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Pulizia degli ospedali, il bando dell'Apss diventa un caso. Zeni, Demagri e Zanella: ''Il controllato paga il controllore, serve fare un passo indietro''

I consiglieri hanno presentato una mozione con la quale viene chiesto alla Giunta Provinciale di adottare i necessari provvedimenti affinché l'Azienda sanitaria si fermi e revochi  in autotutela la gara

Foto archivio
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Di Giuseppe Fin - 01 dicembre 2022 - 20:18

TRENTO. “L'Apss ha fatto un bando per la pulizia degli ospedali. Una materia davvero delicata e importante visto che ogni anno in Italia si verificano circa 530 mila infezioni ospedaliere. E in Trentino cosa facciamo? Viene previsto che la società che ha la funzione di controllo su come vengono fatte le pulizie sia nominata e pagata dall'azienda che le fa”.  A intervenire su quello che sta accadendo è il capogruppo provinciale del Partito Democratico, ed ex assessore alla Salute, Luca Zeni con un mozione sottoscritta anche da altri due consiglieri provinciali, entrambi sanitari, Paola Demagri e Paolo Zanella con un appello: quel bando deve essere subito revocato per il bene dei cittadini. 

 

IL BANDO
Per capire bene la vicenda bisogna fare un passo indietro.  Il 9 novembre scorso Apss ha pubblicato la gara per il servizio di pulizie degli ospedali della Provincia, per un importo totale di 171 milioni di euro.

 

L'Azienda sanitaria (e non, come ci si aspetterebbe per una gara tanto complessa e di simile importo, l'Agenzia provinciale per gli appalti) prevede un sistema di suddivisione in 5 lotti (Ospedale Santa Chiara, Ospedale Santa Maria del Carmine, Distretto nord, Distretto sud, Distretto est), senza limiti alla partecipazione, e con la possibilità di cordate "incrociate" (ovvero associazioni di imprese che possono essere in concorrenza su un lotto e collegate su un altro lotto).  

Il dito viene puntato, però, sulla scelta fatta in merito al sistema di controllo, correttamente il bando, riprendendo il codice degli appalti, prevede che il delicato ed essenziale sistema dei controlli debba essere effettuato da una "società terza indipendente". Però, invece che prevedere due distinte procedure, come ci si aspetterebbe, il bando prevede che i partecipanti alla gara debbano indicare loro stessi la società terza indipendente che li dovrà controllare, e che siano loro stessi a pagarla.

 

Questo ovviamente andrebbe a far diventare, ovviamente, la società controllante non terza indipendente bensì collegata e dipendente di fatto, e che andrebbe a minare la credibilità dell'intero sistema dei controlli sulla pulizia negli ospedali.

 

LA MOZIONE E L'INTERVENTO DEI CONSIGLIERI 
I consiglieri provinciali, Luca Zeni, Paola Demagri e Paolo Zanella, hanno sottoscritto una mozione affinché la Giunta adotti i necessari provvedimenti affinché l'Azienda sanitaria si fermi e revochi  in autotutela la gara, modificando poi il bando  in modo da rispettare i principi e gli obiettivi del codice degli appalti, in particolare rivalutando le modalità della suddivisione in lotti e prevedendo procedure separate tra appalto principale e individuazione della società che dovrà svolgere le funzioni di controllo, al fine di evitare relazioni e legami di "dipendenza di fatto" tra controllore e controllato.

“Quello che abbiamo davanti – ha spiegato Zeni – è un bando molto articolato in cui si devono prevedere diversi aspetti, dalle modalità di organizzazione del personale, ai prodotti usati fino alla gestione informatica. La prassi di Consip prevede che i controlli vengano affidati dalla stazione appaltante, attraverso procedura separata, ad una società diversa dall'appaltatore. Questo bando invece,  prevede una cosa ben diversa. Che il proponente già individui lui stesso una società di controllo  'terza', che di fatto è in  cordata assieme e che i costi di gestione sono sempre a totale carico dell'appaltatore”.

 

Ma non solo, perché tra gli aspetti criticati anche il fatto della quasi mancanza completa di 'paletti'. Vengono individuati cinque lotti e quindi ogni impresa che partecipa lo può fare per tutti e cinque senza limiti ma anche in cordate diverse. “In questo modo – viene spiegato – evidentemente aumentano il rischio di meccanismi anche non proprio lineari e soprattutto aumento di molto il rischio di contenziosi”. 

 

Critiche sul bando arrivano anche dalla consigliera di Casa Autonomia.eu  Paola Demagri. “La pulizia in un ambiente sanitario è elemento fondante – spiega – della parte assistenziale perché è elemento importante per ridurre al minimo le infezioni ospedaliere. Senza contare che un ambiente pulito è  carta d'identità delle nostre strutture ospedaliere e dobbiamo mantenerla e migliorarla”. Da qui il rischio, spiega la consigliera Demagri, che il bando pubblicato dall'Azienda sanitaria non riesca a garantire tutti questi aspetti. 

 

“Chiediamo che l'Apss – sottolinea anche il consigliere di Futura Paolo Zanella – che l'Azienda revochi il bando di gara per il servizio. La terzietà dell'organo che ha funzioni di controllo è fondamentale per la sicurezza anche dei cittadini”. 

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