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| 30 lug 2023 | 20:56

In arrivo contributi per sostituire gli impianti a biomassa (stufe o caldaie a legna) con sistemi a zero emissioni o certificazione ambientale

La somma prevista per questo importante progetto che servirà a contribuire al miglioramento della qualità dell'aria è pari a 4,7 milioni ed arriva dal Mase. A questi si aggiungono 300mila euro per consolidare i buoni risultati del progetto “BrennerLec”

In arrivo contributi per sostituire gli impianti a biomassa (stufe o caldaie a legna) con sistemi a zero emissioni o
di Redazione

TRENTO. Grazie alle risorse messe in campo dal Ministero dell'Ambiente e sicurezza energetica la Provincia prevede di incentivare con una cifra pari a 4,7 milioni di euro per la sostituzione di dispositivi obsoleti alimentati a biomassa. Potranno essere finanziati gli interventi di sostituzione di impianti obsoleti alimentati a biomassa (stufe o caldaie a legna) con altri sistemi di generazione del calore a zero emissioni o con nuovi impianti a biomassa dotati di certificazione ambientale.

 

Tutto ciò è previsto previsto nelle modifiche e integrazioni, approvate dalla Giunta provinciale con un provvedimento proposto dal vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, all’Accordo di programma sottoscritto lo scorso anno tra la Provincia autonoma di Trento, i quattro Consorzi BIM del Trentino, la Federazione Trentina della Cooperazione e l'Associazione Artigiani Trentino per il sostegno delle iniziative legate alle energie provenienti da fonti rinnovabili.

 

“Ha dato ottimi risultati – sottolinea Tonina – la collaborazione nella gestione degli incentivi con i soggetti che avevano firmato l’accordo un anno fa. C’è oggi la condivisa consapevolezza dell’importanza di proseguire su questa strada e per questo si è deciso di integrare il precedente accordo per comprendere anche la possibilità di assegnare un contributo per la sostituzione degli impianti alimentati a biomassa presenti sul territorio provinciale. Tutto ciò per contribuire al miglioramento della qualità dell'aria. L’iniziativa è coerente con le politiche provinciali e con i contenuti dell'Accordo sottoscritto con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per l'adozione di misure per il miglioramento della qualità dell'aria. Alle sfide poste dai costi energetici e dai cambiamenti climatici in atto, il Trentino è chiamato a rispondere e dare il suo contributo agendo come un sistema. Lo dobbiamo fare soprattutto per le generazioni più giovani che guardano al futuro ponendosi e ponendoci domande importanti”.

 

Il protocollo firmato lo scorso anno prevedeva di attivare forme di incentivazione nei confronti delle famiglie trentine per stimolare l’installazione di impianti fotovoltaici e/o sistemi di accumulo, anche in funzione della futura costituzione e diffusione di comunità energetiche rinnovabili in Trentino. La Giunta provinciale lo aveva approvato con la deliberazione n.967 del 27 maggio 2022. Con la deliberazione n. 579 del 31 marzo 2023 la Giunta Provinciale ha approvato inoltre l'Accordo di programma con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'adozione di misure per il miglioramento della qualità dell'aria in provincia di Trento. L’accordo, nel definire gli impegni delle parti e individuando una serie di interventi comuni da porre in essere nei settori maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti, assegna alla Provincia autonoma di Trento risorse pari a 5 milioni di euro.

 

Con le risorse messe a disposizione dal Mase, l’Amministrazione provinciale prevede di incentivare con una cifra pari a 4,7 milioni la sostituzione di dispositivi obsoleti alimentati a biomassa e, in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano e con l’autostrada A22, di destinare una cifra pari a 300 mila euro a consolidare i buoni risultati del progetto “BrennerLec” nella gestione dinamica dei flussi di traffico e riduzione della velocità in ambito autostradale.

 

D'altronde la Direttiva UE 2018/2001 stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, fissando al contempo quale obiettivo collettivo vincolante per l’Unione che la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia debba essere almeno pari al 32% nel 2030. Con la Legge provinciale 2 maggio 2022, n. 4, sono state introdotte nell’ordinamento provinciale alcune semplificazioni al fine di promuovere il ricorso alla produzione di energia da fonti rinnovabili nel territorio provinciale, nonché di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili.

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