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| 08 apr 2023 | 11:45

Orsi, la Lega alza il tiro e attacca Ispra: “Faccia il suo lavoro, altrimenti è meglio che chiuda. A Caldes una tragedia annunciata”

I parlamentari della Lega puntano il dico contro l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: “Di fatto oggi non tutela la sicurezza dei cittadini. Il Trentino deve essere supportato in ogni forma da Ispra che non può più latitare come sta facendo oltre che sui grandi carnivori anche su fauna e specie alloctone”

Orsi, la Lega alza il tiro e attacca Ispra: “Faccia il suo lavoro, altrimenti è meglio che chiuda

TRENTO. Morte di Andrea Papi, dopo le parole del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti (Qui Articolo) ora la Lega attacca direttamente l'Ispra: “Quella avvenuta a Caldes è una tragedia annunciata e l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale è il primo che deve salire sul banco degli imputati”. A dirlo sono i capigruppo in commissione ambiente alla Camera Gianpiero Zinzi e al Senato Tilde Minasi, insieme alle parlamentari trentine del Carroccio Vanessa Cattoi ed Elena Testor.

 

Dopo la tragica morte del runner 26enne, aggredito e ucciso da un orso nei boschi di Caldes in Val di Sole, la riposta delle autorità provinciali è stata di dichiarare, in sostanza, guerra agli orsi in Trentino: oltre al plantigrado responsabile della morte di Papi infatti, il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza ha deciso di procedere con l'abbattimento di altri tre orsi definiti problematici (Jj4, M62 ed Mj5), mentre Fugatti ha parlato della necessità di riportare il numero di plantigradi presenti oggi in Trentino da circa 100 a massimo una cinquantina, smantellando di fatto il progetto Life Ursus.

 

Ora, come detto, ad alzare ulteriormente il tiro sono i parlamentari del Carroccio che puntano il dito contro l'Ispra: “Il presidente Maurizio Fugatti – si legge nella nota della Lega – aveva lanciato l'allarme nelle interlocuzioni che si sono succedute in questi 5 anni, ma senza successo. La Provincia autonoma di Trento aveva chiesto di poter intervenire con urgenza nei confronti dei grandi carnivori problematici sottolineando la necessità di realizzare al più presto un piano di contenimento degli orsi visto il numero diventato ormai eccessivo rispetto alla morfologia del territorio. L'Ispra invece si è sempre messo di traverso, ha sempre ignorato gli appelli da parte di Piazza Dante”.

 

Al di là delle richieste di abbattimento però, va ricordato, la gestione dei grandi carnivori in Trentino da parte della Giunta a trazione leghista non è certo stata di successo: esemplare in questo senso la doppia fuga di M49 (al quale per questo è stato dato il soprannome di Papillon, riprendendo il famoso personaggio interpretato da Steve McQueen) oltre che la scarsa attività di informazione portata avanti sui territori. A due giorni dalla tragedia che ha scosso il Trentino ora la pesante accusa dei parlamentari del Carroccio è che l'Ispra "di fatto oggi non tuteli la sicurezza dei cittadini".

 

Zinzi, Minasi, Cattoi e Testor, parlano di “una serie infinita di burocrati che non prendono decisioni e se ne lavano le mani” e che “si arrampicano sugli specchi con la scusa che il parere di Ispra è obbligatorio ma non vincolante. Se così fosse allora siamo di fronte all'ennesimo ente inutile che è meglio che chiuda oggi stesso, affidando la gestione dei grandi carnivori ai singoli territori. Se questo non fosse vero allora noi vogliamo proseguire su un percorso serio e responsabile che veda però un cambio di approccio su un tema che riguarda i territori di montagna perché non è possibile che su un tema così delicato assistiamo ancora oggi a interventi da parte di soggetti senza alcuna competenza in materia o che non conoscono minimamente la vita in montagna”.

 

Il Trentino insomma, continuano i parlamentari leghisti: “Deve essere supportato in ogni forma da Ispra che non può più latitare come sta facendo oltre che sui grandi carnivori anche su fauna e specie alloctone. Il Trentino è stanco di questa gestione. Faremo leva in Parlamento con tutte le nostre forze perché non vogliamo che anche questa situazione porti allo spopolamento delle montagne. Come Lega abbiamo ribadito più volte che qui non c'è più solo da tutelare l'agricoltura di montagna, ma la sicurezza e la vita dei nostri concittadini.Già 5 anni fa avevamo presentato una proposta di legge in Parlamento che conferisce alle regioni e provincie autonome la facoltà di intervenire contro gli animali che possano risultare pericolosi non solo per gli esseri umani, ma anche per la conservazione degli habitat naturali, della flora e fauna selvatica. È solo da votare”.

 

Oggi, conclude il Carroccio: “Davanti alla morte di questo ragazzo è ora di farla finita con le battaglie ideologiche. Tutte le istituzioni devono essere unite nelle necessarie azioni che dovranno essere fatte d'ora in poi per il contenimento di grandi carnivori nel nostro territorio. Non vogliamo piangere altri morti. Vogliamo che trentini e turisti vivano i nostri boschi in assoluta sicurezza”.

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