La corte dei conti cita (di nuovo) in giudizio Valduga ma il centrosinistra tira dritto: ''Non aggiunge nulla alle valutazioni già fatte, avanti così''
La Corte dei conti ipotizza un danno erariale da oltre 460 mila euro a Valduga per aver reiterato il conferimento dell'incarico di dirigente a Mauro Amadori. L'Alleanza Democratica Autonomista però guarda avanti: "Fiducia rinnovata al candidato presidente"

TRENTO. C'è già una condanna della corte dei conti per Francesco Valduga, una vicenda sulla quale pende un ricorso (Qui articolo). Intanto però i giudici contabili hanno acceso nuovamente i fari sul sindaco di Rovereto e candidato presidente per il centrosinistra: l'ipotesi è di danno erariale da oltre 460 mila euro per la reiterazione del conferimento dell'incarico di dirigente e di direttore generale dell’Ente locale a Mauro Amadori (Qui articolo).
Intanto il centrosinistra conferma il sindaco della città della Quercia alla guida della coalizione. "La contestazione della Procura della Corte dei conti che in queste ore ha riguardato Francesco Valduga, non aggiunge nulla di nuovo alle pregresse valutazioni che avevano portato l'Alleanza Democratica Autonomista a scegliere la sua persona. L’Alleanza - si legge nella nota - dopo aver rinnovato la fiducia al proprio candidato presidente, ha proseguito il lavoro di confronto tra le forze politiche in vista delle prossime iniziative programmatiche".
La Procura della Corte dei conti, dopo aver acquisito e non condiviso le difese svolte nella fase preprocessuale dall’avvocato Natale Callipari, nell’interesse del sindaco Valduga, l'ha citato a giudizio per un danno erariale di 461.249,47 euro in pregiudizio del Comune di Rovereto, "ritenendo - si legge - che la consapevole e reiterata violazione della disciplina dei requisiti per ricoprire un incarico di dirigente e, quindi, di direttore generale, contenuta in specifiche norme di legge e del regolamento del Comune di Rovereto integrasse una fattispecie dolosa di responsabilità amministrativo-contabile il cui danno erariale è stato quantificato in misura pari agli esborsi sostenuti per remunerare Amadori, incaricato sine titulo dal sindaco Valduga".
Ripercorrendo i fatti come emersi per la prima condanna (Qui articolo): a quattro mesi dalla sua prima elezione a sindaco di Rovereto nel 2015, Valduga decide di assumere un direttore generale. Il processo di selezione dei 26 candidati al bando è portato avanti da una commissione che, tra le varie domande e curriculum presentati, identifica i 6 profili ritenuti maggiormente idonei. Tra questi poi, dopo i colloqui, il primo cittadino sceglie Amadori.
Lo stesso Amadori però, secondo la Corte dei Conti, non avrebbe avuto i requisiti per essere assunto come dirigente, essendo all'epoca solo un funzionario. Ecco quindi che all'Amministrazione si contesta d'aver prima nominato Amadori dirigente e averlo poi fatto direttore generale. Un doppio passaggio che, secondo la magistratura contabile, rappresenta un illecito proprio in virtù della mancanza di qualifiche di Amadori, che tutt'oggi rimane direttore generale dopo la proroga arrivata lo scorso anno.
All'epoca della prima condanna Valduga aveva spiegato che "la trasparenza nel processo di selezione è garantita dalla presenza di un bando. La commissione che ha selezionato i profili più idonei era costituita da personalità di assoluto livello, alcune di loro anche esterne come Emanuela Pierotti, responsabile del Servizio organizzazione umane del Comune di Bolzano e Chiara Morandini, direttore generale del Comune di Trento”.
Sulla legittimità della nomina di Amadori, aveva detto poi il sindaco: “Si è espressa per ben due volte la Regione, organo depositario del regolamento stesso. Per quanto riguarda il danno erariale che ci viene contestato, i risultati del lavoro svolto in questi anni in vari ambiti dal direttore generale sono tangibili e la stessa Corte dei Conti ha citato il Comune di Rovereto come esempio virtuoso”.
Il primo cittadino aveva presentato ricorso. Nel frattempo però Valduga avrebbe recuperato delle prove che non erano state raccolte prima, anche a causa dell'emergenza Covid. Prove che dovrebbero confermare la bontà dell'operato del primo cittadino e sulla base delle quali sarebbe stata decisa la conferma di Amadori, ora contestata dalla Corte dei conti e in attesa dell'appello relativo alla prima condanna.
L'udienza per la discussione del nuovo giudizio è stata fissata per il 15 novembre, dopo le elezioni provinciali. Intanto arriva la difesa di Valduga per tramite dell'avvocato Natale Callipari. Una nota che pubblichiamo in forma integrale.


















