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Caro energia e inflazione mettono in crisi le Rsa del Trentino: ''Buco da 6,8 milioni''. Serve l'intervento della Pat, Upipa: ''Se non arriva ci sarà l'adeguamento delle rette''

I rincari dell'energia hanno portato ad un negativo di circa 3 milioni di euro a cui si aggiunge l'inflazione per 3,8 milioni di euro. La presidente di Upipa: ''Per noi è impossibile pensare di razionalizzare i servizi per risparmiare". Il sei dicembre l'incontro in Provincia per cercare la soluzione 

Di Giuseppe Fin - 30 November 2022 - 05:01

TRENTO. Rincari e inflazione che portano sui bilanci delle Rsa un buco di 6 milioni e 800mila euro. E' l'importo che Upipa, l'ente che in Trentino riunisce il maggior numero di case di riposo sul territorio, ha comunicato alla Provincia e sul quale si sta ora lavorando per cercare una copertura evitando un aumento delle rette.  

 

Se prima a far segnare in rosso i bilanci delle strutture erano gli effetti della pandemia ora la situazione difficile è causata da un lato dagli aumenti dei costi dell'energia e dall'altro, invece, dall'inflazione che negli ultimi mesi è aumentata mettendo in ginocchio moltissimi enti. “Nella situazione attuale ci troveremo con l'80% di strutture con il bilancio in negativo a fine anno” spiega a il Dolomiti la presidente di Upipa, Michela Chiogna.

 

Nemmeno il tempo di ripianare i problemi economici causati dal Covid che ora se ne ripresentano immediatamente di nuovi. A settembre le Rsa avevano esposto alla Provincia la situazione. I rincari energetici erano stati valutati in 3 milioni di euro. 

 

“Quello che abbiamo proposto alla Provincia è una visione lungimirante evitando di tappare solamente l'emergenza attuale senza considerare quello che potrebbe arrivare il prossimo anno” ci spiega Chiogna. “Noi abbiamo proposto la creazione di un fondo di 2 milioni di euro per fare degli interventi di efficientamento nelle strutture che siano subito da mettere in cantiere e che siano soggetti a finanziamenti statali con il cosiddetto conto termico”. 

 

Soldi che andrebbero usati per  investimenti in led, pannelli solari, interventi che si possono fare in brevissimo tempo. La spesa sostenuta, grazie al “conto termico”, verrebbe poi recuperata in tempi brevi e le risorse reinvestite in altri interventi. “Per quanto riguarda i rincari energetici – spiega la presidente di Upipa – la seconda opzione proposta è quella di un intervento tramite Cassa del Trentino con il contributo per l'installazione di pannelli fotovoltaici ed anche in questo sarebbero investimenti di cui beneficerebbero tutti”.  

 

L'INFLAZIONE
E' addirittura superiore il peso che arriva dall'inflazione. “La nostra previsione è di un rosso causato dall'inflazione di 3 milioni 800 mila euro che sommato ai rincari ci porta a 6 milioni e 800 mila euro” spiega sempre la presidente Michela Chiogna. 

 

“Proprio in questi giorni abbiamo rendicontato la situazione a fine anno con una situazione peggiore rispetto a quella comunicata alla Provincia in settembre. E' stato registrato un boom dell'inflazione che ha avuto conseguenze negli aumenti del Tfr e anche nei costi di prodotti e servizi”. 

 

LA RICHIESTA ALLA PAT E IL RISCHIO DI UN AUMENTO DELLE RETTE
Il 6 dicembre si terrà un incontro in Provincia durante il quale si dovrebbe discutere sulle soluzioni da adottare. Non è il primo, le interlocuzioni vanno avanti da tempo per cercare di affrontare il momento difficile per tutti. 

Per noi è impossibile – spiega Chiogna – pensare di razionalizzare i servizi per risparmiare. Abbiamo avuto i rientri di chi era stato sospeso perché non vaccinato ma continuiamo ad essere con il personale all'osso. Non possiamo fare nulla noi per tagliare ulteriormente la spesa”. 

 

Le soluzioni sono quindi quelle già prospettate: contro i rincari energetici una programmazione e un  fondo per gli interventi di efficientamento energetico mentre per l'inflazione l'intervento economico diretto della Pat.  “Si dovrà trovare una soluzione di equilibrio per il 2023 – spiega Chiogna -  tra fondi da chiedere alla Pat e il contributo richiesto alle famiglie. Se dalla Provincia non arriveranno abbastanza soldi l'unica soluzione è l'adeguamento delle rette. Sarà una situazione difficile ma dobbiamo essere realisti”. 

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