Nuova stangata per Francesco Valduga dalla Corte dei Conti, l'ex sindaco di Rovereto condannato a pagare 331mila euro per il caso Amadori
La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Trento ha condannato l'ex sindaco di Rovereto Francesco Valduga al pagamento in favore del Comune della somma di 331.046 euro per la “reiterazione del conferimento dell'incarico di dirigente e direttore generale del Comune a Mauro Amadori”

ROVERETO. La Corte dei Conti condanna l'ex sindaco di Rovereto Francesco Valduga per l'affidamento dell'incarico di direttore generale del Comune a Mauro Amadori. A renderlo noto è la stessa Procura contabile con una nota nella quale conferma di aver condannato Valduga “in parziale accoglimento” delle richieste della Procura regionale (che aveva citato a giudizio l'ex primo cittadino della Città della quercia per un danno erariale di oltre 461mila euro) al pagamento in favore del Comune della somma di 331mila euro. Il 'caso', come detto, è quello già riportato in diverse occasioni (Qui e Qui Articolo): il conferimento (nel caso specifico, per i magistrati contabili, reiterato) dell'incarico prima di dirigente e poi di direttore generale a Mauro Amadori.
“L'operato del sindaco – dice infatti la Procura contabile – era già stato oggetto del vaglio da parte della Corte dei conti che, con sentenza numero 81/2021, aveva condannato il dottor Valduga, unitamente alla Giunta comunale, per aver conferito, per il periodo 2015-2020, l'incarico di dirigente a tempo indeterminato e, immediatamente dopo, quello di direttore generale ad Amadori, funzionario della Provincia autonoma di Trento”. Un danno erariale contestato in questo primo procedimento (di primo grado, per il quale è stato presentato ricorso) pari a ben 310mila euro (dei quali più di un terzo attribuiti direttamente allo stesso Valduga, che avrebbe agito “con dolo”).
“Le puntuali indagini svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Rovereto – scrive ancora la Corte dei Conti – hanno consentito di accertare che il sindaco Valduga, nonostante avesse già ricevuto la contestazione della Procura contabile sulla assenza dei requisiti di Amadori, ha reiterato, con atti adottati in prima persona, il conferimento dell'incarico di dirigente nonché di direttore generale sino alla fine del primo mandato di sindaco e, quindi, sino alla fine del mandato in corso con ulteriori provvedimenti adottati sempre dal sindaco medesimo subito dopo la propria rielezione, avvenuta nell'ottobre 2020”.
“La Procura della Corte dei conti – si legge nella nota diffusa dalle autorità – aveva citato a giudizio l'ex primo cittadino di Rovereto per un danno erariale di 461.249 euro, ritenendo che la consapevole e reiterata violazione della disciplina dei requisiti per ricoprire un incarico di dirigente e, quindi, di direttore generale, contenuta in specifiche norme di legge e del regolamento del Comune di Rovereto integrasse una fattispecie dolosa di responsabilità amministrativo-contabile il cui danno erariale è stato quantificato in misura pari agli esborsi sostenuti per remunerare il dottor Amadori, incaricato sine titulo dal sindaco Valduga. La sentenza della sezione giurisdizionale ha confermato l'attribuzione di responsabilità all'amministratore a titolo di dolo, pur operando una riduzione dell'importo del danno richiesto, ritenendo che l'ente locale abbia comunque tratto una qualche utilità dalla prestazione resa dal direttore generale, benché la sua nomina sia risultata illegittima”.













