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Trento
06 novembre | 12:27

Bocciatura del terzo mandato per Fugatti, Fratelli d'Italia chiede (di nuovo) la vice-presidenza e dice "No" al proporzionale: "Si rispettino gli accordi"

Il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, sulla bocciatura della Corte costituzionale al terzo mandato di Fugatti: "Il nostro partito pronto a essere perno della coalizione di centrodestra"

TRENTO. "Nulla che possa sorprendere nella sentenza della consulta sul terzo mandato", A dirlo Alessandro Urzì, il deputato e coordinatore del Trentino Alto Adige di Fratelli d'Italia commenta la bocciatura della Corte costituzionale sulla legge trentina che avrebbe permesso un Fugatti-ter (Qui articolo). "Era tutto evidente per logica da sempre e lo stesso governo aveva visto bene nel ricorrere su una legge provinciale, come quella trentina, che non era fondata su un principio sostenibile in termini di diritto".

 

E si ripropone il tema sulla vice presidenza, argomento di forti tensioni e attriti tra Lega e Fratelli d'Italia. Incarico promesso, disatteso, assegnato a Francesca Gerosa e tolto dopo la querelle proprio sul terzo mandato e la decisione del governo Meloni di impugnare la legge trentina.

 

"Oggi si fa molta chiarezza anche sulla decisione del governo di quel giorno. Inutile e strumentale ogni polemica fatta a suo tempo", aggiunge Urzì. "Ora c’è la conferma da parte del giudice delle leggi, la corte costituzionale. E speriamo che il tema del terzo mandato possa essere archiviato. Non è di fatto possibile in Italia, prevedere diritti elettorali passivi diversi tra i cittadini. Nessuna invasione di campo sulla autonomia che mantiene le proprie prerogative nel disegnare una legge elettorale, come in effetti fa, ma nel limite dettato dei principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica".

 

La Corte costituzionale ha deciso in camera di consiglio il giudizio sulla legge statutariadella Provincia autonoma di Trento che ha innalzato da due a tre il numero dei mandati consecutivi che possono essere svolti dal presidente della Provincia eletto a suffragio universale e diretto e da quarantotto a settantadue, anche non continuativi, il numero dei mesi svolti nella carica perché operi la limitazione ai mandati.

"L'avevamo detto e lo ribadiamo: il caso non nasce da un referendum sul '' o il 'No' al terzo mandato del presidente Fugatti, al quale ribadiamo la nostra incondizionata fiducia fino al termine della legislatura, perché questo è nel Dna di Fratelli d’Italia, quello di mantenere i patti e gli accordi. Ora vorremmo che fossero rispettati tutti gli accordi elettorali, anche quelli che prima del voto riconoscevano a Fratelli d’Italia la vice presidenza della Provincia di Trento".

 

Attesa la sentenza, pur rimarcando e confermando il sostegno a Fugatti, per Fratelli d'Italia è il momento di affrontare alcuni aspetti in sospeso, come la riassegnazione della vice presidenza sulle spalle di Achille Spinelli. 

 

"Una delega ritirata dal presidente Fugatti proprio in reazione al ricorso del governo alla corte costituzionale", evidenza Urzì. "Come si può verificare oggi non ci fu alcuna pretestuosità nel ricorrere, solo rivendicare come un governo deve fare il rispetto del quadro giuridico. Quindi anche la reazione 'punitiva' verso FdI al ricorso del governo oggi ha necessità di essere riconsiderata  proprio per garantire il rispetto degli accordi elettorali all’interno della maggioranza di governo provinciale. Noi, come detto, in ogni caso, agli accordi che abbiamo assunto saremo leali sino al termine della legislatura. Il ricorso del governo aveva peraltro un fondamento nella necessità di garantire un orientamento definitivo sul tema che era già stato oggetto di sentenze della corte costituzionale per quanto riguardava le regioni a statuto ordinario e i sindaci delle regioni a statuto speciale, perlomeno della Sardegna".

 

E per il partito di Giorgia Meloni in Trentino non c'è la questione del cambio della legge elettorale, niente proporzionale per restare sul maggioritario. Anzi, Fratelli d'Italia rilancia la propria leadership alla guida della coalizione di centrodestra.

 

"Ora c’è chiarezza e questo permetterà nella conferma del sistema maggioritario che garantisce ai cittadini il diritto di scegliere prima del voto chi li deve governare la migliore opzione per proseguire l’esperienza di governo del centrodestra in Trentino, tenendo conto degli equilibri politici che non sono mai perenni. E oggi Fratelli d’Italia si candida a essere il perno della coalizione sul territorio, assieme ovviamente agli alleati di Forza Italia e Lega e delle liste territoriali e autonomiste:  FdI perno della coalizione così come lo è al governo della nazione con Giorgia Meloni. Da domani quindi non cambierà nulla, continuerà il lavoro di questa amministrazione e si comincerà a lavorare sull’orizzonte dei futuri prossimi cinque anni di governo dopo le elezioni provinciali alla loro scadenza naturale. Come non abbiamo fatto fino adesso nemmeno adesso c’è bisogno di scatenare le tifoserie, perché l’unico tifo che noi di Fratelli d’Italia ammettiamo è a favore in Trentino del Trentino e in Alto Adige dell’Alto Adige", conclude Urzì.

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