fondamentali, bisogna subito stanziare specifiche risorse volte alla valorizzazione dei nostri professionisti sanitari e dare direttive in merito, i nostri colleghi sono in fuga verso realtà sempre più remunerative e volte alla valorizzazione professionale” spiega ancora Hoffer.
Il divario spiega il sindacato, con il contratto di lavoro altoatesino è ulteriormente aumentato, solo di stipendio fisso lordo un infermiere di Bolzano con circa 30 anni di anzianità guadagna circa 900 euro in più rispetto a quello di Trento, ora a Bolzano è in arrivo un ulteriore aumento di 350 euro mensili dal 1/1/2025. Oltre a questo, a Bolzano hanno reso disponibili dal 2023, in accordo con l’Ipes, il corrispettivo dell’Itea trentina, 150 alloggi a prezzo agevolato per i sanitari e gli studenti di infermieristica hanno riconoscimenti economici.
Nurcing Up chiede interventi immediati. “Siamo a sostenere tutti i confronti istituzionali necessari, all’estero vi sono realtà che offrono stipendi anche doppi rispetto al nostro, i nostri sono del 20% mediamente inferiori alla media Ocse. In Trentino vige comunque il caro vita, i nostri giovani professionisti si spostano altrove anche perché non trovano alloggi a prezzi sostenibili, inoltre la nostra professione ha poca attrattività, il 20% dei posti in università non viene coperto e ci saranno oltre 1400 pensionamenti nei prossimi 10 anni: ormai è allarme rosso”.














