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Trento
06 novembre | 22:47

Bocciatura del terzo mandato, Fugatti: "Aspettiamo di analizzare il testo". Rossi: "Inevitabile, anche per il premierato il governo pensa ai limiti"

Il presidente della Provincia sulla Corte costituzionale: "Le sentenze si rispettano, attendiamo il testo per analizzare le motivazioni". L'ex governatore Ugo Rossi: "E' sempre un dispiacere quando una norma di una provincia autonoma viene impugnata, ancora di più quando viene cassata: non c'è da gioire. La legge elettorale proporzionale? Sarebbe l'ideale, peccato che Patt e le altre civiche territoriali non abbiano avuto prima la forza di proporre di fare come l'Alto Adige" 

TRENTO. "Le sentenze si rispettano. Attendiamo il testo per analizzare le motivazioni". Questo il commento di Maurizio Fugatti dopo la bocciatura della Corte costituzionale sulla possibilità di scendere ancora in campo - per il terzo mandato - alla guida del centrodestra da candidato presidente (Qui articolo). 

 

Le opposizioni sono andate all'attacco per parlare di un danno all'autonomia e di un Trentino fermo da oltre un anno a causa di questa vicenda (Qui articolo) mentre la maggioranza prende tempo tra Fratelli d'Italia che è tornato a chiedere il rispetto degli accordi (cioè la vice presidenza - qui articolo) e gli altri alleati della coalizione guidata dalla Lega che aspettano di leggere le motivazioni (Qui articolo). Stesso discorso per il Patt che però mantiene sul tavolo l'idea di modificare la legge elettorale per passare a un sistema proporzionale (Qui articolo).

 

Ipotesi proporzionale che non dispiace - anzi - all'ex presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, che non si "rallegra" per la bocciatura della norma trentina sull'estensione dei mandati da governatori. Non entra nel merito del caso specifico, Fugatti "Sì, Fugatti "No", quanto nel semaforo rosso a una legge approvata in sede di piazza Dante.

 

"E' sempre un dispiacere quando una legge di una provincia autonoma viene impugnata", dice Rossi. "E ancora di più quando viene cassata dalla Corte costituzionale: sono autonomista e non c'è da gioire. E' necessario però essere oggettivi e riflettere. A questo proposito bisogna dire, onestamente, che il governo non poteva che impugnare e non è una questione politica ma di diritto costituzionale".

 

Un concetto già espresso negli scorsi mesi alla notifica dell'impugnativa proposta dal Consiglio dei ministri (Qui articolo). "E' vero che abbiamo piena competenza in materia di leggi elettorali e di forma di governo e che spetta a noi legiferare e non può farlo lo Stato", dice Rossi. "Ma è altrettanto vero che possiamo e dobbiamo farlo nel rispetto della Costituzione e dei suoi principi fondamentali. Il divieto di terzo mandato quando c'è un'elezione diretta è un principio fondamentale. Si può anche discutere nel merito ma è così. Non solo viene spiegato chiaramente dalla Corte costituzionale ma è la stessa riforma del centrodestra che vuole il premierato con elezione diretta che prevede tale divieto, proprio in ossequio a tale principio".

 

Ecco perché, per l'ex presidente, il governo non poteva che impugnare. "Su un piano più politico e di prospettiva esiste una via praticabile e secondo me utile al Trentino: eliminare l'elezione diretta e fare come Alto Adige: il presidente della Provincia viene eletto dal Consiglio provinciale dopo le elezioni a partire proprio dalla proposta del partito che ha avuto il maggior numero di voti alle elezioni con sistema proporzionale".

 
In questo modo anche l'attuale presidente della Provincia potrebbe - se il suo partito fosse il primo e attorno al candidato presidente si formasse una maggioranza - diventare governatore per la terza volta consecutiva.

 

"Inutile evidenziare come un sistema di questo tipo favorisce una maggiore forza delle maggioranze a traino 'territoriale' rispetto ai partiti nazionali e in definitiva una maggiore autonomia dei governi provinciali rispetto all'assetto nazionale. Spiace che il Patt in primis ma anche le altre forze che si considerano 'civiche e territoriali' non abbiano subito considerato e lavorato per questa possibilità perché avrebbero potuto condizionare in questo senso la maggioranza che poi ha votato per il terzo mandato". 

 

Insomma avrebbero potuto dire "nessuna preclusione a immaginare un terzo mandato dell'attuale presidente ma dentro un contesto completamente diverso, utile al futuro dell'autonomia. Se l'avessero fatto avremmo avuto una nuova legge elettorale avremmo potuto esercitare la nostra competenza in materia e non ci sarebbe stata nessuna impugnativa. Non so se siamo ancora in tempo ma forse ci si può ancora pensare", conclude Rossi. 

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