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Trento
07 maggio | 16:30

"Da Gerosa le solite autocelebrazioni, distorce i numeri di un magro risultato elettorale", Cia: "Altro che nuovi equilibri, a livello provinciale non è cambiato nulla"

Il consigliere provinciale Claudio Cia replica all'analisi di Francesca Gerosa: "La vicepresidente cerca di capitalizzare un risultato modesto per tentare di rafforzare la propria posizione politica personale. Vorrebbe usare un voto locale come leva per condizionare equilibri provinciali. La rassicuro: a livello provinciale non è cambiato nulla"

di MOb

TRENTO. "Intervengo a seguito delle strabordanti dichiarazioni rilasciate oggi dalla vicepresidente Francesca Gerosa nelle quali si premura di chiamarmi in causa per paragonare il mio risultato del 2015 a quello della candidata Ilaria Goio. Lo fa piegando i numeri, fuori contesto e con l’unico obiettivo evidente: quello di usare anche il magro risultato delle elezioni comunali per alimentare il proprio protagonismo personale".

 

Comincia così la lunga nota inviata alla redazione de il Dolomiti dal consigliere provinciale Claudio Cia: l'ex candidato sindaco e figura di spicco del centrodestra trentino, insomma, non le manda a dire. E nel mirino entra la vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa

 

"È bene ricordarlo - prosegue Cia -: nel 2015 ottenni il 31,03% dei consensi in un contesto politicamente ostile, con il centrosinistra al potere sia a Roma che a Trento. Il mio ruolo fu quello di rappresentare una coalizione, non me stesso e non la mia lista di appartenenza. E chi c’era allora lo ricorderà bene: da parte di alcuni, nella mia stessa lista civica, emersero persino dei malumori per non averla "trascinata" abbastanza, proprio perché sentivo la responsabilità di essere il candidato di tutti, non di qualcuno".

 

"Ben diversa la linea imposta da Francesca Gerosa, che pur non essendosi nemmeno candidata ha saputo trasformare la candidata sindaco Goio in una figura secondaria, spersonalizzandola fino al punto da farla quasi sparire dai materiali elettorali. Non lo dico io, lo documentano i giornali locali: nei volantini ufficiali di Fratelli d’Italia le vere protagoniste erano Giorgia Meloni e Francesca Gerosa, mentre la candidata sindaco veniva relegata in panchina. Altro che spirito di coalizione".

 

L'attacco di Cia si concretizza non solo nei metodi, ma anche nell'analisi "numerica" dei voti: "Gerosa insiste nel voler leggere le preferenze come misura del successo, dimenticando – o forse ignorando volutamente – che dei 6.494 voti raccolti dal simbolo di Fratelli d’Italia, solo 2.692 sono stati espressi per candidati. Oltre il 58% degli elettori ha votato il simbolo e basta: un voto di opinione, trascinato dalla figura nazionale di Giorgia Meloni, non certo dalla credibilità amministrativa costruita da Francesca Gerosa a Trento. Se davvero vogliamo parlare di peso elettorale, allora le preferenze raccolte da suo marito – appena 144 – dovrebbero suggerire un po’ più di sobrietà. Ma immagino ci dirà che era tutto calcolato per non far sfigurare gli altri candidati...". 

 

"Ma il vero punto è un altro - riprende il consigliere provinciale -: Gerosa cerca ora di capitalizzare un risultato modesto per tentare di rafforzare la propria posizione politica personale. Vorrebbe usare un voto locale come leva per condizionare equilibri provinciali. La rassicuro: a livello provinciale non è cambiato nulla. La composizione del Consiglio è la stessa, anzi: Fratelli d’Italia è passata, nel giro di pochi mesi, da cinque a due consiglieri provinciali. Il 'vento' tanto decantato a livello locale non ha mosso una foglia a Piazza Dante. E soprattutto non è cambiato il suo atteggiamento: sempre autoreferenziale, sempre teso a sovrapporre l’io al noi, il partito alla coalizione, il simbolo nazionale al territorio. È un film già visto, e francamente anche un po’ noioso. Trento non si governa con le autocelebrazioni, ma con progetti seri, inclusivi, costruiti ascoltando le persone. Fino a quando non si capirà questo, continueremo ad assistere a candidati imposti, campagne deboli e sconfitte puntualmente annunciate. E prima o poi, come si legge anche in questi giorni, la politica presenterà il conto".

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