Reintegro sanitari no vax, Cia: ''L'obbligo di vaccino affrontato con approccio ideologico e non scientifico''. Sì, dai no vax però
In queste ore scatta il reintegro voluto dal governo Meloni. Claudio Cia (Fratelli d'Italia): "Alla base delle scelte politiche non c’era nessuna evidenzia scientifica". Ma non è proprio così

TRENTO. "Il tema dell'obbligo alla vaccinazione del personale sanitario è stato affrontato con un approccio ideologico". A dirlo Claudio Cia, consigliere provinciale di Fratelli d'Italia, che segue la linea del governo Meloni. "Alla base delle scelte politiche non c’era nessuna evidenzia scientifica".
In queste ore scatta, infatti, il reintegro voluto dal governo Meloni e che in Trentino riguarda oltre 200 sanitari. Una decisione che è stata criticata dagli Ordini. "Una pacificazione 'demagogica', non risolve la carenza di personale. Riscontriamo una scarsa serietà da parte della politica che adesso opta per il reintegro dei sospesi, ormai a due mesi dal termine", ha spiegato a Il Dolomiti il presidente dei medici Marco Ioppi (Qui articolo), mentre Daniel Pedrotti, numero uno degli infermieri, ha aggiunto: "Il Covid non è sconfitto, - prosegue - anzi, dopo oltre due anni e mezzo di pandemia, non possiamo ancora proclamare la vittoria finale, visto che è tuttora presente seppur con un profilo epidemiologico e clinico che si è modificato. Sentiamo che il periodo più drammatico è alle nostre spalle, tuttavia dopo due anni di assenza, quello in arrivo potrebbe essere l’inverno del ritorno dell’influenza, che andrebbe a braccetto con la recrudescenza del Covid. Una combinazione dalle possibili conseguenze pesanti, specialmente per le persone più fragili" (Qui articolo).
"Nessuna evidenzia scientifica - dichiara, invece, Cia - in quanto tutti i professionisti sospesi, in prima linea fin dallo scoppio dell'emergenza, erano già dotati di anticorpi, perché avevano acquisito l'immunità dal virus in modo naturale (quindi con un'efficacia e durata ben maggiore rispetto a quella indotta dal vaccino) ma evidentemente ciò non bastava per i fan della vaccinazione a prescindere. E così si è scelto di infliggere loro una punizione esemplare, togliendo il reddito famigliare, e creando così un'emergenza nell’emergenza: la carenza di personale. Follia pura, qui sì sarebbe stato opportuno opporsi e se necessario anche ricorrere a una forzatura della norma per assicurare livelli assistenziali e di cura ai cittadini. Finalmente pare si sia recuperata un po' di lucidità".
In realtà va chiarito che i problemi di organico non sono stati creati dall'assenza delle poche unità no vax ma sono sistemici e si trascinano da anni e in quelli a venire saranno sempre più impattanti. E va aggiunto che senza scendere nel discorso deontologico e senza prendere in esame "la forzatura delle norme" accostato a disposizioni di salute pubblica i provvedimenti che in questi due anni di emergenza si sono susseguiti per affrontare l'epidemia Covid sono stati molti e complessi.
E non s'è visto alcun approccio ideologico (se non da parte proprio dei no vax) nel momento in cui tra le misure c'è stata quella di differire l'obbligo vaccinale se un sanitario aveva contratto l'infezione da Covid. Tutte le tempistiche, infatti, sono state rimodulate di conseguenza prima di arrivare a un'eventuale sospensione di un professionista.














