Pd e Onda chiedono di annullare la gara per il call center di Dolomiti Energia. Il Gruppo replica: "Operato legittimo e corretto"
Il Pd e Onda chiedono di annullare le gare per il servizio di call center di Dolomiti Energia. Il colosso trentino replica e rispedisce tutto al mittente

TRENTO. Il Partito Democratico e Onda chiedono un intervento per annullare la gara di affidamento del servizio di call center di Dolomiti Energia. Il colosso trentino replica e rispedisce tutto al mittente.
Il Partito Democratico, con il consigliere provinciale Alessio Manica e la deputata Sara Ferrari, hanno depositato una mozione per "esprimere sconcerto" per quanto emergerebbe sugli appalti legati all'assistenza clienti della società. Il rischio per i dem è che venga applicato un contratto pirata e che il servizio potrebbe finire a una ditta recentemente condannata dal tribunale di Terni per comportamento antisindacale.
L'invito degli esponenti del Pd a Provincia e Comuni soci, Trento e Rovereto, è di intervenire e di annullare le gare. "Quando si chiede alle imprese private di rispettare contratti e diritti dei lavoratori, il settore a controllo pubblico deve essere il primo a dare l’esempio".
E' arrivata poi la presa di posizione di Onda, con le consigliere comunali Giulia Bortolotti e Alessia Tarter, per chiedere al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, "di intervenire, anche attraverso i propri rappresentati diretti o indiretti nel consiglio di amministrazione di Dolomiti Energia e di Findolomiti, per pretendere l'annullamento del bando di gara e la completa reinternalizzazione del servizio di centralino".
Inoltre Onda punzecchia il Pd. "Il peso maggiore all'interno della società è proprio il Comune di Trento a guida Pd: vedremo se questa volta prevarrà la coerenza tra parole e azioni o, come a dicembre, il Partito Democratico trentino avallerà ancora la decisione di Dolomiti Energia contro il lavoratori del centralino, sconfessando l'onorevole e il capogruppo provinciale".
Il Gruppo Dolomiti Energia rivendica "con fermezza il proprio ruolo di garante e presidio attivo delle tutele occupazionali. Seguiamo con la massima attenzione tutte le fasi del processo e vigiliamo costantemente sul pieno rispetto delle clausole sociali e delle garanzie previste dalla gara, poste a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti".
In questo quadro, Dolomiti Energia "ribadisce il proprio impegno a far sì che la continuità occupazionale, i diritti e le condizioni di lavoro rappresentino elementi centrali e non negoziabili, intensificando il confronto con il futuro operatore e con le rappresentanze dei lavoratori per vigilare sull’effettiva applicazione di tutte le garanzie previste dalla normativa vigente e dagli accordi applicabili".
Il Gruppo ricorda inoltre il pronunciamento del Tar di Trento che ha "già riconosciuto la correttezza e la legittimità dell’operato di Dolomiti Energia" (Qui articolo).
La sentenza del Tar, riporta il Gruppo, specifica che "Dolomiti Energia fin dall’inizio della procedura ha operato correttamente e che le accuse rivolte alla società sono infondate. La società ha agito nel rispetto di tutte le normative; la gara prevede una clausola sociale a tutela della continuità occupazionale e che l’organizzazione del personale, così come l’applicazione dei contratti collettivi, avvengono nel pieno rispetto della normativa vigente e non c'è stata alcuna violazione delle tutele dei lavoratori e la procedura non determina fenomeni di precarizzazione o perdita dei posti di lavoro".
La società trentina inoltre puntualizza che "fin dall’avvio del confronto ha manifestato la massima disponibilità a costruire un’intesa con le organizzazioni sindacali, proponendo la sottoscrizione di un protocollo finalizzato a garantire tutele concrete, rafforzate e verificabili per i lavoratori coinvolti. Mentre la Fiom a fronte di tale proposta ha scelto di non aderire al protocollo di intesa e di intraprendere un’azione presso il Tribunale regionale di giustizia amministrativa, accompagnando questa scelta con una ricostruzione dei fatti che, come confermato dalla sentenza, non trova riscontro nella realtà. Nonostante ciò la società ribadisce ancora una volta la propria disponibilità a un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali a tutela dell’occupazione di lavoratori e lavoratrici".












