Elezioni, Patton eletto senatore sul collegio di Trento: "Il 25 settembre si è concluso un periodo anomalo nella vita politica e civile del nostro Paese. E se ne aprirà un altro"
Pietro Patton commenta la sua vittoria, dopo aver sconfitto la leghista Martina Loss, con 41,10% contro il 36,58% nel collegio uninominale di Trento per il Senato: "Ci sarà modo di fare un'analisi del voto e delle sue conseguenze. Quello che mi preme dire oggi è grazie. Le contraddizioni di questo nostro faticoso presente definiscono un momento difficile per la nostra democrazia e per le nostre vite"

TRENTO. "Con le elezioni di ieri, 25 settembre, si è concluso un periodo anomalo nella vita politica e civile del nostro Paese. E se ne aprirà un altro. Le contraddizioni di questo nostro faticoso presente definiscono un momento difficile per la nostra democrazia e per le nostre vite, scosse in profondità da situazioni che sfuggono alla dimensione ordinaria e lasciano spazio all'imprevisto e all'incertezza". E' questo il commento a caldo del neo eletto senatore Pietro Patton, confermato nel collegio uninominale di Trento, dopo aver sconfitto la leghista Martina Loss, con 41,10% contro il 36,58%.
Patton è stato l'unico collegio in Trentino conquistato dal centrosinistra.
"Ci sarà modo di fare un'analisi del voto e delle sue conseguenze. Quello che mi preme dire oggi è una cosa soltanto: grazie. Grazie a chi è andato a votare, qualunque sia stata la sua preferenza. Questo non vuol essere un giudizio su chi ha scelto di non recarsi alle urne (anche questo ha un significato politico), ma una parole di riconoscimento per chi, a volte nonostante tutto, ha scelto anche questa volta di continuare a voler bene a una democrazia stanca, ma proprio per questo bisognosa di sostegno. Grazie alle persone che, votandomi, hanno voluto esprimere la propria fiducia nei miei confronti, nel disegno che ho cercato di interpretare e nella promessa del mio impegno".
Non solo grazie a chi lo ha supportato, ai cittadini ma alla sua coalizione: "Grazie alla coalizione che mi ha proposto e sostenuto, confermando che, in politica, il valore di un progetto plurale è superiore a quello della somma dei suoi singoli elementi: in una società così plurale e frammentata nessuno vince da solo. Dovremo ricordarcene. Grazie a chi ha lavorato assieme a me, in questa breve ma intensa campagna elettorale, per sostenere il valore di un progetto, regalandomi tempo, stimoli, pensieri, sostegno".
Il pensiero va anche ai suoi avversari politici: "Grazie anche ai miei avversari: abbiamo dimostrato, assieme, che una dialettica politica, fondata su visioni in gran parte alternative e perciò destinate a scontrarsi, può rimanere nell'ambito di un confronto civile. Anche di questo sarà il caso di ricordarsi quando in gioco ci sarà qualcosa che conta di più di un'elezione, cioè l'interesse del nostro Paese".












