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| 07 apr 2023 | 16:42

Morte Andrea Papi, Urzì (FdI): “Bimbi chiusi in casa per paura dell'orso, bisogna arginare gli estremisti dell'ambientalismo ideologico”

Il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì attacca “i Solone dell'ambientalismo ideologico”, parlando di una “convivenza impossibile di grandi predatori (immessi artificialmente nel territorio) e uomo”

TRENTO. “Le famiglie delle aree di montagna che non fanno più giocare i bambini all'aperto sono il segno di una emergenza che solo l'ambientalismo ideologico non ha voluto vedere e prevenire. Questo estremismo insensibile alle ragioni ed alla sicurezza dell'uomo va emarginato”. Sono queste le parole del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì all'indomani della morte del 26enne Andrea Papi (Qui Articolo), il cui corpo senza vita è stato ritrovato la scorsa notte in Val di Sole (nei boschi sopra Caldes) con ferite riconducibili all'aggressione di un orso.

 

“Adesso non si dica che il giovane atleta Andrea Papi – dice Urzì parlando delle prime ricostruzioni sulla vicenda e dell'ipotesi che il giovane abbia cercato di difendersi con un bastone dall'attacco (Qui Articolo) – se l'è anche cercata difendendosi con un bastone quando gli esperti, ricordano i Solone dell'ambientalismo ideologico, dicono che di fronte ad un orso bisognerebbe rimanere fermi. Sarebbe una ulteriore violenza insopportabile per un ragazzo che come dice compostamente la mamma è il morto che qualcuno forse voleva per cominciare a porsi delle domande sulla convivenza impossibile di grandi predatori (immessi artificialmente sul territorio) e uomo”.

 

Per Urzì: “Se non è più possibile frequentare per svago o per insediare attività economiche (allevamento ma anche turismo) i boschi che si aprono dietro le case dove si risiede vuol dire che esiste un problema ed il problema andrà affrontato come il governo ha già indicato si debba agire, indicando nelle soluzioni dettate dagli scienziati (non quelli ideologicamente prevenuti ma quelli al servizio della regione e dell'uomo) le risposte per arginare un rischio che ormai riguarda interi comprensori in Trentino, in Alto Adige e in altre aree montane del Paese”.

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