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Condanna Valduga, Canestrini: “Chiederemo le dimissioni del sindaco e della Giunta”

Da Rinascita arriva la dura critica, Canestrini: “Grave il tentativo di 'edulcorare' la vicenda, facendola passare come uno dei tanti casi di responsabilità oggettiva, la Corte dei conti ha parlato di dolo nei confronti di Valduga, di Giorgio e Viesi”

Di Filippo Schwachtje - 15 giugno 2021 - 17:01

ROVERETO. Dopo la sentenza di condanna emessa dalla Corte dei Conti nei confronti del sindaco di Rovereto Francesco Valduga (e di tutta la giunta, più diversi dirigenti) in merito all'assunzione giudicata illegittima di Mauro Amadori a Direttore generale, Rinascita si dice pronta a chiedere le dimissioni del primo cittadino questa sera, 14 giugno, in Consiglio: “Non crediamo nell'equazione 'condanna equivale a dimissioni', ma in questo caso è il tenore della sentenza che ci impressiona molto. Quando un ente che non ha nessuna motivazione politica o strategia elettorale dice che c'è stato un tentativo di sottrazione ad ogni possibilità di controllo di tutta una serie di atti importantissimi di un Comune, credo che le dimissioni siano doverose”.

 

La vicenda ormai è nota: la magistratura contabile ha condannato al risarcimento di un danno erariale, quantificato in circa 310mila euro (di cui circa 120mila direttamente attribuiti al sindaco), la prima giunta Valduga dopo la nomina di Mauro Amadori a direttore generale. “Le incolpazioni sono circostanziate – spiega la consigliera di Rinascita Gloria Canestrini – la sentenza affronta in modo molto dettagliato tutto l'iter, partendo dal 2016, quando la Giunta attribuisce la qualifica di dirigente ad Amadori per poi elevarlo a direttore generale”. Amadori però all'epoca non aveva, secondo la Corte dei conti, le qualifiche per ricoprire il ruolo, essendo solo funzionario di categoria D e non dirigente. “Riferendosi a questo doppio passaggio – continua Canestrini – la Corte parla di uno 'stratagemma', una procedura illegittima 'architettata' dal sindaco”.

 

Procedure che configurerebbe quindi il dolo per il primo cittadino, nonostante il tentativo di Valduga, dice Canestrini: “Di 'edulcorare' l'accaduto tirando in ballo il concetto di responsabilità oggettiva, che negli scorsi giorni ha avuto tanto risalto in Italia. Quando si parla di dolo però la responsabilità è personale di definizione e si parla di intenzionalità dell'azione”.

 

“Il danno d'immagine per tutta la città è grande – sottolinea la consigliera di Rinascita – e se, come pare, il sindaco avesse intenzioni di ricorrere in appello, i tempi fortemente dilatati del giudizio non farebbero che renderlo peggiore, senza contare che nel frattempo il direttore generale si troverebbe a lavorare in una condizione di sostanziale illegittimità”.

 

Canestrini spiega che questa sera in Consiglio chiederà: “Le dimissioni del sindaco e di tutta la giunta. In questo caso sono stati gli amministratori stessi ad aver danneggiato il Comune: nella Città della quercia ci sono circa 480 dipendenti, di cui 12 dirigenti e 75 funzionari di categoria D, la stessa qualifica di Amadori che però, come direttore generale, aveva l'importantissimo compito di coordinare le loro attività e quelle dei dirigenti”.

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