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| 03 ago 2023 | 18:59

Guerra dell'acqua, "Ennesima brutta figura della Provincia leghista, 5 anni buttati via sulla tutela dell'autonomia", Maestri sul Trentino bocciato dalla Consulta

La Consulta ha dato ragione al Veneto sulle concessioni idroelettriche di confine. La consigliera del Pd, Lucia Maestri: "La Provincia leghista ancora una volta sconfitta in sede costituzionale. Ora il Patt, dopo aver abdicato alla sua storia, parteciperà a mettere a rischio l'autonomia del Trentino"

Guerra dell'acqua, Ennesima brutta figura della Provincia leghista

TRENTO. "Un'ennesima magra figura alle spese del Trentino, quella che la Giunta provinciale ha incassato con la plateale bocciatura dal ricorso". A dirlo Lucia Maestri. La consigliera del Partito Democratico interviene dopo che il Trentino è stato bocciato dalla Consulta per dare ragione al Veneto sulle concessioni idroelettriche di confine. "Alla faccia della 'prospettiva di collaborazione con il nord-est' vantata da Fugatti). Ovviamente è subito scattata la gara delle dichiarazioni. Tutti assicurano che una soluzione sarà trovata a breve, ma ciò che veramente conta è la sconfitta, ancora una volta, dell’autonomia speciale in sede costituzionale".

 

Negli scorsi giorni la Corte costituzionale ha, infatti, dichiarato inammissibile il ricorso presentato da piazza Dante sulle concessioni idroelettriche al confine tra i due territori. Eusebio Energia denominata Collicello nel Comune di Valstagna, Saviner nel Comune di Rocca Pietore, Primiero Energia Val Schener-Moline nel Comune di Sovramonte e Hydro Dolomiti Energia BussolengoChievo nel veronese. Una partita da 3 milioni sulla base dei dati dell'anno scorso, mediamente 1,5 milioni.

 

Nel 2020 il Veneto aveva legiferato per introdurre l'obbligo per i concessionari di grandi derivazione di fornire annualmente e gratuitamente 220 kilowattora per ogni kilowatt di potenza nominale media attribuita in territorio veneto. Questa energia viene destinata per il 50% ai servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni.

 

La Provincia aveva impugnato la norma ma la decisione di palazzo della Consulta dà ragione a Venezia: Trentino e Veneto devono mettersi d'accordo. Si tratta di circa il 5% dei 141 milioni di kilowattora. L'assessore veneto Gianpaolo Bottacin ha parlato di "sentenza epocale", mentre il vice presidente della Provincia, Mario Tonina, è intervenuto per spiegare che il provvedimento era stato impugnato "non per la quota di energia ma per le possibili ripercussioni sulle competenze" (Qui articolo).

 

"Questa legislatura, segnata dall’evidente incapacità della Giunta provinciale di tutelare in qualsiasi sede politica e di giudizio la nostra specialità, ha dimostrato soprattutto lo scollamento evidente tra il governo provinciale e le Istituzioni dello Stato", aggiunge Maestri. "Su quasi ogni questione sottoposta a valutazione del governo, che sia quello 'amico' di Conte, Salvini e Di Maio, quello 'tecnico' di Draghi, adesso quello 'osannato' di Meloni, si sono sempre registrate nette chiusure davanti alle istanze dell’autonomia speciale e all’affermazione delle nostre competenze primarie".

 

A ogni modo questa sentenza si aggiunge alle tante bocciature ricevute dalla Consulta nell'arco di questi 5 anni a trazione leghista. "E così, mentre Fugatti a differenza di Kompatscher si è ben guardato dal frequentare assiduamente i palazzi romani e quelli comunitari dove si prendono le decisioni che contano, gli esiti sono sotto gli occhi di tutti: leggi e provvedimenti quasi tutti impugnati; contrapposizione costante su temi essenziali e strategici; mancanza di dialogo istituzionale su questioni dirimenti; nomina di 'amici' in sostituzione di riconosciuti tecnici nella Commissione dei Dodici e via dicendo. Questo è il bilancio di un quinquennio 'buttato via', soprattutto sul versante della tutela dell’autonomia. E non conforta affatto sapere che adesso il Patt, dopo aver abdicato alla sua storia, contribuirà al futuro. Il rischio infatti è che non ci sia un futuro dell’autonomia. Anche grazie alle Stelle Alpine", conclude Maestri.

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