La Corte costituzionale boccia una norma dell'Alto Adige sugli appalti, Gennaccaro (La Civica): "Un duro colpo al cuore della nostra autonomia"
La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di un articolo della legge sugli appalti della Provincia di Bolzano perché lede i principi di trasparenza, parità di trattamento e concorrenza. Il Consigliere provinciale de La Civica, Angelo Gennaccaro: "Una decisione a scapito delle imprese e delle amministrazioni pubbliche altoatesine, con pregiudizi sulle tempistiche delle procedure già oggi molto dispendiose"

BOLZANO. La Corte costituzione ha bocciato un articolo della legge sugli appalti della Provincia di Bolzano. La norma, impugnata dal governo, prevedeva che solo solo il vincitore della gara d'appalto avesse l'obbligo di indicare, in sede di gara, il costo della manodopera e del personale e le spese in materia di sicurezza.
In questo modo, si evitava che tutti i partecipanti alle gare di appalto, anche se non aggiudicatari delle commesse pubbliche, dovessero produrre questi documenti. La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale perché lede i principi di trasparenza, parità di trattamento e concorrenza.
"Così viene meno una semplificazione", la presa di posizione di Angelo Gennaccaro, consigliere provinciale de La Civica. "Una decisione a scapito delle imprese e delle amministrazioni pubbliche altoatesine, con pregiudizi sulle tempistiche delle procedure già oggi molto dispendiose".
La legge altoatesina è in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione che riserva allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela della concorrenza.
"La sentenza di oggi limita ulteriormente le nostre competenze legislative, evidenziando quanto la modifica dello Statuto di autonomia sia urgente e indifferibile. Ora sarà importante definire gli effetti di questa sentenza sulle gare di appalto in corso, a garanzia della certezza del diritto e della legittimità delle procedure. Spiace constatare che il governo abbia deciso di impugnare questa legge provinciale e che non sia stato possibile concordare una modifica, che fosse accettabile anche per la Provincia. Ogni sentenza della Corte costituzionale sfavorevole alla Provincia è un duro colpo al cuore della nostra autonomia”, conclude Gennaccaro.












