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Diga del Vanoi, il Veneto tira dritto nonostante i "No" di Trentino e Belluno. Manica: "Fugatti intende subire i diktat di Zaia? Preoccupati dal silenzio"

Recentemente la Regione Veneto ha votato a favore del progetto. Il consigliere provinciale del Pd, Alessio Manica: "Sono ormai passati alcuni giorni dal voto e la Giunta provinciale non ha ancora detto una parola in merito a questo fatto preoccupante e ciò rischia di minare la nostra credibilità e la serietà delle nostre posizioni"

Di Luca Andreazza - 12 aprile 2024 - 12:25

TRENTO. "Il presidente Fugatti intende subire i diktat di Zaia sulla diga del Vanoi?", queste la domanda di Alessio Manica, capogruppo in consiglio provinciale del Partito Democratico. Negli scorsi giorni la maggioranza in Regione Veneto ha respinto la mozione delle opposizioni che chiedeva di impegnare la Giunta veneta a rinunciare all'opera (Qui articolo). "Riceviamo con non poca preoccupazione l'esito del voto".

 

L'opera andrebbe a incidere sulla vallata del Vanoi tra Trentino e Veneto sull’omonimo torrente: qui, in territorio comunale di Lamon (Belluno) si vorrebbe edificare una grande diga, alta circa 120 metri, che formerebbe un bacino tra i 33 e i 40 milioni di metri cubi.

 

Un progetto la cui prima ideazione risale addirittura al 1922 e la cui versione più recente e ora dibattuta è del 1998, pensato innanzi tutto per la produzione idroelettrica ma sempre più, negli anni recenti, propugnato come serbatoio necessario per alimentare l’asta del Brenta ed affrontare la crisi idrica che ciclicamente colpisce la pianura veneta (QUI L'APPROFONDIMENTO anche per uno spreco dell'acqua soprattutto a livello agricolo che necessita di importanti riforme e aggiornamenti tecnici). Una decisione contraria alla volontà del Trentino e del Bellunese.

 

"Un’ ulteriore richiesta era quella di prendere in considerazione le preoccupazioni espresse dai territori che dovrebbero ospitare l’opera e coinvolgere nel processo decisionale le istituzioni locali", spiega Manica. "Il tutto è stato prontamente respinto e condito da dichiarazioni di consiglieri della maggioranza che, senza alcun ritegno, hanno implicitamente definito i territori di montagna come zone di serie B".

 

Il 6 febbraio scorso il Consiglio provinciale a Trento aveva approvato all'unanimità una mozione presentata dal gruppo del Pd del Trentino per ribadire una netta contrarietà alla costruzione dell’opera. "Sono ormai passati alcuni giorni dal voto e la Giunta provinciale non ha ancora detto una parola in merito a questo fatto preoccupante e ciò rischia di minare la nostra credibilità e la serietà delle nostre posizioni. Sulla contrarietà al progetto della diga sul Vanoi la Provincia deve essere ferma e non fare sconti alla Regione Veneto perché la costruzione dell’opera interesserebbe per buona parte il territorio trentino e andrebbe ad avere delle ricadute estremamente negative sul lato ambientale non solo dopo la realizzazione dell’invaso, bensì anche nella fase di costruzione che vedrebbe la messa a terra di un enorme cantiere nella zona della Val Cortella".

 

Il gruppo del Partito Democratico ribadisce la necessità che la Giunta rispetti gli impegni "facendo pesare la contrarietà trentina all’opera in tutte le sedi. Non vorremmo che la vicinanza politica tra i due governi portasse a un atteggiamento ambiguo o perlomeno di sottostima della vicenda: lo stile della pacca sulla spalla non è certo adeguato a queste tematiche, dove servono atti formali e netti". La richiesta all'esecutivo guidato da Fugatti è "di una presa di posizione ufficiale sulla vicenda", conclude Manica.

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