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| 22 dic 2025 | 19:41

Dal centrodestra e i suoi 'finti' moderati all'ora delle decisioni per il centrosinistra, Casa Autonomia: "E' ora di individuare il candidato presidente fin da subito"

La lettera di Paola Demagri e Michele Dallapiccola sulla situazione politica e sul centrosinistra in Trentino a fine 2025: "Presentarsi nelle valli trentine col simbolo che a livello nazionale segna una flotta rappresentata da Conte, Schlein e Fratoianni provoca simpatia in cenacoli troppo ristretti per sperare anche solo di intimorire il centrodestra". Il prossimo anno per Casa Autonomia si deve aprire con le decisioni

di Redazione

TRENTO. Il coraggio di mettere da parte i personalismi ma anche di partire subito con l'individuazione del candidato presidente per le prossime provinciali. La lettera natalizia di Casa Autonomia contiene un'analisi sulla situazione politica del Trentino e vuole essere da stimolo per il centrosinistra per avviare i ragionamenti per sfidare il centrodestra per il governo di piazza Dante.

 

"Chissà cosa potrebbe chiedere la politica per Natale, potesse scrivere al proprio Gesù Bambino? Si sa che il centrodestra lo avrebbe già scritto da tempo: terzo mandato", dicono Paola Demagri e Michele Dallapiccola, rispettivamente consigliera provinciale (e presidente) e segretario politico di Casa Autonomia. "Tutto pensato per il proprio amato comandante locale. E' forse in questo desiderio della destra trentina che possiamo leggere il dato politico amministrativo più interessante di questo 2025. Ai loro grattacapi si sono per una volta affiancati grandi motivi di compiacimento degli oppositori nell’osservare una giustizia che è arrivata dove i politicanti volevano invece sgomitare. E’ pur vero che il match potrebbe non essere ancora chiuso. Tuttavia, il flebile tentativo da parte di un piccolo partito della maggioranza di riportare in Aula il dibattito per trovare un modo di rimettere la stessa persona di oggi sullo scranno più alto di Piazza Dante anche per i prossimi cinque anni, non sembra far breccia nel cuore della destra al suo completo".

 

Il riferimento va in questo caso al Patt che spinge sulla legge proporzionale e sull'elezione indiretta del presidente della Giunta provinciale. Intanto, però, ci sarebbero dei movimenti per posizionarsi nel caso in cui dovesse definitivamente tramontare l'ipotesi terzo mandato consecutivo per Fugatti.

 

"C'è una ricerca, alla spicciolata, di un proprio riposizionamento tagliato su misura al singolo consigliere. Per ciascuno di loro la letterina è scritta al ciclostile. Sotto l’albero, in tanti vorrebbero trovare un (finto) centro civico per tentare la corsa da 'finti moderati'. Perché nessuno di quei consiglieri 'finticivici centristi ha la minima speranza di vincere in Trentino senza i partiti della destra nazionale alla quale è attualmente alleato. E' il motivo a causa del quale esperimenti solandri o giudicariesi faticano a coinvolgere nuovi elettori. Per ora, l'unico odore che emanano è l'opportunismo manifestato da chi prova a proporli. Anche una buona metà dei componenti della Giunta provinciale ha già scritto la sua letterina a Gesù Bambino. Sono tanti gli assessori che sognerebbero per una candidatura a prossimo capo del governo provinciale (quasi tutti della Lega). Vedi mai, che l'uomo di Avio scelga la via romana? Sarebbe brutto farsi trovare impreparati".

 

Infine, sotto l’albero, come nelle migliori tradizioni natalizie - prosegue Casa Autonomia - ci sarà anche il carbone. "Che questa volta potrebbe toccare ai Fratelli d'Italia. Mazziati da una Lega trentina ingorda e ingombrante potrebbero non trovare altra strada che accordarsi ai seguaci locali del Matteo nazionale accontentandosi di quel che è il convento passerà. In tutto questo bailamme, le corporazioni in Trentino sembrano pasciute e soddisfatte. A Gesù Bambino non chiederanno nulla. I contributi a pioggia, i bandi ad personam mai visti prima e il contentino che non si nega a nessuno, li ha già portati la Santa Lucia con una finanziaria provinciale dalle dimensioni mai viste prima. D'altro canto l'elettorato trentino è così", aggiungono Demagri e Dallapiccola. "Non ha mai aspettato Gesù bambino per esprimere i propri desideri. Secoli di clero e decenni di Democrazia Cristiana l'hanno abituato a rivolgersi a chi è 'dentro lì' per qualsiasi bisogno. E stavolta la politica è così. Metti il gettone e il jukebox ti suona quello che vuoi. Han da sperare che duri".

 

Si passa poi al centrosinistra. "Cosa potrà mai chiedere al suo Gesù Bambino? Visto la difficoltà nella quale naviga è forse il caso che provi a esprimere ben più di un solo desiderio. Innanzitutto che il vento politico che soffia in poppa alla nave della Georgia, donna e mamma d'Italia cambi un po' rotta e spinga su novità politiche alternative a quello che c'è sulla piazza oggi", evidenziano Demagri e Dallapiccola. "Anche perché presentarsi nelle valli trentine col simbolo che a livello nazionale segna una flotta rappresentata da Conte, Schlein e Fratoianni provoca simpatia in cenacoli troppo ristretti per sperare anche solo di intimorire il centrodestra".

 

Il secondo dono da scartare? "Forse sarebbe quello della capacità di deporre quell'innata sinistra vocazione a frantumarsi in una continua serie di distinguo, da parte delle monadi che lo compongono, a favore invece della coesione e dell'unità", continua Casa Autonomia. "Infine il terzo pacco, quello dal fiocchetto più grande di tutti, dovrebbe riservare la sorpresa di contenere un leader carismatico, uno che sia in grado di offrire ai trentini un punto di riferimento. Una persona che per poter imbastire una campagna elettorale sufficientemente dura da impensierire il centrodestra, dovrebbe avere la possibilità di partire in tempi celeri, cioè fin da subito".

 

E questo è il punto più importante per Casa Autonomia. Il terreno da recuperare è tanto nei confronti del centrodestra, la partita non è facile e la coalizione di centrosinistra è chiamata a costruire un'alternativa di governo.

 

Novelle metaforiche a parte, ci auguriamo che il 2026 porti alla coalizione della quale facciamo orgogliosamente parte, il coraggio di mettere da parte i personalismi e, a nostro modestissimo avviso, di partire fin da subito con l'individuazione di questa figura. In fondo il Trentino è un grande 'paesone', ci conosciamo tutti. E così come capita normalmente in qualsiasi tornata elettorale dalle comunali alle provinciali, quando si gira a chieder voti, la prima cosa che ti viene chiesta è 'Ma chi è il sindaco? Chi farà il presidente?'. Ai molti soddisfatti della bocciatura della prepotente richiesta di terzo mandato per Fugatti, questa risposta va data subito. Il prima possibile", concludono Demagri e Dallapiccola.

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