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Caso Amadori, Valduga si difende chiamando in causa la Regione ma difficilmente la risposta a un'interrogazione potrà valere come parere giuridico

Il riferimento del primo cittadino va alle risposte date dall'allora assessore regionale competente, Noggler, a Claudio Cia e che, riassumendo, avrebbero avallato la nomina del direttore generale Amadori fatta dalla prima Giunta Valduga. Atti che però difficilmente potranno essere fatti passare per dei pareri

Di Luca Andreazza - 16 June 2021 - 19:24

ROVERETO. "Stiamo approfondendo la documentazione". Così l'ufficio Enti locali della Regione dopo che l'ente è stato tirato in ballo dal sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, per ''difendersi'' dalla sentenza della Corte dei conti arrivata la settimana scorsa. Il riferimento del primo cittadino va alle risposte date dall'allora assessore regionale competente, Noggler, a Claudio Cia e che, riassumendo, avrebbero avallato la nomina del direttore generale Amadori fatta dalla prima Giunta Valduga.

 

Atti che però difficilmente potranno essere fatti passare per dei pareri (che in alcun modo possono essere vincolanti) in quanto, appunto, si configurano quali risposte politiche a firma di un assessore e non dei servizi preposti. Gli iter di una richiesta di parere e una risposta a un'interrogazione, infatti, sono inoltre molto diversi, anche nel grado di quello che può essere l'approfondimento di un caso specifico e di una fattispecie.  

 

 

La vicenda ormai è nota: la magistratura contabile ha condannato al risarcimento di un danno erariale, quantificato in circa 310 mila euro (di cui circa 120 mila direttamente attribuiti al sindaco), la prima Giunta Valduga dopo la nomina di Mauro Amadori a direttore generale (Qui articolo). 

 

 

Nel commentare la sentenza, il sindaco si è chiesto "come possa prefigurarsi il dolo, quando si è svolta una regolare procedura di selezione, legittimata anche dal parere favorevole dell'organo sovraordinato”. Sarebbe stato, infatti, l'allora assessore regionale agli enti locali Josef Noggler nel rispondere a un'interrogazione presentata da Claudio Cia come i dubbi sulla selezione di Amadori fossero "infondati". 

 

E nel corso del Consiglio comunale Valduga ha ricordato che si è trattato di una selezione pubblica "concepita - continua - da uffici comunali insieme a quelli regionali, che ne vagliano la legittimità, con una commissione fatta dai dirigenti dei due più grandi Comuni della Regione e che ha visto 26 candidatinessuno dei quali ha fatto opposizione alla scelta fatta" (Qui articolo).

 

 

La vicenda è naturalmente complessa e le vie giuridiche possono riservare sorprese, mancano ancora gli altri gradi di giudizio. Anche se appare difficile potersi aggrappare alle risposte contenute nelle interrogazioni, che affrontano solo in parte la nomina oggetto della sentenza: "Valzer dei dirigenti nel Comune di Rovereto: ruoli dirigenziali a soggetti fiduciari di nomina politica?" e "Vizi di legittimità per la deliberazione del Comune di Rovereto che modifica l'organizzazione delle strutture?", i titoli delle interrogazioni che portano la firma di Cia.

 

 

Interrogazioni che non sembrano tanto analizzare la fattispecie della procedura di selezione quanto l'organizzazione e la divisione delle competenze, le ragioni di opportunità della nomina di un "city manager".

 

A ogni modo i dubbi sono "infondati" per quanto riguarda la parte sulla "legittimità del provvedimento di riorganizzazione della struttura comunale in relazione alle competenze del direttore generale per il fatto che il proponente del provvedimento sia una figura di nomina politica e fiduciaria e non un 'organo del comune titolato a farlo'; e l'espressione del 'parere in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa' da parte dello stesso direttore generale in quanto proponente del provvedimento (e non da parte del responsabile della struttura o in sua vece, del segretario generale del Comune)" e "circa le modalità attraverso le quali si è pervenuti da parte del sindaco di Rovereto alla nomina del direttore generale".

 

E' la prima interrogazione che avrebbe forse dovuto far suonare qualche campanello d'allarme.  Una risposta che si chiude con "La Regione non dispone degli elementi di valutazione in base ai quali l'Amministrazione comunale di Rovereto ha deciso di affidare l'incarico di direttore generale a un dirigente con contratto a tempo determinato, ne ha titolo per chiedere chiarimenti all'Amministrazione stessa, considerato che (come più volte precisato) ai Comuni è riconosciuta un'ampia autonomia costituzionalmente garantita".

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