"Calunnie, mi riservo di tutelare il buon nome dell'amministrazione e la mia onorabilità". Polemica Ianeselli - Bortolotti: il sindaco potrebbe adire alle vie legali
In mattinata il comune di Trento aveva replicato alla nota stampa di Onda, arrivata dopo la risposta all'interrogazione che non aveva soddisfatto le consigliere Giulia Bortolotti e Alessia Tarter. Mentre diffondevano la "contro contro risposta", il primo cittadino del capoluogo ha scritto sui propri canali che "il problema delle calunnie è che, come dicevano gli antichi, qualcosa ti resta comunque attaccato. Per questo mi riservo di tutelare il buon nome dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti oltre che la mia personale onorabilità"

TRENTO. La vicenda adesso potrebbe addirittura approdare in Tribunale.
La polemica politica, che si sviluppa ormai da un mese, iniziata con un'interrogazione, proseguita con la risposta (scritta) e proseguita ulteriormente con un comunicato stampa, la "contro risposta" e una "contro contro risposta", potrebbe trasferirsi nelle Aule di Giustizia.
I protagonisti sono il sindaco di Trento Franco Ianeselli, da un lato e la consigliera - d'opposizione - ed ex candidata sindaca di Onda Giulia Bortolotti dall'altro.
L'ultimo atto è un post pubblicato dal primo cittadino del capoluogo sui propri canali ufficiali, che fa seguito al comunicato emesso dal comune di Trento in risposta alla nota ufficiale di Onda, dopo la risposta all'interrogazione presentata alla fine di giugno dal partito che fa capo a Filippo Degasperi.
Ebbene, Ianeselli parla di "menzogna che non solo lede la mia reputazione, ma insulta i dipendenti, trasformati loro malgrado in burattini del sindaco". Aggiungendo poi che "il problema delle calunnie è che, come dicevano gli antichi, qualcosa ti resta comunque attaccato. Per questo mi riservo di tutelare il buon nome dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti oltre che la mia personale onorabilità".
"Stamattina leggendo i giornali ho scoperto che, secondo la consigliera di Onda Giulia Bortolotti, avrei uno staff personale elefantiaco con ben 25 dipendenti - scrive il primo cittadino di Trento sui propri canali ufficiale nel pomeriggio -, che costerebbero alle casse pubbliche oltre 1,2 milioni. È una menzogna che non solo lede la mia reputazione, ma insulta i dipendenti del servizio Gabinetto e pubbliche relazioni, trasformati loro malgrado in burattini del sindaco. Ho scoperto anche che passare da sindaco che si sposta soltanto in bici a sindaco con due autisti è un attimo. Anche questa è una frottola, visto che i miei presunti due autisti sono anche uscieri, manutentori, custodi di palazzo Geremia, sono coloro che aprono le sale per centinaia di incontri, matrimoni, eventi pubblici. Per la cronaca, il mio staff conta 2 persone, non 25. Il resto del personale del Servizio Gabinetto fa funzionare il sito del Comune, risponde alle decine di migliaia di richieste che arrivano all’Urp, organizza cerimonie ed eventi, informa sui cantieri o sulle opportunità per giovani, anziani e famiglie. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa almeno a questi dipendenti, assunti con regolare concorso per servire la città, non certo il politico di turno. È avvilente doversi confrontare non sulle scelte o sui progetti, ma sulla propaganda di chi vede il marcio anche dove non c’è. Il problema delle calunnie è che, come dicevano gli antichi, qualcosa ti resta comunque attaccato. Per questo mi riservo di tutelare il buon nome dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti oltre che la mia personale onorabilità".
La vicenda era iniziata il 29 giugno con l'interrogazione presentata dalle consiglieri di Onda, Giulia Bortolotti e Alessia Tarter, che chiedevano "il costo annuo complessivo sostenuto per personale assunto ai sensi dell’art.5 bis, il numero dei collaboratori assunti, le funzioni e mansioni assegnate considerando che l’ufficio stampa del Comune risulta composto da una capoufficio, un giornalista professionista, una collaboratrice amministrativa e una social manager che hanno sempre garantito all’Amministrazione una valida copertura comunicativa; di specificare se nelle Consiliature precedenti riferite al Sindaco Andreatta si è fatto ricorso ad assunzioni legate esclusivamente alla figura del Sindaco e in caso affermativo in che numero, con quali compiti e relativi costi; i costi complessivi attualmente sostenuti per la gestione del Gabinetto del Sindaco, indicando mansioni e piano di lavoro di ciascun collaboratore operativo presso la struttura".
Era seguita risposta scritta, nella quale si leggeva che "ai sensi dell’art. 5 bis del regolamento citato sono attualmente assunte a tempo determinato due persone, una con mansioni di comunicazione e una con mansioni di segreteria particolare. Entrambe le figure sono inquadrate come assistenti amministrativi C base, livello per il quale è previsto un trattamento economico di circa 29.900 euro lordi annui".
