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Provinciali 2023, dopo Dallapiccola anche Demagri guarda alla ''futura coalizione che sfiderà Fugatti''. Fdl chiama gli alleati: ''Chiediamo chiarezza''

Dopo il consigliere Dallapiccola e le prese di posizione del vicensindaco di Trento, Roberto Stanchina e del presidente onorario Luigi Panizza, ora la capogruppo del Pat in consiglio provinciale Paola Demagri pubblica un intervento sul futuro candidato o candidata che dovrà sfidare Fugatti spiega: "A pensarci bene trovo che ai trentini andrebbe garantito il diritto di scelta molto prima di entrare nella cabina elettorale attraverso un sistema partecipato e attivo”

Di G.Fin - 20 June 2022 - 19:43

TRENTO. “Ma noi cittadini che tipo di Presidente vogliamo a governare il Trentino nel 2023? Una volta stabilito perimetro e programma, la futura coalizione che sfiderà Fugatti dovrà stabilire anche questo importante punto nodale”. Inizia in questo modo un intervento che è stato pubblicato in queste ore dalla capogruppo del Patt in Consiglio Provinciale, Paola Demagri, in vista delle prossime elezioni provinciali

 

Un intervento che già nelle sue prime righe sembra in qualche modo chiarire una cosa importante parlando di “futura coalizione che sfiderà Fugatti”. Parole che sembrerebbero confermare che Demagri resta lì, coerente con il suo percorso consigliare, assieme a Dallapiccola e a quel Patt che anche alle passate elezioni si era proposto come forza alternativa all'attuale maggioranza leghista e a un centrodestra che anche per il 2023 viaggia spedito verso la riconferma dell'attuale presidente. Ecco allora che dopo l'intervento fatto nei giorni dal consigliere provinciale Michele Dallapiccola nel quale aveva definito “obbrobrio” un orizzonte con il centrodestra (Qui l'articolo - Qui l'interventoora a fare un passo in avanti è anche la capogruppo degli autonomisti in Aula (Qui l'intervento).

 
Interventi che mostrano come la strada imboccata dal segretario politico Simone Marchiori (che va a ''cena'' con chi sostiene l'attuale maggioranza, quella maggioranza che il suo partito da anni contrasta in consiglio provinciale e nella stragrande maggioranza dei comuni trentini) non sia condivisa in toto nel partito. Ad esprimere dissenso, nelle ultime settimane, ci sono state cariche istituzionali di peso, perché oltre ai due rappresentanti che siedono in Consiglio provinciale (Dallapiccola e Demagri) anche il vicensindaco di Trento, Roberto Stanchina, ha fatto capire di non condividere le decisioni del segretario. Ma accanto a questi c'è poi il presidente onorario Luigi Panizza che non vede di certo di buon occhio un accordo tra Patt e Lega e diversi amministratori del territorio. 

 

A guidare Marchiori nella sua ''transizione'' verso destra ci sarebbe, invece, il presidente del Partito, Franco Panizza (in passato eletto con il centrosinistra anche a Roma) che al momento, dopo essere stato sconfitto nel ''seggio blindato di Trento'' da De Bertoldi alle ultime nazionali e poi anche nel suo comune di origine, Campodenno, come candidato sindaco, è segretario di Vittorio Sgarbi al Mart. Con lui il consigliere Lorenzo Ossana e altri. Nel proprio intervento la capogruppo Paola Demagri mette nero su bianco anche un altro importante passaggio che va verso la scelta del futuro candidato o candidata presidente che dovrà sfidare Fugatti attraverso un “sistema partecipato e attivo”. “A pensarci bene trovo che  ai trentini andrebbe garantito il diritto di scelta molto prima di entrare nella cabina elettorale attraverso un sistema partecipato e attivo”. 

 

Non viene fatto nessun riferimento alle primarie anche se la strada indicata da Demagri parrebbe andare in quella direzione. “É mai stato fatto un sondaggio tra i cittadini per capire da che tipo di Presidente si sentirebbero rappresentati? A mia memoria non credo perché pare che questa decisione debba rimanere riservata a pochi.  Sono invece dell’idea che il trentino potrebbe essere interessato a dire la sua. Badate bene non gli si chiede di fare nomi ma di esprimere le caratteristiche del suo futuro Presidente” scrive nel suo intervento Demagri. “Perché non possiamo cominciare a chiedere ai trentini – continua - se vogliono un presidente tecnico o politico, giovane, adulto o senior, uomo o donna, esperto o competente,  empatico o indifferente, con l’esperienza di amministratore o con esperienza professionale, con un livello di istruzione medio o elevato”. 

 

Una strada, insomma, che deve portare alla scelta delle caratteristiche che dovrà avere il futuro candidato presidente che andrà a sfidare Fugatti e sulle quali poi dovrà essere scelto il nome assieme agli altri componenti della coalizione. 

E per chi guarda verso destra la situazione non sembra essere così tranquilla. Oggi il commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, come già fatto in passato dalle pagine de il Dolomiti,  è tornato alla carica per chiedere a Fugatti e a tutta la destra chiarezza in vista delle prossime provinciali. "Nessuna incertezza – spiega Urzì in queste ore a laPresse - per Fratelli d'Italia nella marcia verso le elezioni regionali e provinciali del 2023 in Trentino. Non potrebbe essere altrimenti per una forza che fa della coerenza il suo punto di riferimento. Siamo dal 2018 nell'alleanza di governo provinciale, in maggioranza ma orgogliosamente senza assessori, e questa è la nostra naturale collocazione. Alternativi alla sinistra e a chi con la sinistra ha governato il Trentino sino al 2018 senza rinnegare nulla della propria esperienza, ossia il Partito autonomista trentino tirolese. Quella che abbiamo ricevuto da Partito autonomista e Pd in eredità nel 2018 è una Provincia debole nel rapporto con Roma, debole nella regione e in rapporto di sudditanza all'Alto Adige della Svp, una provincia con tessuto economico e sociale in crisi". 

La richiesta è quindi quella di una chiara scelta di campo, un chiaro perimetro della coalizione. “Fratelli d'Italia non può non rilevare come le incertezze apparenti della Lega, i silenzi agli interrogativi, l'assenza sinora di disponibilità ad un confronto del presidente Fugatti con Fratelli d'Italia indeboliscono l'aspettativa dei trentini di un fronte unitario compatto e senza ambiguità di collocazione. Ciò che desiderano gli italiani e i trentini è una chiara identità e progetti forti. Di Fratelli d'Italia si sa che è alternativa a Pd, Cinquestelle e suoi alleati, come il Partito autonomista trentino tirolese. Così al governo così in provincia. Non bisogna attendere oltre”.   

 

“Le alchimie politiche e i tentennamenti sono ciò che allontana i cittadini dalla fiducia verso la politica. Per questo – conclude Urzì - stimoliamo gli alleati naturali della Lega, Forza Italia, civiche ed autonomisti di Kaswalder a evitare di trasmettere l'immagine di essere ostaggio degli opportunismi di Partito autonomista trentino tirolese pronto a schierarsi dove fa più comodo per le sue poltrone e non per gli interessi del Trentino”.

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