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| 12 mar 2023 | 19:58

Dopo la denuncia di Athesia contro salto.bz Unterberger e Spagnolli sottoscrivono due leggi per arginare le “cause-bavaglio”: “Per una democrazia in salute serve una stampa libera”

Julia Unterberger e Luigi Spagnolli, rispettivamente presidente e vicepresidente vicario del Gruppo Autonomie al Senato, hanno deciso di sottoscrivere due proposte di legge contro le cause bavaglio dopo che il Gruppo Athesia ha fatto causa al portale online salto.bz

Dopo la denuncia di Athesia contro salto.bz Unterberger e Spagnolli sottoscrivono due leggi per arginare le
di Tiziano Grottolo

ROMA. Mettere un freno alle cosiddette cause bavaglio contro i giornalisti: lo chiedono la senatrice Julia Unterberger e il senatore Luigi Spagnolli, rispettivamente presidente e vicepresidente vicario del Gruppo Autonomie. I due senatori infatti hanno deciso di sostenere altrettanti disegni di legge sul tema.

 

“Purtroppo – spiegano – in Italia succede sempre più spesso che il potere politico ed economico ricorre a cause-bavaglio per silenziare giornalisti critici. Siccome nell’ambito penale la gran parte delle querele viene archiviata per manifesta infondatezza (nel 2017 è successo nel 67% dei casi ndr) si ricorre alle cause civili, sfruttando la lentezza del sistema giudiziario italiano”.

 

In campo internazionale il fenomeno è identificato con l’acronimo Slapp (Strategic lawsuit against public participation). “L’ultimo triste epilogo riguarda l’Alto Adige – commentano Unterberger e Spagnolli – qui a una piccola testata online è stato chiesto un risarcimento danni di 150mila euro da parte del più grande gruppo editoriale regionale. Per arginare queste cause pretestuose abbiamo sottoscritto due proposte di legge già depositate in Senato, quella del collega Mirabelli contro le liti temerarie e quella del collega Martella che interviene anche su altri elementi a tutela della libera informazione”.

 

La proposta Martella punta a riordinare l’intera materia, intervenendo sulle liti temerarie e cancellando la pena detentiva, retaggio del codice Rocco, per i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa. Vengono poi introdotte una serie di elementi a tutela delle persone effettivamente vittime di diffamazione, tra cui il diritto dell'interessato a domandare l'eliminazione dai siti internet e dai motori di ricerca dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione di legge.

 

Invece la proposta Mirabelli si concentra sull’articolo 96 del codice di procedura civile in materia di lite temeraria, prevedendo un’ipotesi di responsabilità aggravata civile di colui che, in malafede o con colpa grave, attivi un giudizio a fini risarcitori per diffamazione a mezzo stampa. L’attore, oltre alle spese processuali, dovrà pagare una somma stabilita dal giudice ma in ogni caso non inferiore al 25% di quella richiesta nella domanda risarcitoria.

 

“Queste cause pretestuose – concludono Unterberger e Spagnolli – rappresentano un abuso di diritto. Pertanto il nostro auspicio è che queste proposte di legge vengano calendarizzate al più presto, perché una stampa libera da ogni forma d’intimidazione è l’indice più importante dello stato di salute di una democrazia”.

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