Aggiungendo poi le specifiche riguardanti le due consiliature precedenti e specificando "con riferimento al 2025, il personale assegnato al Servizio gabinetto e pubbliche relazioni è composto da 25 unità comprese le due figure in staff al Sindaco. Le mansioni sono prevalentemente così distribuite: 1 dirigente, 2 capiufficio, 2 autisti, 1 addetta anticamera, 4 addette alla segreteria, 1 segretario particolare, 1 addetta alle nomine e all’attività consiliari, 4 addetti al sito internet del Comune, 1 addetta ai gemellaggi, 3 addetti all’ufficio stampa, 1 addetta alla comunicazione del sindaco, 1 addetta agli acquisti e contabilità, 3 addette all’ufficio relazioni con il pubblico. Il costo complessivo del personale è stato di circa 1.250.000 euro".
La replica non ha soddisfatto per nulla Giulia Bortolotti ("risposta incompleta, per alcuni aspetti superficiale, alla nostra interrogazione"), che ha emesso una nota ufficiale.
"Un milione e 250 mila euro: è quanto ci è costato il gabinetto del sindaco di Trento nel 2025 - scrive la consigliera di Onda -. Un ufficio decisamente corposo, composto di ben 25 persone tra cui figurano compiti abbastanza curiosi: oltre a un dirigente e due capiufficio, due autisti, ben 4 addetti al sito internet del Comune, una addetta ai gemellaggi, solo per fare qualche esempio. Era dai tempi di Dellai che la pianta organica non presentava due autisti. Da quanto ci risulta, nelle consiliature precedenti operava un solo autista che si occupava nei periodi di fermo del presidio di Palazzo Geremia mentre eventuali esigenze contingenti venivano coperte con il supporto di personale dell’officina comunale. Non può che suscitare ironia la presenza di due autisti a disposizione del sindaco soprattutto se pensiamo al fatto che poi i cittadini comuni sono invitati a spostarsi in bicicletta! Una cifra ragguardevole, una grandeur d’altri tempi, purtroppo difficilmente paragonabile ad altre data la risposta incompleta, per alcuni aspetti superficiale, alla nostra interrogazione. Infatti essa ignora il confronto con il precedente Sindaco palesando un certo pudore nell’affrontare una reale comparazione dei costi sostenuti. È stato fornito un mero elenco di livelli di inquadramento con modalità copia e incolla. Totalmente disatteso il fulcro dell’interrogazione legata alle mansioni del personale: l’insieme dei compiti, delle attività e delle responsabilità assegnate ad un singolo lavoratore. Non possiamo che chiederci se un atteggiamento più sobrio non sarebbe preferibile, soprattutto pensando alla carenza di personale ormai endemica nelle circoscrizioni, alla mancanza di fondi addotti come scusa ogni volta che si chiede di affrontare qualche reale esigenza dei cittadini".
Anche la giornata di oggi - giovedì 30 luglio - è stata decisamente "croccante": prima è arrivata prima la risposta, direttamente dal comune, con il sindaco Franco Ianeselli che ha invitato la consigliera a "chiedere scusa" per il "grave attacco ai dipendenti" (Qui articolo), a cui è seguito il "contro contro comunicato" di Onda.
"Troviamo sorprendente, e francamente alquanto scomposta - scrivono Giulia Bortolotti e la collega di partito Alessia Tarter -, la reazione con cui il Sindaco replica al nostro comunicato stampa sull'interrogazione sui costi del Gabinetto del Sindaco che sarebbe un "attacco ai dipendenti comunali. Invitiamo cortesemente il Sindaco a indicarci dove: in quale riga dell'interrogazione n. 155/2026 in quale dichiarazione, in quale singola parola. Non la troverà. Nel testo depositato non c'è una sola critica ai lavoratori e alle lavoratrici del Comune. C'è, al contrario, il riconoscimento esplicito dell'ufficio stampa comunale, che - testualmente - "ha sempre garantito all'Amministrazione una valida copertura comunicativa". Le nostre osservazioni riguardano le scelte politiche e organizzative del Sindaco e della Giunta - i costi, le priorità, l'opportunità di certe decisioni - non chi quelle mansioni svolge con serietà ogni giorno. Trasformare una critica a chi governa in un presunto attacco a chi lavora è un espediente noto: serve a spostare l'attenzione dal merito. E il merito è ancora tutto lì. All'interrogazione - che porta la firma dello stesso sindaco - è stata data una risposta evasiva. Non è stata infatti fornita la comparazione complessiva dei costi con le amministrazioni precedenti, chiesta espressamente; e soprattutto non sono state elencate le mansioni e il piano di lavoro di ciascun lavoratore, come richiesto. Sull'accusa di "nessun rispetto per i dipendenti" ci sia consentita un'ultima annotazione. Entrambe, negli anni, abbiamo collaborato da Presidenti di circoscrizione con i diversi uffici del Comune: ne conosciamo di persona la professionalità, la dedizione e, spesso, la fatica di lavorare con organici ridotti come avviene ormai da diversi anni nelle circoscrizioni. Nessuno, dunque, ha ridotto i dipendenti a "burattini". Semmai li abbiamo difesi, chiedendo che le risorse pubbliche siano impiegate dove i cittadini ne hanno davvero bisogno. Il tema delle scuse, francamente, lo lasciamo volentieri a chi lo ha sollevato".
Subito dopo, riassumendo il contenuto della nota diffusa da Palazzo Geremia, il sindaco ha ribadito la propria posizione sui suoi canali ufficiali. Mettendoci però il "carico da 11" finale, comunicando che potrebbe "tutelare il buon nome dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti oltre che la mia personale onorabilità".













