Bocciatura del terzo mandato per Fugatti, il Patt rilancia per cambiare la legge elettorale: "Puntiamo sul proporzionale, un sistema necessario"
La Corte costituzionale ha bocciato la norma trentina che avrebbe consentito a Fugatti di correre per un terzo mandato da presidente. L'assessore e segretario politico del Patt, Simone Marchiori: "I limiti dovrebbero valere anche in altri casi, come in parlamento". E sul proporzionale: "Sosteniamo da sempre questa proposta: una modifica necessaria per il territorio, per l'autonomia e per la rappresentatività"

TRENTO. "Le sentenze si rispettano e non si commentano, tuttavia aspettiamo le motivazioni". Queste le parole di Simone Marchiori, assessore provinciale e segretario politico del Patt sulla bocciatura della Corte costituzionale sulla norma trentina che avrebbe consentito a un presidente della Provincia di poter correre per tre volte consecutive alla guida di piazza Dante. "Riteniamo che i numeri dei mandati siano una convenzione, una scelta politica che non è immutabile. Abbiamo sostenuto la legge che non è ad personam e pensiamo che eventuali limiti dovrebbero valere, per esempio, anche in altri ambiti come il parlamento".
E' il momento delle valutazioni in casa centrodestra dopo l'intervento della Corte costituzionale a bloccare la possibilità di terzo mandato per Fugatti (Qui articolo). Le opposizioni sono andate all'attacco per parlare di un danno all'autonomia e di un Trentino fermo da oltre un anno a causa di questa vicenda (Qui articolo) mentre la maggioranza prende tempo tra Fratelli d'Italia che è tornato a chiedere il rispetto degli accordi (cioè la vice presidenza - qui articolo) e gli altri alleati della coalizione guidata dalla Lega che aspettano di leggere le motivazioni (Qui articolo).
Una bocciatura della Corte costituzionale che rilancia il tema della nuova legge elettorale su base proporzionale? "E' un tema che abbiamo messo sul tavolo prima della discussione sul terzo mandato e prima di questa sentenza", prosegue il segretario politico del Patt. "Il Partito autonomista trentino tirolese ritiene che una modifica sia una necessità per il territorio, per l'autonomia e per la rappresentatività. Non è una proposta a favore di una persona ma serve la volontà di avere una visione più ampia". Il partito di Giorgia Meloni in Trentino si è già espresso in modo contrario, freddezza pure nel centrosinistra.
C'è il rischio di un'eccessiva frammentazione e di un mercanteggiamento degli incarichi? "Siamo fedeli al patto con Fugatti ma attualmente il meccanismo in generale è legato alla figura del presidente", spiega Marchiori. "Non pensiamo a un proporzionale puro quanto a una norma con i correttivi che possa tenere conto del panorama politico: soglie di sbarramento, misure per garantire governabilità e stabilità, sfiducia costruttiva e così via. Le trattative ci sono anche adesso per la composizione di una Giunta ma crediamo che in questo modo si possano rimettere i partiti al centro del dibattito".
Per le Stelle Alpine questo sarebbe un modo per rilanciare anche le discussioni in Aula. "Tutte le forze politiche hanno esperienza all'opposizione e oggi i dibattiti sono ingessati nella logica del muro contro muro. Una situazione che esaspera e polarizza il clima. Un sistema elettorale diverso può far cadere alcune contrapposizioni. Questo non significa che non si sceglie e che non ci siano differenze ma che ci sia un ritorno ai temi invece che alle ideologie. Il proporzionale può essere più stimolante e garantire dinamicità ma anche soprattutto stabilità di governo", conclude Marchiori.












