Rischio aumento rette delle Rsa, Cisl e Uil: ''Da mesi chiediamo alla Pat di pianificare soluzioni e i lavoratori non devono subire ricadute negative da queste situazioni''
La Cisl Fp con Giuseppe Pallanch e la Uil Fpl con Marcella Tomasi: "Le difficoltà sono state purtroppo acuite dalle varie emergenze ma già a inizio legislatura avevamo evidenziato alcuni campanelli d'allarme, avevamo proposto un fondo perequativo ma non c'è stata la volontà di approfondire le azioni necessarie"

TRENTO. "La grave situazione in cui versano le Rsa non è purtroppo una novità". A dirlo Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). "E' da mesi che chiediamo un incontro per pianificare contromisure e risposte per far fronte alle criticità, problemi acuiti a seguito dell'emergenza Covid e il caro bollette poi".
A far suonare i campanelli d'allarme è stata la presidente di Upipa: "Siamo davvero molto preoccupati, anzi direi allarmati”, ha spiegato Michela Chiogna. Alle Rsa mancano fondi ma da parte della Provincia non arrivano risposte. Sono diverse le strutture che si trovano con bilanci malmessi e ora i rincari dell'energia e l'inflazione rischiano di dare il colpo finale (Qui articolo).
Numeri, infatti, che sono cresciuti ancora di più negli ultimi mesi a causa dei rincari energetici e soprattutto a causa dell'inflazione. In Trentino i rincari dell'energia hanno portato a un negativo di circa 3 milioni di euro a cui si aggiunge l'inflazione per circa 4 milioni di euro.
A intervenire le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil (Qui articolo), ma anche le Funzioni pubbliche di comparto delle parti sociali. "Abbiamo evidenziato diversi problemi già a luglio - spiegano Pallanch e Tomasi - ma la politica è rimasta ferma e non ci sono stati incontri per affrontare le criticità che interessano le strutture sul territorio. In questi mesi la situazione non è migliorata e sono subentrate nuove emergenze che richiedono attenzione e soluzioni. L'invito alla Provincia è quello di potersi incontrare per poter trovare le contromisure. Necessario un incontro anche con Upipa che, in questi mesi, analogamente alla politica, non ha risposto alle nostre richieste di incontro, necessarie per stilare proposte tecniche per affrontare questo difficile momento storico".
C'è preoccupazione anche tra i sindacati per un settore molto importante per il Trentino. "Le difficoltà sono state purtroppo acuite dalle varie emergenze - aggiungono Pallanch e Tomasi - ma già a inizio legislatura avevamo evidenziato alcuni campanelli d'allarme, avevamo proposto un fondo perequativo ma non c'è stata la volontà di approfondire le azioni necessarie per garantire un comparto strategico del welfare: un settore che merita le dovute e doverose attenzioni".
Le parti sociali auspicano un cambio di passo della Pat. "C'è una preoccupazione non meno importante, c'è il rischio che a pagare sia il personale ormai stremato e che è costretto a sopperire alla carenza strutturale di lavoratori: non devono subire anche ricadute negative per queste situazioni. Abbiamo ottenuto la stabilizzazione dei precari nel protocollo politico ma questo proposito non può essere vanificato e chiediamo di concertare i criteri. C'è in gioco la sostenibilità delle strutture e il benessere degli ospiti, che richiedono attenzione e qualità. L'invito è quello di sedersi a un tavolo per dare risposte", concludono Pallanch e Tomasi.


















