Guerra dell'acqua, la Corte costituzionale boccia il Trentino e dà ragione al Veneto sulle concessioni idroelettriche di confine: "Una sentenza storica"
Il Trentino aveva impugnato una legge del Veneto sulle concessioni idroelettriche di confine. La Consulta dà ragione a Venezia. Il vice presidente della Provincia: "Si tratta di circa il 5% dei 141 milioni di kilowattora che vengono distribuiti gratuitamente. L'intenzione era quella di far valere le competenze, la sentenza della Corte costituzionale fa così 'cadere' l'esclusiva sulla cessione di energia"

TRENTO. La Provincia di Trento e la Regione Veneto devono trovare un accordo sulle concessioni idroelettriche al confine tra i due territori. A stabilirlo la Corte costituzionale con Palazzo della Consulta che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da piazza Dante.
La guerra dell'acqua tra Trentino e Veneto non si è placata, l'aprile dell'anno scorso Venezia aveva chiesto di aprire gli invasi per aumentare la portata dei fiumi e salvare l'agricoltura in fortissima sofferenza a causa della siccità. C'è stato qualche tentennamento a Trento e Bolzano, prima del via libera. Anche in questa primavera c'è stata una richiesta simile, bocciata in quel caso dalla Provincia.
Questa volta la partita riguarda l'energia elettrica. Nel 2020 Venezia aveva legiferato per introdurre l'obbligo per i concessionari di grandi derivazione di fornire annualmente e gratuitamente 220 kilowattora per ogni kilowatt di potenza nominale media attribuita in territorio veneto. Questa energia viene destinata per il 50% ai servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni.
Ogni anno, invece, la Provincia di Trento approva un piano di "riparto" dell'energia, un documento che conferma 141 milioni di kilowattora destinati ai servizi pubblici con un beneficio economico di 57 milioni e 800 mila euro, cifra che corrisponde all'onere che l'ente dovrebbe sostenere per acquistare l'energia utilizzata ai prezzi di mercato.
Nello specifico il nodo del contendere riguardava tra quattro concessioni di confine, tutto in capo alla Provincia di Trento: Eusebio Energia denominata Collicello nel Comune di Valstagna, Saviner nel Comune di Rocca Pietore, Primiero Energia Val Schener-Moline nel Comune di Sovramonte e Hydro Dolomiti Energia BussolengoChievo nel veronese. Una partita da 3 milioni sulla base dei dati dell'anno scorso, mediamente 1,5 milioni.
"C'è un'intesa del 2005 - spiega Mario Tonina, vice presidente della Provincia - in base alla quale le due concessioni sono disciplinate dal solo ordinamento provinciale. Il provvedimento riserva alle Province autonome l’assegnazione della quota gratuita di energia. La contestazione riguarda che la deliberazione della Giunta regionale veneta non è mai stata discussa e che questo viola il principio di leale collaborazione tra enti regionali con ripercussioni sulle competenze provinciali".
Così la Provincia aveva impugnato quella delibera del Veneto, ma la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso. "Questa sentenza - dice l'assessore veneto Gianpaolo Bottacin - sancisce che di fatto oggi il Veneto ha ottenuto lo stesso grado di autonomia della Provincia di Trento rispetto alla tematica dell'energia idroelettrica. Ho portato avanti questo processo per otto anni e finalmente anche la mia ultima delibera è stata riconosciuta anche dalla Corte Costituzionale come perfettamente legittima. Una sentenza epocale".
I due territori devono collaborare, i governatori Luca Zaia e Maurizio Fugatti hanno rassicurato che si troverà una soluzione. "La Provincia - aggiunge Tonina - non ha impugnato il provvedimento per la quota di energia gratuita ma per le ripercussioni sul proprio potere di destinare quella quota gratuita di energia a servizi pubblici e categorie di utenti provinciali. L'intenzione era quella di far valere le competenze legislative, la sentenza della Corte costituzionale fa così 'cadere' l'esclusiva sulla cessione di energia".
A ogni modo si tratta di circa il 5% dei 141 milioni di kilowattora che vengono distribuiti gratuitamente. "Sarà cura da parte nostra di ragionare e condividere questo percorso con il Veneto", conclude Tonina.













