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Caso Valduga, Cia: “Nel 2016 una certa arroganza da parte del sindaco nelle sue risposte, ora renda conto del suo operato ai cittadini”

Il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia è intervenuto a Rovereto sulla vicenda relativa alla condanna del primo cittadino della Città della quercia: “Non voglio pensare abbia agito in malafede, spero nell'assoluzione, ma questo dimostra che all'epoca non dicevo il falso”

Pubblicato il - 21 giugno 2021 - 19:06

ROVERETO. “Affinché i cittadini di Rovereto non si scoprano traditi dal proprio sindaco, spero in un'assoluzione per Valduga. Nel 2016 però mi aveva attaccato, dandomi del falso: spero la sentenza della Corte dei Conti abbia riportato dal suo mondo ideale alla realtà il sindaco. Se nel 2016 non ha voluto rispondere a me ora dovrà rispondere ai suoi cittadini”. A parlare in merito alla posizione del suo partito sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il primo cittadino della Città della quercia Francesco Valduga è il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia

 

Una vicenda, quella relativa alla nomina a direttore generale del Comune di Mauro Amadori (giudicata illegittima dalla magistratura contabile, Qui Articolo), sulla quale Cia aveva espresso dei dubbi ancora 5 anni fa. Il consigliere provinciale aveva infatti presentato due interrogazioni sulla questione ("Valzer dei dirigenti nel Comune di Rovereto: ruoli dirigenziali a soggetti fiduciari di nomina politica?" e "Vizi di legittimità per la deliberazione del Comune di Rovereto che modifica l'organizzazione delle strutture?”), alle quali l'allora assessore regionale competente, Noggler, aveva risposto parlando di “dubbi infondati”. Ed è in parte proprio su questa risposta che il sindaco di Rovereto sta cercando di costruire la sua difesa (anche se la risposta ad un'interrogazione difficilmente potrà valere come parere giuridico Qui Articolo).

 

“Non è pensabile che un sindaco possa gestire la cosa pubblica con eccessiva disinvoltura – ha dichiarato questa mattina Cia – affinché i cittadini di Rovereto non si scoprano traditi dal proprio sindaco, spero che l’iter giudiziario si risolva in un’assoluzione di Valduga; non voglio infatti pensare che egli abbia agito in malafede, causando un significativo danno erariale alla sua città. A prescindere dall’aspetto giudiziario, vi è però un dato di carattere politico preoccupante: è emersa infatti una certa arroganza da parte di Valduga che nel 2016, per considerazioni politiche fatte dal sottoscritto sulla situazione che lo vede coinvolto, mi aveva attaccato a livello personale definendomi persona 'falsa' e con 'rara disonestà intellettuale', e aggiungendo inoltre: 'Se fosse per Cia e i suoi argomenti non avrei nemmeno necessità di rispondere, ritengo che la qualità del dibattito politico debba essere più alta'. La sentenza della Corte dei Conti spero abbia riportato dal suo mondo ideale alla realtà il sindaco, e se non ha voluto rispondere a me nel 2016 per ‘volare in alto’ nella sua concezione di politica, è oggi doveroso che dia le dovute risposte ai suoi cittadini”.

 

L'autonomia trentina, continua Cia: “Deve basarsi su efficienza, trasparenza e condivisione. Autonomia quindi, e non paravento dietro al quale celare modi di fare poco chiari, e neppure autoreferenzialità, come quella dimostrato dal sindaco nel definire 'incomprensibile' una sentenza che paventa 'l'esercizio di un potere discrezionale in aperta violazione della legge'. Ho anche trovato assolutamente scorretta la comparazione fra la situazione della sindaca di Crema, che ha ricevuto un avviso di garanzia perché un bambino si è schiacciato un dito all’asilo, e quella di Valduga che, come emerge dall’attuale sentenza, genererebbe un importante danno erariale al Comune di Rovereto”.

 

Si è detto preoccupato della situazione anche il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Pier Giorgio Plotegher soprattutto perché, dice: “Il Comune di Rovereto attraversa una fase delicata negli ambiti del lavoro, della viabilità e della sicurezza. Un sindaco che deve difendersi in un procedimento giudiziario che si preannuncia lungo e complicato, per forza di cose riuscirà ad occuparsi con meno attenzione e dedizione alle problematiche urgenti di Rovereto”.

 

“I cittadini di Rovereto – ha aggiunto in conclusione la consigliera comunale di FdI Cristina Luzzi – mostrano perplessità sulle conseguenze che potrebbe comportare la conferma del direttore generale Amadori. Cosa succederà ora con gli atti da lui emanati in passato, e che continuerà ad emanare in futuro nel suo confermatissimo ruolo? Sono legittimi o nulli? I cittadini di Rovereto meritano una risposta chiara e tempestiva a riguardo”.

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